IV Domenica di Quaresima (1)

29 / 03 / 2014

IV Domenica di Quaresima

Messaggio di Medjugorje, 12 settembre 1985
 
"Cari figli, in questi giorni (Novena per la festa dell'Esaltazione della Croce) voglio invitarvi a porre al centro di tutto la Croce. Pregate in particolare davanti alla Croce, da cui derivano grandi grazie. In questi giorni fate nelle vostre case una consacrazione speciale alla Croce. Promettete di non offendere Gesù e la Croce e di non arrecargli ingiurie. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!"
 
 
Carissimi, il tempo corre in fretta…e siamo già alla quarta Domenica di Quaresima! Continuiamo a camminare insieme? Sarà come un diario condiviso del nostro salire verso la vetta del monte per incontrare il Signore!
 
Siamo a metà del Cammino e il panorama inizia a cambiare. Se fino alla settimana scorsa l’entusiasmo del programma ascetico ci sosteneva, e se il Signore nella Sua Misericordia forse ci donava la Sua forza per portare avanti ogni impegno quaresimale con zelo e con tangibili consolanti risultati, ora l’orizzonte ci sembra diverso. Non parlo tanto di senso di fatica per gli impegni intrapresi, quanto di ostacoli interiori. “Tutto come da programma” direbbe certamente qualche esperto di vita spirituale. E lo leggiamo anche nella Bibbia (Siracide 2,1):
 
Figlio, se ti presenti per servire il Signore, prepàrati alla tentazione.
 
Il maligno non rimane certo a guardare mentre cerchiamo di restaurare la nostra originaria bellezza, in vista della festa Pasquale, celebrazione delle Nozze con l’Agnello. E temendo di perdere terreno crea continuamente disturbi, distrazioni, scrupoli.
 
La preghiera potrebbe diventare più faticosa, l’entusiasmo trasformarsi in fatica verso impegni assunti quasi per dovere, ma specialmente si corre il rischio di attraversare giorni di amara aridità spirituale. Non spaventiamoci di nulla, sono piccole Notti che Dio permette per farci crescere di più e provare la nostra Fede. Restiamo perseveranti, con più frutto per noi ora che sembra tutto meno facile e gioioso. Non molliamo…se abbiamo deciso di pregare ogni giorno il Rosario, continuiamo, anche se ora ci appare vuoto di senso, continuiamo con la Messa quotidiana, anche se non riusciamo ad “esserci” con il cuore, perché iniziamo a sentire l’accumulo del sonno perso, andiamo avanti con la preghiera del cuore, anche se non troviamo più le dolci consolazioni dei primi tempi…e se stiamo male pensiamo sempre a ricorrere alla miglior medicina dello Spirito: l’Eucarestia. Accostiamoci ad essa come malati alla necessaria terapia, con umiltà e piena fiducia.
 
Al Signore interessa la nostra buona volontà, il voler comunque dedicare il nostro tempo a Lui. Non ci misura con la bilancia dei sentimenti o dei risultati. Ma con la volontà e l’Amore.
 
Venerdì, come ogni venerdì di Quaresima, pregavo la nota preghiera a Gesù Crocifisso per la quale Pio IX concesse l’indulgenza (per chi non la conoscesse la includo a fine lettera). E in una fase, appunto, di aridità, mi sembrava assurdo che bastasse una piccola preghiera per ottenere il dono enorme dell’indulgenza plenaria.
Mi è venuto in mente allora in quel momento il racconto della guarigione di Nàaman il siro (II Re, 5): non accettava la possibilità di essere guarito da Dio attraverso delle semplici abluzioni nel Giordano. Era pronto ad affrontare grandi prove o sofferenze, ma era spiazzato davanti alla semplicità della cura che gli veniva proposta. Così accadeva a me in quel momento, quasi incredula davanti all’infinita misericordia di un Dio che solo a seguito di una preghiera fatta con amore davanti ad un Crocifisso, dopo aver ricevuto l’Eucarestia nel venerdì di Quaresima, voleva donarmi la pienezza della Comunione con Lui: l’indulgenza plenaria!
 
Nel nostro orgoglio spesso disprezziamo le richieste semplici che ci vengono fatte dalla Chiesa (come in questo caso) o dalla Madre di Dio (penso ai cinque sassi); vorremmo salvarci attraverso sforzi più eroici, magari ci piacerebbe sapere di poterci salvare da soli…forse più che orgoglio è mancanza di fede. Se Nàaman il siro fu guarito dalla lebbra con l’acqua di un fiume, perché non riusciamo a credere che chi pregherà il Rosario ogni giorno troverà la Pace, come ci ha rivelato la Madonna a Fatima? Perché non credere che il Rosario può sventare il pericolo di calamità naturali o di guerre (Mess. Medjugorje)? Perché infine non credere alle parole di Gesù stesso quando dice agli Apostoli e a noi che certi demoni possono essere vinti solo con la preghiera e il digiuno? Spesso i rimedi per ogni male sono più semplici di quanto pensiamo, se solo avessimo più fede…! 
 
Un vizio a settimana: LA SUPERBIA
 
Del tutto casualmente il Vangelo di oggi ci parla del fariseo del pubblicano, proprio nel giorno in cui avrei dovuto meditare con voi a proposito della superbia…non c’è altro da aggiungere…rileggiamo lentamente il brano, e alla fine, nel silenzio del cuore, ripetiamo guardando il cielo “O Dio, abbi pietà di me peccatore”.
 
LETTURE QUARESIMALI
 
Per approfondire la nostra vita spirituale vi proponiamo una breve ma profondissima lettura:   don Oreste Benzi “L’unione mistica con Cristo” (ed. Sempre).
 
Un libro splendido per contemplare la bellezza della famiglia: “Famiglia (non) per caso” del nostro amico Mauro Meruzzi, biblista e docente alla Pontificia Università Urbaniana (ed. San Paolo). Alcuni di voi lo hanno potuto conoscere, insieme a sua moglie Ivana (fondatrice di Cantico dei Cantici) in occasione del ritiro di Capodanno, a Piglio.
 
 
 
INCONTRI DI MARTA E MARIA
 
 
Ieri,venerdì pomeriggio, un piccolissimo gruppo di Marta e Maria ha partecipato nella Basilica di S. Pietro alla Liturgia penitenziale indetta da Papa Francesco per l’inizio delle “24 ore per il Signore”.  Siamo quindi andati per la S. Messa nella cappellina di Piazza Venezia alle 19,30 e poi alle 20 abbiamo concluso la serata nella Chiesa di S. Agnese in Agone a Piazza Navona, con l’Adorazione e le confessioni, con l’animazione spirituale della Comunità Nuovi Orizzonti. E’ stato bellissimo, abbiamo avuto il dono di….essere gli ultimi che passano primi….arrivati poco prima dell’inizio della Liturgia, ci siamo trovati “miracolosamente” indirizzati dai custodi della Basilica e rigorosamente scortati in posti a sedere (ero sicura di non riuscire ad entrare o, nel migliore dei casi, di restare due ore in piedi tra la folla) vicinissimi al Santo Padre!! Grazie Signore!
Potete vedere qualche foto della giornata sul gruppo FB Marta e Maria con la Regina della Pace.
 
 
Mercoledì scorso ci siamo incontrati per il consueto appuntamento con la preghiera del cuore. Vi allego in fondo le meditazioni del rosario e la Meditazione Lauretana di Carlo.
 
 
Per il mese di Aprile, abbiamo modificato l’alternanza normale degli appuntamenti a S. Anastasia; ci incontreremo il 2 (mercoledì prossimo) e il 16 (mercoledì santo).
 
 
Nuovo appuntamento domenica 30, dalle 11,30 alle 14,30 presso il Santuario di Schoenstatt a Boccea per la preparazione all’Alleanza d’Amore con Maria, con p. Valentino. E’ prevista la S. Messa. Pranzo al sacco condiviso.
 
 
Domenica 30 dalle 15,30 alle 18 ci sarà il secondo incontro a S. Anastasia con il Movimento Cuori Nuovi. Proporremo al gruppo la preghiera del cuore per la guarigione dalle ferite della vita.
 
 
Vi ricordiamo un importante convegno (ingresso gratuito) nei giorni 1 e 2 Aprile particolarmente importante per tutti noi che stiamo imparando a praticare l’Orazione Teresiana (vedere programma e orari sul sito del Teresianum www.teresianum.org), in Piazza S. Pancrazio 5/a:
XI SIMPOSIO INTERNAZIONALE "ESPERIENZA DI DIO PER TUTTI" - PONTIFICIA FACOLTA' TEOLOGICA TERESIANUM                                      
Dalla Mistagogia di Teresa alla Pastorale della Spiritualità.
 
 
Domenica 6 aprile la nostra Amica in Cielo Enrichetta Beltrame Quattrocchi, ultima figlia dei Beati Luigi e Maria, avrebbe compiuto 100 anni. Per ricordarla sarà celebrata una Santa Messa alle ore 18.30, nella Basilica di S. Lorenzo al Verano. Siete tutti invitati a questo compleanno tra "TERRA E CIELO" !!!
 
 
Nel calendario del sito potrete trovare maggiori dettagli relativamente a tutti gli appuntamenti sopra elencati.
 
 
Nella pagina dedicata del sito potrete trovare il messaggio di Medjugorje del 25 marzo con il consueto commento.
 
Bene, ci vediamo domani con qualcuno, mercoledì 2 con gli altri!
 
 
Buona Domenica a tutti!  Condividete con noi la vostra Quaresima!
 
 
 
“Benedetto l’uomo che confida nel Signore e il Signore è la sua fiducia. È come un albero piantato lungo un corso d’acqua…”.
 
 
 
Newsletter dal sito www.martaemaria.com   
 
 
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PREGHIERA A GESU’ CROCIFISSO
 
(Si concede al fedele che piamente recita, dopo la Comunione, questa preghiera dinanzi all’immagine di Gesù Crocifisso, l’indulgenza plenaria nei singoli venerdì di Quaresima e l’indulgenza parziale in tutti gli altri giorni dell’anno.)  [Pio IX]
 
Eccomi, o mio amato e buon Gesù che, alla tua santissima presenza, ti prego con il fervore più vivo di imprimere nel mio cuore sentimenti di fede, di speranza, di carità, di dolore dei miei peccati, e il proponimento di non offenderti. Con tutto l’amore e la compassione del mio cuore, contemplo le tue cinque piaghe, cominciando da ciò che disse di te il santo profeta Davide: “Hanno trapassato le mie mani e i miei piedi, hanno contato tutte le mie ossa”.
 
Pater, Ave, Gloria                                                     
 
   MISTERI DOLOROSI
 
I - GETSEMANI 
 
In tante rivelazioni Gesù ha detto che questo è stato il suo momento di maggior sofferenza. Chiediamo al Signore di poter fare esperienza della sua particolare vicinanza nella sofferenza accolta per amore. Non dobbiamo cercarla, ma se la incontriamo dobbiamo essere capaci di accoglierla come dalle mani di Dio. Non contrastiamola con rabbia, ma accogliamola per il suo valore di espiazione in unione al sacrificio divino. Per poter così trasformare il dolore in sofferenza per amore, e trasformare così la sofferenza in gioia. In questo caso Dio è sensibilmente presente a chi soffre e si offre.Preghiamo per coloro che hanno sofferenze dell'anima, grandi decisioni da prendere, drammi esistenziali, delusioni, tradimenti, abbandoni.
 
II - FLAGELLAZIONE     
 
Chiediamo al Signore di poter considerare il dolore, anche fisico, come una porta per poterlo incontrare più intimamente. Chiediamo la grazia di riuscire a ringraziarlo in tutto, come ci dice S. Paolo, anche nella sofferenza, perché unire le nostre sofferenze alle sue diventi una gioia, un poter collaborare, in veste sacerdotale, alla sua offerta. Ti chiediamo Signore la guarigione dalle nostre ferite profonde, il tuo sguardo ci risani e ci consoli.Preghiamo per tutti i malati nel corpo e per coloro che li assistono.
 
III – CORONAZIONE DI SPINE  
 
Gesù, vero Dio, ha sofferto in ogni senso, per farsi uomo, a suo totale svantaggio. Possiamo noi capire che è ben spesa la nostra sofferenza, se ci permette di diventare uno con Dio. Signore ti chiediamo il dono dell’umiltà, guardando a te, al tuo silenzio.Preghiamo per tutti i malati della mente, i depressi, i maniaci, gli schizofrenici, i disturbi alimentari, le dipendenze, le demenze senili, Alzheimer. 
 
IV - SALITA AL CALVARIO   
 
Signore, spesso la nostra salita è lenta, lunga, faticosa, ma sappiamo che ci conduce alla cima del monte dove tu ci attendi. Concedici di andare magari molto piano, ma senza fermarci mai. “Un corpo mi hai dato”: questo nostro corpo sia mezzo e oggetto del nostro sacrificio quaresimale e di tutta l’esistenza. Le piccole pazienze, le abitudini necessarie, le cure e le necessità del corpo, del vestirsi, lavarsi, nutrirsi, tutti i bisogni del corpo, le piccole infermità di ogni giorno, il sonno perso, la schiavitù del lavoro quotidiano. Siano offerta a te gradita in sacrificio di soave odore. Questo è il sacrificio che tu gradisci.Preghiamo per le Croci della persona che ho accanto in questo momento. (Chiedi al vicino) 
 
V - CROCIFISSIONE E MORTE DI GESU'    
 
Signore fa che possiamo diventare come il buon ladrone: Ha perso ogni cosa per colpa sua, ma ti sa riconoscere e in te ritrova tutto, al centuplo. Un tuo sguardo ci salverà. Preghiamo per chi muore oggi e per chi sta vivendo lutti gravi.                                          
 
 
MEDITAZIONE LAURETANA
XXVIII
CAUSA NOSTRAE LAETITIAE
 
 
 “Ave, per te la gioia risplende, / Ave, per te il dolore s’estingue” (Inno Akathistos, strofa 1)! Se il dolore è infatti provocato dal male, la vittoria sul male non può che essere causa di gioia. Ora, quale vittoria sul male è paragonabile a quella dell’Incarnazione e della Passione? Quindi Maria, che l’ha resa possibile, è veramente “la causa della nostra gioia”!
 
Maria ha letteralmente portato la gioia nel mondo, dopo che Eva vi aveva introdotto il pianto. Ha fatto infatti poggiare su di sé quello che altrimenti non avrebbe avuto una base su cui operare. Niente, nel creato, era adatto, se non lei. Tutto era chiuso a Dio, ma lei Gli si aprì. Tutto era ostile a Dio, ma lei Lo favorì. Tutto era sordo a Dio, ma lei Lo udì. In Maria, quello che non era di questo mondo si aprì a ciò che non è di questo mondo: eppure ciò accadde nel nostro mondo! Così, talvolta, anche la nostra anima coglie un’eco lontana e soprannaturale, quasi dimenticando lo spazio, il tempo e la materia…
 
La “causa della nostra gioia” è anche la causa della gioia di Dio. Spesso abbiamo osservato questo fenomeno, che in Maria convergono, da sponde opposte, per provare gli stessi sentimenti, Dio e l’uomo. Quale meravigliosa comunicazione tra loro – è Maria! Dio dimentica in Maria l’infedeltà dell’uomo; l’uomo sogna in Maria la fedeltà a Dio. Disposta verso entrambi, accogliente verso entrambi, anche in questo ella è la madre dell’uomo-Dio! In Maria sembra che Dio e l’uomo siano da sempre fatti per incontrarsi, e che il loro incontro non possa avvenire che in lei. Come una madre che metta pace fra padre e figlio. Nessuna, come la “Regina della Pace”, può fare questo! Dio dimentica tutte le colpe dell’uomo, se le sa accompagnate dalle preghiere di Maria; e anche in questo, e per questo, Maria è la “causa della nostra gioia”! Quale gioia è per noi, infatti, l’essere perdonati dal Padre? E chi ce l’ha meritata, se non il Figlio, o resa possibile, se non sua madre? Avremmo forse potuto oltrepassare con le nostre forze l’abisso del male che si è interposto, dopo la Caduta, tra Dio e noi, o non eravamo piuttosto destinati a giacere per sempre agonizzanti “in questa valle di lacrime” che è divenuto nel frattempo il mondo?  
 
Una triplice riconoscenza rischiara così il nostro cuore: quella verso i nostri genitori, quella verso Maria e quella verso Gesù, naturalmente in ordine ascendente, perché non saremmo neanche nati se non fosse stato previsto che collaborassimo così all’opera della salvezza nostra e di tutti! “Si nasce” infatti, come diceva il Beato Giovanni Paolo II, “solo per andare in paradiso”! Tanto più che la sua maternità “fisica” si estende ormai su “tutte le generazioni”, e ne viene continuamente generato, dalla Chiesa, il Cristo della Storia. Il sì di Maria e il sì della Chiesa risuoneranno insieme nel sì della Gerusalemme celeste, diventando sempre di più la “causa della nostra gioia”!
 
Naturalmente questa gioia è stata acquistata a prezzo di un grande dolore, e non dobbiamo esserle meno riconoscenti per quella che per questo. Il suo dolore è stata la nostra gioia, come la morte di Gesù sulla Croce è diventata la nostra vita. Se solo la vittoria sul male, infatti, può causare la vera gioia, questa però non si può acquistare altrimenti che attraverso la sofferenza provocata dal male. La nostra gioia è la contemplazione del dolore salvifico dell’Incarnazione e della Passione, e può alimentarsi soltanto del loro perpetuo ricordo. Anche noi, del resto, siamo chiamati al dolore, se davvero vogliamo vincere il male; ma proprio per fortificarci in questa prospettiva dobbiamo accogliere in noi l’immensa gioia che quel dolore salvifico ci ha procurato, e che non ci avrebbe potuto procurare altrimenti. Certo, vi è anche un’altra fonte della gioia, se così possiamo dire, ed è quella che ci deriva dalla Contemplazione diretta del Bene. Le presenti meditazioni costituiscono una gioia di questo tipo. Ma Dio non vuole che noi, laici e impegnati nel mondo, ci perdiamo nella Contemplazione del Bene, altrimenti perché lo saremmo, perché non ci saremmo fatti piuttosto monaci contemplativi? Dio vuole che noi Gli portiamo il mondo, dopo che Lui ha portato Sé a noi. Egli vuole che la parte più abbondante, e forse anche quella più preziosa, della nostra gioia sia quella che ci derivi dall’aver vinto il male, senza esserci perciò sottratti alla sofferenza che questa vittoria inevitabilmente comporta, amen!
 
Causa nostrae laetitiae, ora pro nobis!