Giubileo di Schoenstatt

24 / 10 / 2014

Giubileo di Schoenstatt

Carissimi, bentrovati! Noi siamo molto ben impegnati, dopo queste due giornate pienissime tra lavoro famiglia e giubileo di Schoenstatt (potete vedere alcune foto sulle pagine del gruppo FB “Marta e Maria con la Regina della Pace – Preghiera del cuore”)! Mercoledì ci siamo incontrati a S. Anastasia e la preghiera del cuore è stata di guarigione, avendo al suo centro la richiesta di purificazione dai vizi e dalle passioni e l’esercizio del “distacco”. In fondo alla news vi allego le riflessioni sui Misteri del Rosario e la Meditazione Lauretana di Carlo, “Salus infirmorum”.
Non riesco a condividere molto altro con voi oggi, perchè il tempo è assai poco, ma vi invito a leggere la stellina del 25 ottobre, per fare una preghiera del cuore nel fine settimana un po' più lunga del solito.
Vi lascio con una bella raffica di appuntamenti…tutti gustosissimi! Non perdeteli! Siate api operose che si posano solo sui fiori più belli e più profumati, e non su tutto ciò che capita!!
Dio ci benedica!
A presto!
 
APPUNTAMENTI:
 
Preghiera del cuore al Santuario di Schoenstatt in Via Aurelia Antica 112 - Mercoledì 29 (un mercoledì in più rispetto al nostro calendario ordinario) dalle 17.50 alle 19.15 Un luogo molto particolare, poco conosciuto, immerso nel verde e nel silenzio, di fronte a Villa Pamphili: Vi proponiamo una visita al Santuario di Schoenstatt "Cor Ecclesiae" in occasione del Giubileo per il primo centenario dalla fondazione. Per questa festa speciale a chi visita il Santuario è concessa l'indulgenza plenaria alle solite condizioni. Ci ritroveremo dunque insieme al Santuario, riceveremo l'indulgenza, riverseremo le nostre offerte al Capitale di Grazia dalla nostra anfora di "Marta e Maria" in quella grande di Schoenstatt e faremo un'ora di preghiera del cuore immersi nel silenzio del Santuario, nell'abbraccio accogliente di Maria. Appuntamento al Santuario alle 17.50.
(Come arrivare: venendo da S. Pancrazio, subito dopo l'incrocio con Via delle Fornaci, restare sull'Aurelia Antica e appena passato l’archetto entrare con la macchina nel primo cancello aperto a destra).
 
Preghiera del cuore nella Basilica di S. Anastasia: mercoledì 12 Novembre ore 18/20.30 - Seguirà la Messa della S. Famiglia e, per chi può restare, alle 21,45 la cena veloce al pub di Via dei Cerchi. Se restare prenotatevi scrivendo a questo indirizzo (info@martaemaria.com) entro martedì 11.
 
 
 
Festeggiamenti per il Giubileo di Schoenstatt:
 
 (Vi ricordo che a Roma i Santuari di Schoenstatt sono due, Via Aurelia Antica 112, “Cor Ecclesiae” e Via S. Gemma 3 “Matri Ecclesiae”)    
 
Sabato 25 (per chi ha prenotato) Incontro con il Santo Padre – Sala Paolo VI ore 11. Ci troveremo davanti alla cancellata in Piazza S. Uffizio alle 8.45 dove sono le guardie svizzere. Poi al termine, intorno alle 13, resteremo insieme e cercheremo di essere verso le 15 in piazza S. Maria Maggiore.  
 
Sabato 25 Celebrazione Eucaristica alle ore 16 nella Basilica di S. Maria Maggiore 
 
Domenica 26 Celebrazione Eucaristica nella Basilica di S. Pietro presieduta da S.E.R. Card. Francisco Javier Erràzuriz alle ore 9.30 e Angelus del Santo Padre in piazza S. Pietro alle 12.   
 
Spiritualità di Schoenstatt:    
 
Mercoledì 19 Novembre, alle 20.30 presso il Santuario di Belmonte (Via S. Gemma 3) ci sarà un nuovo incontro per la preparazione all’Alleanza d’Amore con Maria prevista per la fine di Gennaio. Chi fosse interessato è ancora in tempo per aggiungersi al gruppo! Chiedeteci informazioni! Saranno con voi padre Valentino e Suor Vera Lucia  
 
Domenica 23 Novembre ci sarà l’incontro di approfondimento della spiritualità mariana di P. Kentenich (ancora non sappiamo se ci incontreremo a Via Aurelia Antica oppure a Belmonte, lo comunicheremo quanto prima).    
 
CUORI NUOVI  
 
Inizia il nuovo ciclo di incontri per separati, divorziati, risposati: Domenica 26 dalle ore 15.30 alle 17.30 a S. Anastasia. Con padre Valentino. Ci saremo anche noi.
 
RITIRO DI NUOVI ORIZZONTI CON CHIARA AMIRANTE
(Vivamente consigliato! Andiamo insieme!)
 
Domenica 2 Novembre Teatro Orione – Via Tortona 3 (Metro Re di Roma) ore 10/17.30 – pranzo al sacco. E’ prevista la Celebrazione Eucaristica. 
 
 
INCONTRO DI PREGHIERA CON VISKA
veggente di Medjugorje  
 
Domenica 9 novembre 2014  -  ore 9.00 Palestra Pala Iaia Palestrina Via Pedomontana 223    (Costo Pellegrinaggio 15 euro autobus  + 10 euro ingresso) Programma Ore 9.00 Apertura dei cancelli con canti e preghiere di Medjugorje
Ore 10.00 Saluto di benvenuto di Sua Ecc. Mons Lorenzo Loppa Vescovo diocesi di Anagni e Alatri
Ore 10.30 Recita del santo rosario presieduta da Madre Rosaria Fondatrice della Comunità dei Figli del Divino Amore
Ore 11.00 Testimonianza di Padre Petar
Ore 12.00 Testimonianza di Madre Rosaria
Ore 12.30 Santa messa presieduta da Sua Ecc. Mons. Domenico Sigalini Vescovo di Palestrina
Ore 13.30 Pausa pranzo Ore 15.30 Recita della coroncina della Divina Misericordia Ore 16.00 Testimonianza di Padre Miro parroco della Parrocchia di Citluk a Medj Ore 17.00 Recita del santo rosario presieduta da Viska con canti di Medj
Ore 18.30 Testimonianza di Viska e preghiera per i malati
Ore 19.00 Solenne Adorazione Eucaristica
Ore 20.00 Saluti finali e canti di Medj
Per info e prenotazioni Chiamare il n3381535119 - Mir Regina della Pace Medjugorje  o scrivere una e- mail   mir.reginadellapace@gmail.com 
 
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PREGHIERA DI MARTA E MARIA DEL 22 OTTOBRE
 
MISTERI GAUDIOSI   
 
I - ANNUNCIAZIONE - Ancora prima del suo sì e del concepimento di Gesù, l’Angelo saluta Maria come la “piena di grazia”: i Doni di Dio e il Suo Amore prevengono sempre ogni nostra azione, è sempre Dio che agisce per primo in noi e tutto il bene in noi è risposta ai Suoi Doni.   E’ però lasciata alla nostra libertà la scelta di seguire  la Via Maestra che il Signore ci indica. Ma il terreno in noi è sempre preparato da Dio ad accogliere il Seme che viene piantato. E’ Dio che con il nostro sì compie tutta l’Opera. Preghiamo perché Dio ci trovi generosi e affidati a Lui, pronti a rispondere alle Sue chiamate. Preghiamo per le vocazioni sacerdotali.       
 
 
II – VISITA A S. ELISABETTA –  Lo Spirito Santo, come una esplosione di Luce, si diffonde da un cuore all’altro e passa da Maria ad Elisabetta. Abituata all’Ascolto Elisabetta sa riconoscere subito la presenza di Dio ed anche il bambino dentro di lei sussulta di Gioia. Abbiamo anche noi la stessa sensibilità?  Basterebbe accostarsi nei momenti di sconforto ad un Tabernacolo per essere ricolmati di questa Gioia infinita. Donaci signore di sussultare di gioia ogni volta che ci raccogliamo con te nella Preghiera. Preghiamo per i tanti cristiani che sono perennemente tristi, perché possano diventare testimoni credibili della gioia della Resurrezione che è già avvenuta anche per noi.
 
 
III – NASCITA DI GESU’ –  I pastori visitati dagli Angeli vegliavano nella notte. Per cogliere le novità dello Spirito, quelle che il Signore sussurra al nostro cuore, bisogna essere ben svegli, pronti a partire dove lo Spirito chiama, non anestetizzati dalle tante voci del mondo. Siamo come sentinelle, o la vita ordinaria ci ha reso simili ad automi? Il Signore vive ogni giorno in noi, abbiamo orecchie per la Sua Voce? Preghiamo per poter accogliere ogni giorno la Parole di Dio nel nostro cuore.  Per ascoltare il soffio dello Spirito è necessario abbassare il volume di tutto il rumore che ci circonda, fuori e dentro di noi. In ogni Eucarestia accogliamo la nascita di Gesù in noi.
 
 
IV – PRESENTAZIONE AL TEMPIO - Aver fatto la scelta definitiva per Gesù, vivere la Sua presenza nella nostra vita, non ci fa beatamente riposare nella pace come la intende il mondo; vivere in Gesù ci porta ad una continua battaglia contro il male fuori e dentro di noi. Ogni mattina il male è accovacciato alla nostra porta, ogni giorno il Signore allena le nostre dita alla battaglia e combatte al nostro fianco. La stessa Parola di Dio fa verità dentro di noi e ci costringe a prendere ogni giorno posizione con Lui o con il male. La Pace è la dimensione in cui ti trovi mentre vivi la Giustizia, cioè  mentre costruisci contro il mondo  la tua vita sulla roccia della Sua Parola, ma è pace nella lotta, pace nella prova, pace nella croce. Preghiamo perché ogni cresimato riacquisti la consapevolezza del suo essere associato a Cristo nella lotta contro il maligno. CHIEDI AL VICINO PER COSA PREGARE
 
 
 
V – RITROVAMENTO DI GESU’-  Lo smarrimento dei tre giorni ci rimanda ai tre giorni nel sepolcro. Come è facile anche per noi perdere Cristo. Basta un attimo di disattenzione e ti ritrovi perso nel buio. Pensiamo a quale sarà stata l’angoscia di Maria in quei giorni. Siamo realmente consapevoli che siamo costantemente a rischio di perderLo? Conserviamo con scrupolo il Tesoro più grande che abbiamo?  Per Gesù la cosa più importante era occuparsi delle cose del Padre. E’ così anche per noi? O deleghiamo tutto ai sacerdoti dimenticando che il Battesimo ci ha reso tutti in Cristo sacerdoti per la salvezza del mondo?  Preghiamo per comprendere l’importanza del Sacramento della Riconciliazione,  porta per la restaurazione del nostro rapporto con il Padre. DEDICHE SPONTANEE
 
 
 
XXXVIII SALUS INFIRMORUM
“Salvezza dei malati”
 
 
In qualche modo, malati lo siamo tutti, e tutti abbiamo bisogno di salvezza. Molti l’hanno trovata a Lourdes, e negli altri grandi santuari mariani: se non del corpo, almeno dello spirito. “Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò” (Matteo, 11, 28). L’enorme opera salvifica della sofferenza ha bisogno di un’assistenza dall’alto, o altrimenti può essere insidiata dalla disperazione. Sui piatti della bilancia della storia sono posati infatti due massi di peso e volume corrispondenti: quello del male, e quello della sofferenza che questo provoca. Questo, fin dall’istante successivo al peccato originale e fino alla fine del mondo. A un tratto Dio ha spostato il masso della sofferenza e vi Si è installato Lui: Lui da solo, “con il suo peso leggero e il suo giogo soave” (Matteo, 11, 30 ), ha pareggiato il male del mondo. Da allora in poi ogni nostra sofferenza può inclinare la bilancia nel senso della vittoria sul male: sta unicamente a noi, che comunque soffriremmo, dare alla nostra sofferenza questo valore. Proprio per poterlo fare, ricorriamo a Maria. L’esente dal male trasfigura ogni sofferenza in salvezza, poiché in lei, a cui non spettava, la sofferenza fu veramente mezzo di salvezza! La sofferenza risale al contrario il fiume del male, per trovarne la sorgente e inaridirla per sempre: solo essa ha questa capacità, direi quasi questa vocazione! Il Bene è per noi inaccessibile, almeno direttamente: vi possiamo giungere però attraverso la vittoria sul male, che è la sofferenza. I malati non solo si salvano, ma addirittura salvano, attraverso la loro sofferenza. In questo stesso senso Maria è la salvezza dei malati: dei malati in quanto sono salvati e dei malati in quanto salvano. Che cos’è, in fin dei conti, un santuario mariano, se non questo? Perché milioni e milioni di persone li frequentano se non perché vogliono dare un senso alla loro sofferenza? Innumerevoli sono le testimonianze relative a guarigioni di questo genere, anche se naturalmente fanno meno notizia delle guarigioni fisiche. Ma a sua volta, una guarigione fisica che cos’è se non il sintomo di una guarigione spirituale?
 
Il contatto con la sofferenza in un primo momento stordisce e annienta, poiché l’uomo, in effetti, non è fatto per soffrire, ma per gioire eternamente. Si fa fatica, inizialmente, a riconoscervi altro da una pura crudeltà del destino o della sorte. Buona parte dell’ostilità al cristianesimo deriva proprio da questo istintivo rifiuto della sofferenza. L’idea stessa di un Dio che agonizza sulla croce fa paura, perché – ci diciamo – se Dio ha sofferto così, quanto dovremo soffrire noi? Possiamo crescere umanamente con il crocifisso tra le mani, oppure diventeremo profeti di sventura, sepolcri ambulanti? Si disconosce totalmente l’opera del male, senza la cui cognizione la sofferenza stessa appare come l’unico male. Da qui gli infiniti rimedi, che ben conosciamo: gli analgesici e gli anestetici dell’edonismo dilagante. La sofferenza, invece, non solo non è un male, ma è ciò che sola può liberarci dal male! Non certo del male per cui soffriamo, ma del suo “aculeo”, che è il peccato (cfr. 1 Corinzi, 15, 56). La morte stessa, come dice appunto san Paolo, una volta privata di esso, risulta completamente inoffensiva, fino ad essere addirittura “ingoiata”, e cioè fatta sparire per sempre. Certo il male per cui soffriamo è male, è cioè o peccato, o menzogna o morte, o una varia combinazione dei tre, ma la nostra stessa sofferenza lo annulla come tale, lo fa cioè servire alla nostra salvezza anziché alla nostra dannazione. Perché questa alchimia sia possibile, noi dobbiamo ricorrere alla nostra Consolatrice celeste, che vede e sa quanto sia difficile questo andare contro corrente, questo muoversi tra le spine, questo procedere a salti, in cui consiste la nostra sofferenza, e quindi anche la nostra vittoria sul male! Perché, altrimenti, la via della salvezza sarebbe stata definita come “stretta e angusta”?
 
“Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa; quanto è stretta invece la porta e angusta la via che conduce alla vita, e quanto pochi sono quelli che la trovano!” (Matteo, 7, 13-14) Trovare “la via che conduce alla vita” significa appunto fare a ritroso il cammino che il peccato ha compiuto fino a noi, consumandolo con la sofferenza, e oltrepassare la barriera di fuoco che custodisce l’albero della vita. E’ un cammino inverso a quello del mondo, e può capirne la bellezza soltanto chi lo compie, dicendo con san Francesco: “E’ tanto il bene che m’aspetto / ch’ogni pena m’è diletto”, amen!
 
Salus infirmorum, ora pro nobis!  
 
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