15 / 02 / 2014
incontro a S. Anastasia
Cari Amici, mercoledì scorso nell’incontro a S. Anastasia abbiamo cominciato ad incentrare la preghiera del cuore sulla Seconda Persona Trinitaria: il Figlio. Lo abbiamo fatto partendo dal Prologo del Vangelo di S. Giovanni, “In principio era il Verbo…”.
Vi invitiamo ad approfondire questo passo bellissimo individualmente, dedicando un po’ di tempo a meditarlo e poi a contemplarlo, facendolo scendere nel cuore.
Vi invitiamo ad approfondire questo passo bellissimo individualmente, dedicando un po’ di tempo a meditarlo e poi a contemplarlo, facendolo scendere nel cuore.
In fondo vi alleghiamo come sempre le meditazioni del Rosario proposte al gruppo mercoledì e la meditazione lauretana di Carlo, “Virgo fidelis”.
L’impegno che vi proponiamo per il mese di febbraio è “adotta un povero”. Sicuramente avremo fatto caso a qualche povero che incontriamo ogni giorno vicino casa o nella zona in cui lavoriamo; oltre alla nostra offerta, cominciamo, poco a poco, a guardarlo negli occhi, chiedergli il nome, dove vive, da dove viene, di cosa ha bisogno. Giorno dopo giorno si stabilirà, in semplicità, un rapporto di amicizia, il vostro amico aspetterà il vostro arrivo, voi lo chiamerete per mano, prendendogli la mano. E’ l’amicizia ciò di cui queste persone hanno maggiormente bisogno.
Il Vangelo di oggi ci presenta il miracolo di Gesù della moltiplicazione dei pani e dei pesci. Sicuramente è Lui che compie il miracolo ma si serve come materia di partenza dei nostri poveri pani. Dice infatti “date voi stessi loro da mangiare”. In qualunque cosa facciamo sappiamo di essere poveri, di avere pochi mezzi, poche virtù, poca fede. Ma se mettiamo a Sua disposizione questa povertà e la nostra piccola volontà, il Signore farà il resto dell’opera. Non fermiamoci alla nostra debolezza…lì, come dice S. Paolo, splenderà maggiormente la potenza di Dio.
Abbiamo inserito nella Pagina del sito Piccoli Pensieri i pensierini per la preghiera del cuore del secondo semestre 2013 ed i primi del 2014. Vi inserisco qui di seguito solo l’ultimo.
TRA IL GROVIGLIO DEI SERPENTI
Ognuno di noi cammina sul groviglio dei propri serpenti. Circondano, rallentano, certo spaventano, paralizzano. Sono le cattive ispirazioni, le tentazioni, i pensieri malevoli, i desideri di furbe scorciatoie, le propensioni alle facili indifferenze.
Ma non sono “ancora” peccati. E’ solo la volontà che può fare la differenza, tra ciò che senti di essere e ciò che poi decidi di fare. E’ l’azione che riesci ad esprimere che parla di te, non i pensieri grigi che ti percorrono dentro.
Spesso questo fumo grigio, con l’aiuto del mentitore, lo guardi con orrore, pensando che ti descriva.
E’ il tuo fare che ti descrive. E’ ciò che scegli di volere che ti definisce agli occhi degli altri e di Dio.
Il male che ti attraversa ogni attimo fa parte di te, non hai potere su di esso. E’ il destino della creatura che cammina nel tempo del principe del male.
Tante cattive inclinazioni non sono neanche tentazioni, ma frutto di ataviche ferite, di errori tuoi o della tua famiglia, comportamenti distorti che ti hanno portato ad una scorretta postura dell’anima. Non farti deviare dalla verità da colui che è menzogna. Sei solo tu con la tua volontà, a decidere cosa vuoi essere.
Ti senti poco generoso? Non importa se lo sei, fai un gesto di generosità, non per facile e spontanea inclinazione al bene, ma solo con forza di volontà.
Ti senti poco affettuoso? Forse lo sei, decidi di amare, e con la sola forza di volontà, fai un gesto di amore.
E su tutto, la Parola che non mente:
prenderanno in mano i serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno, imporranno le mani ai malati e questi guariranno (Mc 16,18)
Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra i serpenti e gli scorpioni (Lc 10,19)
Cammina pure insieme ad essi, ti è dato il potere di passarci sopra senza esserne in alcun modo danneggiato…
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Vi ricordo infine i prossimi appuntamenti (v. dettagli sul calendario del sito):
Domenica 16
- dalle 11,30 alle 14,30 primo incontro di preparazione all’Alleanza d’Amore con Maria – Santuario di Schoenstatt di Boccea, Via Santa Gemma 3, Roma (pranzo al sacco condiviso)
- dalle 15 primo incontro Movimento Cuori Nuovi presso la Basilica di S. Anastasia, con p. Valentino
Mercoledì 26
prossimo incontro della Scuola di Preghiera del Cuore “Marta e Maria”, ore 19/21,30 Basilica S. Anastasia.
Un caro saluto a tutti!
Newsletter dal sito www.martaemaria.com
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I MISTERI DELLA LUCE
I MISTERO – IL BATTESIMO DI GESU’ AL GIORDANO
Gesù, donaci la tua umiltà. Tu iniziasti la vita pubblica assoggettandoti alla legge, presentandoti al battesimo di purificazione. Da subito la tua scelta è per gli ultimi, i peccatori, ti mischi alla loro folla. Non curi i malati da un piedistallo di santità e di purezza, ma scegli di curare dal basso, per poter scendere fino al fondo delle nostre infermità del cuore. Donaci di camminare sempre al fianco dei nostri fratelli, come compagni, per camminare insieme a loro verso di te.
II MISTERO - LE NOZZE DI CANA
II MISTERO - LE NOZZE DI CANA
Gesù, donaci il cuore di tua madre. Attenta e vigile ai bisogni degli altri. Pronta ad aiutare prima ancora che le si chieda aiuto, anzi prima ancora che l’altro si accorga del proprio bisogno.
Donaci la sua Fede, la fiducia di ottenere comunque il tuo aiuto, anticipando la tua ora. Donaci di obbedirle sempre quando dice anche a noi “fate quello che vi dirà”.
III MISTERO – LA PREDICAZIONE DEL REGNO
Donaci la sua Fede, la fiducia di ottenere comunque il tuo aiuto, anticipando la tua ora. Donaci di obbedirle sempre quando dice anche a noi “fate quello che vi dirà”.
III MISTERO – LA PREDICAZIONE DEL REGNO
Gesù, donaci di essere predicatori senza parola. Rendi la nostra vita una predicazione viva di te, rendici capaci di mostrare il tuo Volto a quanti ti stanno ancora cercando. Rendici capaci di portare il tuo abbraccio, il tuo sguardo.
Donaci di renderti ancora presente per le vie ordinarie del nostro lavoro, della vita familiare e sociale. Rendici capaci di diminuire sempre di più, per lasciare agire solo la tua presenza.
IV MISTERO - LA TRASFIGURAZIONE
Donaci di renderti ancora presente per le vie ordinarie del nostro lavoro, della vita familiare e sociale. Rendici capaci di diminuire sempre di più, per lasciare agire solo la tua presenza.
IV MISTERO - LA TRASFIGURAZIONE
Gesù ti ringraziamo per averci chiamato all’amore per la preghiera profonda. Sappiamo che amare questa preghiera è un tuo dono, una vocazione speciale. Non la meritiamo e ti siamo grati per poterti essere, nonostante la nostra miseria, vicino in modo tanto speciale. Fa’ che la consapevolezza della tua presenza in noi non diventi un tesoro geloso, ma un trampolino di lancio per poterti portare a quanti hanno sete e fame di te. Aiutaci a condividere questo Dono con gli altri, ad introdurre altri fratelli a questo dialogo di amore con te. Sappiamo per esperienza personale che è una preghiera che porta vita, che dona Gioia, che resuscita i morti. Grazie Signore!
V MISTERO – L’ISTITUZIONE DELLA EUCARESTIA
Gesù non abbiamo parole per ringraziarti per il dono di te, nel Pane eucaristico. Pregheremo le prossime dieci Ave Maria con spirito di contemplazione, guardando la tua presenza nell’ostensorio con spirito di amore.
XXV
VIRGO FIDELIS
Maria, come Dio, non ci abbandona, anche se noi la abbandoniamo. Come il padre vide allontanarsi il figlio, nella parabola del figliol prodigo, ma non lo perse mai veramente di vista, tanto che, scorgendolo in lontananza, gli corse incontro, (cfr. Luca, 15, 20) così Maria segue con il suo sguardo d’amore qualunque figlio, per quanto lontano. Ella è fedele come una madre, ma lo è da vergine e da regina. Lo è cioè con l’assistenza dello Spirito Santo e del Padre, oltre che del Figlio. Attraverso Maria noi percepiamo l’Amore di Dio, come attraverso di lei questo Amore stesso Si è incarnato. Ciò significa che la stessa fedeltà di Dio noi la troviamo in Maria, se solo ve la cerchiamo.
Per una volta almeno ci sia consentito di sovrapporre senz’altro Maria alla Chiesa, così da poter applicare a lei qualunque cosa diremo di questa. Ora la Chiesa è fedele per definizione, poiché, come Corpo mistico di Cristo, se anche volesse, non potrebbe mai sottrarsi al Suo influsso. Inoltre essa lo è, per così dire, anche sociologicamente, poiché nascendo, sposandosi e morendo, gli uomini, anche i più lontani da lei, incontrano facilmente il suo abbraccio. Lo è poi, e in una misura che purtroppo è conosciuta soltanto ai suoi membri, quando si china sulle loro ferite, e come il buon samaritano si prende cura di loro, finché non siano guarite. Lo è ancora quando, soprattutto nella sua componente religiosa e contemplativa, non cessa di elevare la sua preghiera per tutti gli uomini, passati, presenti e futuri, intessendo per così dire il tempo di questa preghiera stessa (nella Liturgia delle ore). Lo è infine quando non fa mancare il suo interessamento e il suo incoraggiamento alle società umane, dovunque e comunque, per il solo fatto di esistere pubblicamente come tale. La Chiesa è veramente, come Maria, una vergine fedele! Perché il mondo non le riconosce almeno questo attributo, dopo avere contestato tutti gli altri? Perché non prova per lei almeno il rispetto per chi non viene meno al suo impegno?
“E ora voi sapete che cos’è che lo trattiene (l’Anticristo), fino a che non si manifesti apertamente, quando sarà venuto il suo momento. Il mistero dell’iniquità è infatti già attivo; c’è soltanto chi lo trattiene per ora, fino a quando sarà totalmente dispiegato”( Tessalonicesi 2, 2, 6-7). Questo è il modo prescelto dal diavolo per “insidiare il calcagno” della Chiesa, quello di mettere in dubbio la sua stessa fedeltà! Quante volte si sente dire, infatti: “Io credo in Gesù, ma non credo nella Chiesa?” come a dire: “Sono certo della mia anima, ma non del mio corpo”… Ancor prima di potersi manifestare come tale, quando è l’impianto stesso della storia della salvezza a impedirglielo, “il mistero dell’iniquità” cerca di minare, nei fedeli, la certezza di potersi veramente considerare tali, fedeli cioè, della stessa fedeltà della Chiesa! “A che pro considerarsi fedeli di un credo a cui è la chiesa per prima a non credere? Se vi credessero veramente, si comporterebbero così? Poveri illusi… se davvero volete credere in qualcosa, credete nella Roma, o nella Lazio…” Così parla la sapienza del mondo, ben istruita dal suo principe. L’Anticristo, che insiste e sussiste lungo tutto l’Atto della Redenzione, pur non potendovi esistere come tale, parla con la voce dell’Empietà, che non osa attaccare direttamente i dogmi di fede, ma toglie appunto credibilità a Colei che è incaricata di farli vivere nella storia. “Tutto bello, se fosse vero… Ma chi crede a queste favole?” Un credo indebolito, una fede minacciata, a cui nessuno, a partire dalla Chiesa, può restare fedele: non è questa l’immagine che l’empietà ha stampato nelle nostre menti, fin dalla nostra adolescenza? Eppure una forza invincibile trattiene l’Anticristo al di qua della sua manifestazione (che peraltro porrà fine alla storia, e darà luogo all’Atto del Giudizio); prima san Paolo la chiama “ciò che trattiene”, poi, “colui che trattiene”. Ai fini della meditazione in corso possiamo senz’altro interpretarlo come il Tempo, o l’Ambiente, in cui è chiamato a svolgersi, per decreto divino, l’Atto della Redenzione. Come il mare non può oltrepassare i limiti che gli sono stati assegnati una volta per tutte, così l’Anticristo non potrà rivelarsi che al termine dell’Atto presente, quello in cui si è compiuta, si compie e si compirà la nostra Redenzione. Atto di cui è protagonista la Chiesa, dalla Pentecoste al Giudizio universale. Redenzione che è resa possibile dalla sua fedeltà, proprio per questo messa tanto in discussione…
Virgo fidelis, ora pro nobis!
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