30 / 11 / 2014
I Domenica di Avvento
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I DOMENICA DI AVVENTO
Mai si udì parlare da tempi lontani, orecchio non ha sentito,
occhio non ha visto che un Dio, fuori di te,
abbia fatto tanto per chi confida in lui.
Tu vai incontro a quelli che praticano con gioia la giustizia
e si ricordano delle tue vie.
Ecco, tu sei adirato perché abbiamo peccato
contro di te da lungo tempo e siamo stati ribelli.
Siamo divenuti tutti come una cosa impura,
e come panno immondo sono tutti i nostri atti di giustizia;
tutti siamo avvizziti come foglie,
le nostre iniquità ci hanno portato via come il vento.
Nessuno invocava il tuo nome, nessuno si risvegliava per stringersi a te;
perché tu avevi nascosto da noi il tuo volto, ci avevi messo in balìa della nostra iniquità.
Ma, Signore, tu sei nostro padre; noi siamo argilla e tu colui che ci plasma, tutti noi siamo opera delle tue mani. (Isaia)
occhio non ha visto che un Dio, fuori di te,
abbia fatto tanto per chi confida in lui.
Tu vai incontro a quelli che praticano con gioia la giustizia
e si ricordano delle tue vie.
Ecco, tu sei adirato perché abbiamo peccato
contro di te da lungo tempo e siamo stati ribelli.
Siamo divenuti tutti come una cosa impura,
e come panno immondo sono tutti i nostri atti di giustizia;
tutti siamo avvizziti come foglie,
le nostre iniquità ci hanno portato via come il vento.
Nessuno invocava il tuo nome, nessuno si risvegliava per stringersi a te;
perché tu avevi nascosto da noi il tuo volto, ci avevi messo in balìa della nostra iniquità.
Ma, Signore, tu sei nostro padre; noi siamo argilla e tu colui che ci plasma, tutti noi siamo opera delle tue mani. (Isaia)
Non vorrei aggiungere tante parole alla Parola. Entriamo in Avvento per prepararci ad accogliere quel Dio che fa nuove tutte le cose, le più vecchie e le più avvizzite, quelle senza speranza, quelle già nel sepolcro, tutte queste come ossa inaridite rifioriscono e mettono gemme. Una sola Parola fa nuove tutte le cose: Emmanuele! Dio CON noi! Non sopra di noi come tiranno, non davanti per farsi seguire, non dietro per nascondersi, ma con noi, insieme, mischiandosi, puro, con le nostre impurità. Prima di adesso mai si udirono cose simili, mai si videro, mai nessuno amò fino a tal punto. Il tempo è vicino, l’attesa breve, occorre restare svegli, con la candela in mano. Egli è qui…
Nei giorni del buio non eravamo più capaci di cercarti, ma adesso possiamo invocarti, svegliarci nella notte per stringerci a te, Padre nostro, Padre santo. Dopo i tempi dell’ira hai avuto pietà di noi, tu che ben conosci la fragilità della nostra creta. Donaci di farci docili alle tue mani, per essere di nuovo plasmati da te, ricreati come vasi nuovi per accogliere il vino della gioia, delle Nozze!
APPUNTAMENTI DI DICEMBRE
Vi ricordiamo di prenotare per il Ritiro di Capodanno, previsto a Piglio dalla mattina del 30 dicembre al 1 gennaio, con inizio con la S. Messa di ringraziamento presso il Santuario della Madonna del Buon Consiglio a Genazzano e conclusione con la Messa delle 11 il 1 gennaio. Costo tutto compreso circa 110 euro, secondo il numero dei partecipanti e la tipologia di camera, cenone incluso, escluso il pranzo del 1, facoltativo. Appena sapremo quanti saremo vi invieremo il programma del ritiro e il costo definitivo.
Preghiera del cuore di Marta e Maria
nella Basilica di S. Anastasia:
Preghiera del cuore di Marta e Maria
nella Basilica di S. Anastasia:
Mercoledì 10 Dicembre
Mercoledì 17 Dicembre
Mercoledì 17 Dicembre
ore 18/20.30. Seguirà la Messa della S. Famiglia e, per chi può restare, alle 21,45 la cena veloce al pub di Via dei Cerchi. Se restate prenotatevi scrivendo a questo indirizzo (info@martaemaria.com) entro il martedì precedente.
Spiritualità di Schoenstatt:
Prepariamoci a Natale attraverso la spiritualità mariana del Santuario
Preghiera del cuore mensile di Marta e Maria nel santuario di Schoenstatt:
Lunedì 1 Dicembre ore 19.30 in Via Aurelia Antica 112, preghiera del cuore per entrare nel tempo d’Avvento. Seguirà uno spazio di condivisione e di approfondimento. Al termine cena al sacco condiviso alle 21.30 nella saletta interna del santuario.
RITIRO D’AVVENTO
Domenica 14 dicembre
Intera giornata di ritiro in preparazione al santo Natale presso il Monastero di clausura di S. Chiara con le Clarisse, presso i locali della Domus Vitellia, in Via Vitellia 95.
Il programma inizierà con la celebrazione della S. Messa alle ore 9.30 nella Chiesa del Convento, in Via O. Gasparri 42, e avrà termine verso le ore 17.30. E’ previsto il pranzo al sacco condiviso. Con padre Valentino ofm e le fraternità francescane.
Chi non può partecipare all'intera giornata potrà trattenersi il tempo che può e che vuole ed arrivare in qualunque momento del programma. Per adesioni, richieste e comunicazioni potete scrivere al seguente indirizzo: gruppopreghiera@domusvitellia.it
SPIRITUALITA’ FRANCESCANA
Riporto qui l’invito degli Amici della Comunità Francescana di Santa Francesca Romana, unendoci alla loro preghiera mensile per la Pace:
NOI LAICI FRANCESCANI DESIDERIAMO PROPORTI DI VIVERE CON NOI QUESTO GIORNO PER LA PACE!IN QUESTA GIORNATA, PUR RESTANDO OGNUNO NEL PROPRIO AMBIENTE DI VITA E DI LAVORO, POSSIAMO INSIEME:
PREGARE: offrire fin dal mattino una preghiera spontanea per la Pace; partecipare alla S. Messa; recitare una corona del S. Rosario; un’ora di adorazione eucaristica; compiere un pellegrinaggio; accostarti al sacramento della confessione……
MEDITARE: meditare una pagina della Bibbia, vivere un momento significativo e prolungato di silenzio e ringraziamento a Dio creatore e signore della vita; riflettere sul tuo stile di vita evangelico; partecipare a un’iniziativa di crescita della fede……
TESTIMONIARE: compiere un gesto di servizio verso persone povere; devolvere un’offerta pari la tuo pasto che non hai consumato; visitare un ammalato; partecipare a un momento di preghiera e catechesi proposto dalla parrocchia.
giovedì 18 Dicembre dalle ore 19.45 alle ore 21, la lampada della pace sarà accesa in chiesa e celebreremo una veglia per nuove parole di Pace :
fraternità - restituzione - perdono.
fraternità - restituzione - perdono.
Un’iniziativa dell’OFS e dei gruppi francescani della parrocchia di Santa Francesca Romana all’Ardeatino Per contatti: ofsantafrancescaromana@gmail.com - Alessandro: 339-2182046.
COMUNITA’ DI S. ANASTASIA
Roma for Jesus
Il 1° giovedì del mese sosta davanti alle parrocchie mariane di Roma per pregare il rosario alle 21. Giovedì 4 Dicembre Santa Maria del Divino Amore.
IMPEGNO MENSILE DI PREGHIERA DEL GRUPPO MARTA E MARIA
Per il mese di Dicembre, in onore della santità della nostra Madre, in questo tempo di Avvento l’Impegno sarà tratto dalla rivelazione di Maria a S. Matilde: "chi reciterà Le Tre Ave si salverà". Tre Ave Maria ogni giorno per ringraziare la Trinità dei Doni fatti a Maria: pregheremo quindi le tre Ave “per la Potenza che ti dato il Padre, per la Sapienza che ti ha dato il Figlio, per l’Amore che ti ha dato lo SS, concludendo con l'invocazione:
"o Maria mia buona Madre preservaci in questo giorno dal peccato mortale, amen".
PER LA NOSTRA MEDITAZIONE
XL
CONSOLATRIX AFFLICTORUM
CONSOLATRIX AFFLICTORUM
Afflitti, lo siamo certamente, ma, consolatrice, tu lo sei altrettanto certamente! Sei nostra consolatrice come nostro Consolatore è lo Spirito Santo: la consolazione che ti ha dato lo Spirito Santo tu la ripercuoti su di noi infinitamente! La tua consolazione è consistita nell’essere stata “guardata” da Dio; la nostra, nell’essere guardati da te… Tu ci “guardi” nel senso che ci “preservi”, ci “curi”, ci “assisti”, proprio come Dio ha fatto con te, prima esentandoti dal peccato originale, poi rivestendoti di Sé e infine, facendoti beatamente oltrepassare la morte. Nel Battesimo ( in quel Battesimo di Silenzio di cui abbiamo parlato nella 22° meditazione) anche noi veniamo esentati dal peccato originale; nella Chiesa, noi siamo costantemente rivestiti e abitati dallo Spirito Santo, e nella fede possiamo beatamente oltrepassare la morte. Per questo, tu Silenzio, tu Chiesa, tu Fede sei veramente la nostra consolatrice! La Fede della Chiesa è racchiusa nel tuo Silenzio come in uno scrigno preziosissimo: ogni Parola di Dio risuona in esso maestosamente, ed effettua la consolazione di cui noi abbiamo bisogno. Ogni cruccio, ogni ansietà, ogni timore ne vengono fugati, come da un’onda irresistibile: tu sei l’inarrestabilità di quest’onda, l’assenza di ostacoli sul suo cammino. Quando rassomigliamo a te, diventiamo beati come te. Chi non vorrebbe infatti, potendo, far risuonare in sé come per la prima volta la parola di Dio? Essere il buio squarciato dalla luce, l’ignoranza illuminata dalla sapienza, la verginità rallegrata dalla gravidanza? Quale gioia sarebbe allora paragonabile alla nostra, se non la tua?
Ma poiché noi non ci riusciamo, siamo afflitti; e poiché siamo afflitti, ti preghiamo di consolarci. La tua consolazione può prendere il posto della nostra afflizione, e noi possiamo ridiventare nuovamente beati. La consolazione di Dio, infatti, a differenza di quelle semplicemente umane, taglia la singola afflizione alla radice, la fa isterilire e morire, anche se poi ne spuntano continuamente altre, a cui dobbiamo applicare la stessa cura: San Francesco diceva che non c’era mai stata una tristezza nella sua vita che non fosse stata dissipata dalla recita di un Padre Nostro. E’ nota anche la frase di Léon Bloy, secondo il quale “l’unica tristezza è quella di non essere santi”… Ma predisporsi a ricevere continuamente le consolazioni divine non è già un indizio di santità? Da che ci può provenire, la santità, se non dal soffocare così, ogni volta, le nostre tristezze e le nostre afflizioni? La tristezza è il non essere santi, ma è il vincere ogni volta, con le consolazioni divine, la nostra tristezza, che ci rende santi! Questo significa, paolinamente, predisporsi a vincere ogni volta “il male, con il bene”(Romani, 12, 21)!
Molte delle nostre afflizioni, infatti, sono veramente dovute al male: quello fisico, quello morale, quello storico. Ora, ogni sofferenza che non derivi dal nostro orgoglio ferito, o da un nostro capriccio irrealizzato, o da una nostra futile idiosincrasia, è di per sé santificante, e richiede perciò una consolazione che – per così dire – ce lo certifichi, e grazie alla quale siamo pronti ad affrontarne ancora di nuove, per avere sempre nuove, divine consolazioni. Bisogna infatti essere afflitti, per essere consolati! Gesù ha fatto consistere anzi, in questa consolazione, la stessa beatitudine eterna (cfr. tutto il Discorso della Montagna)! Non ci metteremo in cerca di sempre nuove afflizioni (anche se molti santi lo hanno fatto), ma risponderemo a quelle che ci toccano con la segreta speranza di ricavarne una grande consolazione sulla terra, e la beatitudine eterna in cielo! Come è dolce essere consolati per aver dovuto affrontare il male! Come è cara a Dio questa sofferenza, e come generosamente Egli la ripaga, sia qui e ora, che lì e per sempre! Come docilmente siamo invitati a piegare il capo davanti ad essa, se è Dio stesso che poi ce lo rialza, per incoronarlo di Sé!
O Maria, dolce benefattrice degli umili, versa sul nostro capo piegato e piagato l’olio della consolazione celeste! Se non possiamo imitare quel santo di cui si dice che non abbia mai alzato gli occhi al soffitto della sua stanza, fai almeno che non li teniamo così alti da non vedere il male che ci fronteggia, e che possiamo vincere solo con la nostra stessa sofferenza! Tu, esperta del soffrire e maestra dell’acconsentire, capolavoro dell’abbandono e dell’umiltà, tu che non hai detto di no neanche ai chiodi che penetravano le Ossa di tuo Figlio, insegnaci a patire come Lui, per amore del nostro prossimo, e in espiazione dei nostri peccati, amen!
Consolatrix afflictorum, ora pro nobis!
MESSAGGIO DEL 25 NOVEMBRE 2014
"Cari figli! Oggi in modo particolare vi invito alla preghiera. Pregate, figlioli, per comprendere chi siete e dove dovete andare. Siate portatori della Buona Novella e uomini di speranza. Siate amore per tutti coloro che sono senza amore. Figlioli, sarete tutto e realizzerete tutto soltanto se pregate e se siete aperti alla volontà di Dio, Dio che desidera guidarvi verso la vita eterna. Io sono con voi e di giorno in giorno intercedo per voi davanti a mio Figlio Gesù. Grazie per aver risposto alla mia chiamata"
COMMENTO
La Mamma ci rivolge un accorato appello: pregare è fonte di luce, solo pregando possiamo capire veramente chi siamo e dove dobbiamo andare. Spesso non sappiamo o non vogliamo riconoscere il seme che portiamo in noi stessi e passiamo la vita ad imitare l'identità degli altri, dando così ampio spazio all'insoddisfazione e forse anche alla depressione. Allo stesso modo spesso non sappiamo dove andare, non sappiamo trovare l'unica strada che porta alla nostra realizzazione: la volontà di Dio su di noi. Maria dice "dove DOVETE andare", non dove volete ma dove dovete, perchè il piano compimento del nostro essere passa unicamente per il riconoscimento e l'ascolto della Divina Volontà, via maestra per il nostro primo scopo di vita: la santità personale e la glorificazione di Dio attraverso l'Amore vissuto in ogni direzione possibile. In questa strada ritrovata potremo allora portare ed essere speranza e amore per tutti, specie per chi non è ancora nell'amore. Ma tutto parte dalla preghiera e, in essa, dall'ascolto della volontà di Dio. Ascolto che però deve farsi apertura attiva al compimento dei Disegni di Dio. Tutto allora sarà possibile, se è ciò che Dio desidera. La Madre è con noi ed intercede ogni giorno davanti al Padre!
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