24 / 12 / 2016
Il Natale e la Pasqua sulle orme di San Francesco
IL NATALE E LA PASQUA SULLE ORME DI SAN FRANCESCO
Carissimi, siamo ormai alla vigilia del Natale!
Come accade ogni anno, questi giorni di Avvento sono trascorsi molto velocemente e, nonostante i buoni propositi, la frenesia delle feste ci ha coinvolti anche questa volta. Questi sono stati per me giorni molto faticosi, tanto che più che in Avvento mi è sembrato di essere in Quaresima. Aggiungo poi che l’influenza ha sconvolto i nostri programmi recenti, in una settimana tutti e tre, uno dopo l’altro, abbiamo avuto la febbre, quindi almeno fino al 26 resteremo a Roma e saremo da soli. Abbiamo considerato però questo un Dono del Signore: potremo così vivere un Natale nel silenzio contemplativo, nell’affetto reciproco, liberi dal chiasso e dalle inutili e forzate supercene tradizionali con persone che ormai incontriamo solo a Natale. L’anno che è appena trascorso è stato molto intenso ed ha portato con sé molta sofferenza; a poco a poco ho capito che veniva dal Signore ed ho provato a prenderla come ricevuta dalle sue mani. Questo mi ha aiutata a crescere un po’ e mi ha avvicinata alle sofferenze di Gesù. Ho sperimentato infatti che ogni tipo di sofferenza umana è stata prima di noi patita da Lui, e sapere questo ci aiuta ad esserGli più vicino. L’idea di vivere una sorta di Quaresima mi ha fatto capire, sulle orme di quanto ripeteva San Francesco, come in realtà il Natale sia molto vicino alla Pasqua: Gesù non si è incarnato per compiere un romantico viaggio sulla terra, ma unicamente con lo scopo preciso di prendere in sé un Corpo per offrirlo in Sacrificio al Padre per tutti noi. Allora forse lo spirito giusto per vivere il Natale è entrare in un sentimento profondo di ringraziamento e di riconoscenza verso la Trinità! Uniti in una sola volontà Il Padre ha donato il Figlio, ne ha permesso il Sacrificio, il Figlio si è incarnato per offrirsi al Padre al nostro posto, lo Spirito Santo ha operato nel seno della Vergine Maria, compiendo grandi cose. Sarebbe allora sicuramente poco romantico, ma opportuno, porre una Croce accanto al presepe: la Passione del Figlio inizia dal suo concepimento e permane per tutta la durata della sua vita terrena. Gesù si manifesta quale Dio nel modo in cui si incarna, nel modo in cui al terzo giorno sfugge dalle mani della morte, nel modo in cui ascende al cielo tornando là da dove è venuto. Per tutti gli altri aspetti della sua vita terrena ha scelto l’esistenza degli ultimi, fin dal principio, nascendo senza una casa, figlio di un popolo umile, facendosi battezzare da un uomo insieme ai peccatori, morendo tra malfattori.
Contemplare il presepe dunque dovrebbe aiutarci a prendere sempre più consapevolezza del nostro bisogno di essere salvati: è la nostra debolezza e la nostra resa al male infatti che hanno costretto Gesù all’unica azione possibile per ristabilire la nostra alleanza con Dio. Lo ha fatto con la prova suprema di amore: soffrire e morire per un popolo peccatore e infedele. L’unico uomo che poteva offrire un sacrificio perfetto di riparazione al Padre per i suoi fratelli sarà Dio stesso fatto Uomo. La venuta di Gesù e la sua Resurrezione, attraverso la quale abbiamo ricevuto lo Spirito Santo, può consentirci, se siamo abbastanza avanti nel conoscere la nostra nullità, di riemergere con lui dai nostri inferi e di trovare la forza per decidere, non con i sentimenti, ma con la volontà, di amare.
Noi sappiamo come siamo ma possiamo immaginare, rispondendo alla Misericordia di Dio, come potremmo diventare rispecchiando in Dio la nostra somiglianza con Lui e compiendo ogni nostro atto nell’amore verso tutti, come gesto di gratitudine al suo smisurato amore per noi.
NOVENA
La Novena di Natale di Marta e Maria, che ho preparato per la prima volta, ha rappresentato quasi una sfida con lo Spirito Santo…è stata preparata sera dopo sera, non sapendo mai prima quale sarebbe stata la Parola del giorno dopo. Anche la scelta di usare il Salmo, anziché il più accessibile Vangelo, ha fatto parte della scommessa. Volevo provare a pregare con la Parola, facendo fare a lei stessa la Preghiera, e quale raccolta di preghiere è migliore dei Salmi, autentica scuola di orazione? Lo Spirito non è stato a guardare e mi ha aiutata a pregare ogni volta partendo dalla Scrittura. Ho corso il rischio di non aver nulla da scrivere, lasciando un giorno vuoto, essendo legata a quella specifica Parola, invece è capitato addirittura che per due volte nella Messa c’era lo stesso salmo (terzo e quinto giorno) e ho potuto pregare su due aspetti diversi di esso. Mi sono accorta che questa Novena è stata un esperimento importante per tutti noi perché abbiamo imparato insieme come pregare col cuore usando semplicemente pochi versetti della Parola quotidiana. Una breve preparazione, un momento di meditazione, un attimo per contemplare e fare esperienza dell’Amore di Dio e una conclusione con la preghiera trinitaria di lode, sulle orme di quanto facciamo insieme negli incontri. È stata una palestra utile per tutti, principalmente per me, per questo vi invito con tutto il cuore a continuare da soli fin da oggi, e, se vi è stato utile, usando lo stesso metodo, ogni giorno la preghiera profonda. Non smetterò mai di invitarvi a fare esperienza di Ascolto, entrando in noi stessi in punta di piedi, per percepire il soffio leggero dello Spirito…è solo questo che può farci emergere dai nostri abissi.
Per quanti di voi non l’avessero ricevuta giornalmente, perché non ci hanno comunicato il contatto whatsapp, provvederemo appena possibile ad inserirla nel sito, al menu Preghiere di Marta e Maria.
Santo Natale a voi tutti, forse non potremo sentirci con tutti ma credete, siete la nostra Famiglia! Il piccolo Gesù ci faccia piccoli e ci tenga accanto a sé! Preghiamolo stanotte così:
Bambino Gesù gioca con me, voglio essere la tua piccola pallina, tirami dove vuoi, e subito dopo riprendimi a te. Amen