Appuntamenti e memoria di S. Antonio di Padova

10 / 06 / 2016

Appuntamenti e memoria di S. Antonio di Padova

Cari Amici, come state? Ci aspettano un paio di settimane dense di appuntamenti! Per gli Amici di Marta e Maria le vacanze sono ancora lontane!! Vi anticipiamo gli eventi più vicini (dettagli e indirizzi sul calendario del sito)!
 
Domenica 12, a Vitinia, presso la cripta della Parrocchia, vivremo con Irene e con i Discepoli di Padre Pio una giornata importante! Saranno consegnati alla fondatrice gli Statuti che stabiliranno i requisiti necessari per poter essere un Discepolo di Padre Pio! All'adorazione delle ore 16 seguirà alle 17 la Messa solenne. Al termine un momento di festa insieme. Non mancate!
 
Lunedì 13, memoria di S. Antonio, torneremo a vivere una serata di evangelizzazione di strada ed adorazione nella chiesa di S. Agata a Trastevere, dalle 19 alle 20.30, nell'ambito dell'Anno di Fuoco, insieme a suor Vera Lucia del Movimento di Schoenstatt.  Poi ceneremo insieme. C'è bisogno della collaborazione di tutti! Dal canto alla consegna di una candela, dall'accoglienza alla preghiera insieme con la Parola di Dio.
 
Mercoledì 15 ci ritroveremo a Vitinia, nella cappella di Casa Accoglienza, dalle 19, per l'approfondimento della Lettera di Padre Pio sulle stimmate e per la Lectio divina sulla Liturgia della Parola di domenica 19.
 
Giovedì 16, dalle 19,30  presso il Santuario Domestico Cor Unum in Matre faremo insieme la preghiera del cuore sulla Santissima Trinità (II parte) e ascolteremo le meditazioni di Filippo Maria Lio (per preparare al meglio e prenotare la cena comunicate la vostra partecipazione a info@martaemaria.com).
 
Sabato 18 e Domenica 19 parteciperemo ad un pellegrinaggio a Napoli e Pompei con Irene Gaeta e i Discepoli di Padre Pio. Ci sono ancora pochi posti disponibili! Andiamo insieme! Per info chiamate la segreteria a Vitinia: 0652370099 - 3488246879
 
 
Nel frattempo possiamo prepararci al vivere al meglio la memoria di S. Antonio, che celebreremo lunedì 13,  con questa meditazione di Carlo!
 
  
MEMORIA DI  SANT’ANTONIO DI PADOVA
 
Ogni santo o santa è un uomo o una donna del suo tempo. Prima di tutto bisogna dunque conoscere il tempo in cui è vissuto il nostro santo. Solo allora potremo capire fino a che punto, in realtà, tutti i santi e le sante sono contemporanei tra loro, perché coeterni nel loro fratello maggiore: il Cristo.
Ansioso di conoscere il martirio, “s’imbarcò con un confratello, Filippino di Castiglia, alla volta del Marocco” (Voce in Wikipedia, pag.4). Così è ogni santo: ansioso di conoscere il martirio, che solo gli può far misurare la distanza dal mondo, a cui pure appartiene, e in cui gli è stato dato da vivere! Ma Dio aveva per lui altri progetti… Ammalatosi subito dopo lo sbarco, Filippino lo convince a tornare in Portogallo, solo che…“la nave incorse in una tempesta e terminò il viaggio con un naufragio in Sicilia, vicino a Messina”. Se per tutti vale il detto popolare: “L’uomo propone, e Dio dispone”, questo vale in particolare per i santi…“Soccorsi dai pescatori, i due vennero portati in un vicino convento francescano. Qui Antonio apprese che a maggio, in occasione della Pentecoste, Francesco avrebbe radunato tutti i suoi frati per il Capitolo Generale” (Id., ibid). Era il maggio del 1221, cinque anni prima della morte del fondatore dell’Ordine dei Minori. Tremila frati (e tra questi, chissà quanti santi!) si radunarono nella valle attorno alla Porziuncola. Ultimo tra gli ultimi, minimo tra i minimi, c’era anche Antonio, giunto a piedi da Messina. Nessuno lo conosceva, ed egli non conosceva nessuno. Immaginiamo come avrebbe reagito alla situazione chiunque di noi: io, che ho cercato il martirio, che ho sfidato la morte, che ho studiato per 9 anni nella più prestigiosa scuola cristiana del Portogallo, che conosco la Bibbia a memoria, che ho fatto a piedi 1000 chilometri per giungere qui, abbandonato da tutti come un cane!? Beh, sapete che vi dico, io svesto il saio e torno nel mondo!
Questo, probabilmente, avrebbe, se non detto, almeno pensato, chiunque di noi. Invece Antonio si limitò a supplicare il superiore di Romagna perché “lo prendesse con sé e gli impartisse i primi rudimenti della formazione spirituale” (Id., pag.5)! Egli aveva allora 26 anni, e già l’anno dopo era diventato il miglior predicatore dell’Italia centrale!
“La verità genera odio; per questo alcuni, per non incorrere nell’odio degli ascoltatori, velano la bocca con il manto del silenzio”: questo egli non l’avrebbe mai fatto, “neppure a costo di scandalo” (Dai Sermones, cit. in id., ibid.). Purtroppo in molti casi era allora la Chiesa stessa che dava scandalo! Preti concubinarii, vescovi simoniaci, cardinali e papi nepotisti erano all’ordine del giorno: da ciò le eresie, e cioè il rigetto della fede della Chiesa per il cattivo esempio dato dagli uomini di Chiesa… Francescani e Domenicani si erano dati come primo compito proprio questo: riportare il popolo di Dio alla sua fede mediante il buon esempio. Così Antonio viene mandato in Francia, per convertire gli scandalizzati e perché quelli che davano scandalo cessassero di darlo…Occorre però anche la dottrina, che ad Antonio non mancava, e che pure non era stata il terreno di coltura dell’Ordine francescano. Alla fine anche Francesco si convince: “A frate Antonio, mio vescovo (in quanto sacerdote), frate Francesco augura salute. Mi piace che tu insegni teologia ai nostri fratelli, a condizione però che, a causa di tale studio, non si spenga in essi lo spirito di santa orazione e devozione, com’è prescritto nella regola” (cit. in id., pag.6). Ogni santo trova il suo spazio nella storia, e la rimodella a sua immagine: così Antonio, l’umile per eccellenza, si trova ad inaugurare il grande filone della teologia francescana! Colui che sarebbe stato soprannominato, ancora in vita, “arca del Testamento” e “scrigno delle Sacre Scritture”, nonché, in epoca recente, Dottore della Chiesa col titolo bellissimo di Doctor evangelicus, conservò la sua umiltà fino alla fine; ma ciò non gli impedì di fustigare i costumi dei potenti e di esortare con fervore i suoi confratelli alla santità. Il santo, infatti, non contesta, ma edifica; non rimuove, ma sostituisce; non critica, ma propone; non distrugge, ma crea. Per questo il suo compito è così importante in ogni epoca: egli deve rappresentare per i suoi contemporanei un’alternativa praticabile, convincente, sicura; non deve mettersi al di sopra di loro, soggiogandoli con la sua autorità morale e spirituale. Deve piuttosto precederli, ed invitarli a seguirlo: “Dove abiti, Maestro?” “Vieni e vedrai…” (Matteo,    ). Antonio era necessario all’Ordine francescano come Francesco lo era stato alla Chiesa; e se questo si fosse impuntato sulla sua convinzione della perniciosità dello studio per la crescita spirituale dei frati? E se, geloso della crescente fama e popolarità di Antonio, gli avesse sbarrato la strada? E invece che fa Francesco? Lo chiama “mio vescovo” e lo incoraggia dicendo “mi piace che tu insegni teologia ai miei fratelli”! Per questo i santi sono santi, perché non si comportano come, in circostanze analoghe, si comporterebbero i non santi. Nei Promessi Sposi c’è l’episodio di Federico Borromeo a cui viene annunciata la visita dell’Innominato: tutta la sua corte, sacerdoti, inservienti, fedeli gli si affolla intorno per impedirgli di aprire la porta ad un criminale di quella specie, ma il cardinale, dopo averli bruscamente congedati, gli va incontro, lo abbraccia e lo tratta come se lo conoscesse da sempre. Allora don Abbondio, che ha ricevuto l’incarico di accompagnarlo, commenta fra sé e sé: “Ah questi santi!” I santi sono le fibre, i tendini, i nervi e i muscoli del corpo mistico di Cristo: essi traggono la loro audacia soprannaturale, il loro istinto infallibile, la loro sovrana indipendenza di giudizio dal loro Cervello, che trasmette loro precisamente questi impulsi. Anche noi li riceviamo, naturalmente, come cellule di quel corpo, ma li trasformiamo in azione? Ci fidiamo anche noi del nostro Cervello mistico, o non agiamo piuttosto come un cancro, in quel corpo meraviglioso?
Colui che riceve l’impulso da Cristo, e non gli oppone resistenza, opera miracoli. A noi, come a tutti, sono noti i miracoli di sant’Antonio, che dalla pietà popolare è soprannominato proprio il santo dei miracoli: ma quante conversioni avrà operato la sua parola, quante sofferenze avrà lenito la sua dolcezza, e quanta verità avrà dispensato il suo spirito? Ad una donna fortemente tentata dal demonio egli affidò questo esorcismo, che effettivamente la liberò, e che possiamo leggere ancora oggi sulla base dell’obelisco in piazza san Pietro: “Ecco la Croce del Signore! / Fuggite voi potenze nemiche! Ha vinto il Leone della tribù di Giuda/ la radice di Davide, alleluia!”
Possa l’esempio, la testimonianza, l’insegnamento e il culto di Sant’Antonio indurci a mettere sempre in pratica le ispirazioni che ci vengono dall’alto, e a non farci mai condizionare “dalla mentalità del secolo”, perché non ci troviamo più a preferire il male al bene, e Satana a Dio: amen!
 
IMPEGNO MENSILE:
Ogni mese il Gruppo prende un impegno. Possiamo così sperimentare un altro tipo di preghiera, quella comunitaria che ci unisce tutti in una stessa intenzione di preghiera, così che restiamo uniti nello Spirito, pregando insieme anche a distanza, per tutto il mese.
Per questo periodo estivo l’Impegno sarà questo: rimaniamo fedeli all’appuntamento quotidiano con la Preghiera del cuore, e consacriamo ogni giornata al Santo Volto di Gesù o a Maria, o scegliamo una delle altre consacrazioni che si trovano nel sito, offrendo prove e difficoltà in riparazione del male che si compie nel mondo e dei nostri peccati.  E appena scendi dal letto, fai sulla fronte un piccolo segno di Croce e prega che tu possa compiere la Sua volontà:
"Benedici Signore questa giornata e fa' che si compia secondo la tua volontà. Vieni tu a vivere in me questo giorno. Gloria..." 
 
 
 
Un caro saluto a voi tutti! Vi aspettiamo!
 
Marta e Maria team