22 / 03 / 2014
III Domenica di Quaresima - Figliol Prodigo e Samaritana
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Cari Amici, continuiamo il nostro cammino quaresimale condiviso. E’ bello pensare di farlo tutti insieme, è tutta la Chiesa, come Popolo di Dio, che compie questo cammino, così come il popolo ebraico fece il suo cammino nel deserto con Mosè per quarant’anni, purificandosi e preparandosi per essere degno di entrare in una terra santa.
Penso che uno dei mali della Chiesa di oggi sia l’aver perso questa dimensione corale, di popolo. Se nella dimensione civile è difficile trovare ancora qualcuno che abbia il senso di Patria, di costituire la realtà visibile dell’Italia, mi sembra ancor più difficile trovare cattolici che abbiano il senso dell’appartenenza ad un Popolo, e ancor meno (origine di questa appartenenza) che siano consapevoli della loro appartenenza a Dio.
Basta vedere cosa accade nelle nostre celebrazioni eucaristiche: almeno nelle grandi città ognuno partecipa individualmente alla liturgia, vicini ma distanti anni luce un’anima dall’altra. Mi ritrovo io stessa in questa situazione pagana. Se ci fermassimo ad ascoltare veramente le tante parole che ascoltiamo e diciamo durante la Messa, capiremmo quanto la realtà sia lontana da ciò che recitiamo. Appunto…una recita. Genuini nel rapporto con Dio, ma ancora lontani dall’essere in unione in Lui anche tra di noi, come ci ha chiesto Gesù nel suo testamento spirituale nel Vangelo di Giovanni (cap.17): “…tutti siano una sola cosa. Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi in noi una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato. E la gloria che tu hai dato a me, io l'ho data a loro, perché siano come noi una cosa sola. Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell'unità e il mondo sappia che tu mi hai mandato e li hai amati come hai amato me.” Forse è per questo che oggi il mondo crede così poco…
In terre lontane il panorama sembra cambiare. Se siamo all’estero tutti abbiamo provato la piacevole sorpresa di incontrare qualche italiano; ricordo che accadde anche a noi, questa estate, a Monaco: trovammo una coppia di italiani nello stesso albergo e nei nostri rari incontri casuali ci trattammo come vecchi amici, quasi con la voglia di rivedersi a Roma. Così andando in pellegrinaggio lontano da casa, sentiamo la naturalezza di pregare insieme a migliaia di altre persone e ci viene abbastanza naturale sentirli fratelli nella fede. Lo stesso avviene a volte in ambienti lontani da quelli ordinariamente cristiani: incontrare per caso un credente che rende visibile la sua fede per esempio in ufficio o in altri ambiti totalmente laici, ci dona la gioia di aver trovato un fratello in luoghi lontani dalla casa del Padre.
In fondo (non è una accusa ma una constatazione) anche questa periodica newsletter dimostra tutto questo. Non riusciamo più a comunicarci le esperienze di fede, di cammino e di incontro con il Padre, preferendo passivamente ricevere qualcosa, a volte approvandone i contenuti, senza esporsi in alcun tentativo di scambio. Credo che questo sia una perdita per tutti, ma così è.
Ritornando al camminare insieme, se qualcuno ha sperimentato il percorso proposto la settimana scorsa per vincere prima di tutto la propria debolezza (e dopo trovare la strategia per affrontare i propri vizi), dovrà condividere con me che la situazione sta lentamente migliorando. Ricordate? “Cibo sano, riposo sufficiente e moderata palestra” stanno mantenendo i risultati che promettevano. Ora che con qualche sforzo sto riuscendo a partecipare alla Messa ogni mattina, capisco dove i tanti Sacerdoti iperattivi che conosco trovano la loro forza…il celebrante infatti pregando subito prima di comunicarsi definisce l’Eucarestia sostegno dell’anima e del corpo. Non solo dell’anima. Mi sto accorgendo che, pur sentendo molto la fatica, il corpo riesce a collaborare con più energia, a quello che l’anima comanda. Le è più sottomesso, si piega con più facilità alla preghiera o a qualche forma di digiuno. E anche la parte legata alle emozioni, ai sentimenti, ai pensieri “dividenti” suggeriti da colui che per natura divide, riesce ad essere più facilmente controllata. Perseveriamo dunque con gioia!
CONTEMPLANDO IL VANGELO
Tra oggi e domani la liturgia ci offre due vere perle: il Figliol Prodigo e la Samaritana.
Per la preghiera del cuore due sole immagini sul Padre che perdona:
“Quando era ancora lontano il padre lo vide e commosso gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. “(Luca 15)
-- Per poterlo vedere da lontano il Padre doveva trovarsi in un luogo alto; non sta seduto ad aspettare, non è chiuso in sentimenti di delusione o di rancore, ma veglia come una sentinella aspettando, sperando il ritorno. Mentre siamo lontani da Dio lui non è indifferente, distratto, irato, ma ci attende con ansia…
- Gli corre incontro: quando vede che il figlio sta tornando da lui scende al punto più basso, quasi si umilia (Lui, mentre non dà modo di umiliarsi al figlio, interrompe subito le sue scuse) correndo verso di lui. Questo correre è un voler accorciare le distanze: una volta iniziato il cammino di pentimento che ci fa “riconvertire” verso Dio, Lui ci accorcia la fatica e viene a metà strada! Ci facilita l’ultimo tratto di strada! E’ un pensiero meraviglioso che mi dà tanta Gioia!
Dal Vangelo di Giovanni (cap.4)
“…chi beve dell'acqua che io gli darò, non avrà mai più sete, anzi, l'acqua che io gli darò diventerà in lui sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna”.
Questa è una esperienza che il Signore ci dona nella preghiera del cuore; diventiamo capaci di entrare in contatto con questa sorgente di acqua viva, troviamo un’acqua capace finalmente di saziare ogni nostra sete di vita. Ritorniamoci spesso, anche per cinque minuti, durante la giornata.
“"Credimi, donna, è giunto il momento in cui né su questo monte, né in Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate quel che non conoscete, noi adoriamo quello che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma è giunto il momento, ed è questo, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; perché il Padre cerca tali adoratori. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità”.
E’ bello sapere di poter incontrare Dio in ogni luogo, attraverso lo Spirito che è in noi e che giorno e notte grida Abbà! Ovunque siamo, rientriamo velocemente nel nostro Tempio e viviamo la preghiera del sorriso, rimaniamo un po’ con il nostro Ospite santo.
Un vizio a settimana: L’INVIDIA
Anche qui si tratta di trovare la chiave giusta, senza combattere a viso aperto il dèmone dell’invidia. Diventiamo uomini e donne di benedizione. Ogni volta che sentiamo affiorare questo sentimento in noi (e la palestra quaresimale dovrebbe renderci più attenti) innalziamo immediatamente una preghiera di lode e di benedizione a Dio per quella persona, per quella situazione. Esercitiamoci a vedere i pregi di quella persona e lodiamo Dio per lei. Visti i risultati…il demonio ci lascerà in pace, come leggiamo anche nella Lettera di Giacomo: “Sottomettetevi dunque a Dio; resistete al diavolo, ed egli fuggirà da voi. Avvicinatevi a Dio ed egli si avvicinerà a voi.” E’ Parola di Dio, non siamo inermi davanti alle tentazioni, abbiamo tante armi per resistere e per far allontanare il nemico.
INCONTRI DI MARTA E MARIA
Venerdì sera abbiamo ascoltato all’Auditorium due nuove opere di Arvo Pӓrt, Miserere e De profundis, sempre particolarmente intense. Speriamo di poterle presto ascoltare insieme nei prossimi incontri.
Appuntamento a mercoledì 26 alle 19 a S. Anastasia. Il tema sarà la Missione e la nostra guarigione, indispensabile per poter servire Dio.
Vi proponiamo infine un importante convegno (ingresso gratuito) nei giorni 1 e 2 Aprile (vedere programma e orari sul sito del Teresianum www.teresianum.org), in Piazza S. Pancrazio 5/a:
XI SIMPOSIO INTERNAZIONALE "ESPERIENZA DI DIO PER TUTTI" - PONTIFICIA FACOLTA' TEOLOGICA TERESIANUM Dalla Mistagogia di Teresa alla Pastorale della Spiritualità
Buona Domenica a tutti!
Newsletter dal sito www.martaemaria.com
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