L'Assunzione

15 / 08 / 2014

L'Assunzione

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Cari Amici, come trascorre la vostra estate? Speriamo che sia un periodo di riposo per tutti, anche se forse non sono più gli anni in cui si facevano vacanze lunghe e in posti lontani. Noi, dopo i pellegrinaggi che ci hanno rigenerato nello spirito, siamo giunti in campagna per due settimane di riposo. Ad essere sincera non sto riposando troppo, essendomi imposta ritmi piuttosto elevati di formazione personale e lettura che, insieme al resto, non lasciano troppi spazi vuoti. Ma devo approfittare, avendo durante l’anno pochissimo tempo per questo!
Se poi devo essere sincera del tutto…e con voi sapete che lo sono, fin troppo, devo dire anche che probabilmente continuo a seguire vie solo mie e non di Dio, dal momento che nelle brevi occasioni di preghiera del cuore ricevo dal Signore infinitamente molto di più di quello che mi resta dopo due o tre ore di lettura…prima o poi capirò che l’unico Libro che mi è necessario… è la Bibbia e la contemplazione della natura!
Per qualcuno invece il periodo estivo può essere un momento difficile, di solitudine; oppure l’estate può metterci in crisi in quanto, vivendo un breve distacco dai frenetici ritmi abituali, ci costringe a passare più tempo con noi stessi (magari ci faceva più comodo non averne il tempo…) o con i nostri familiari (ne avevamo perso l’abitudine…). Di qualunque tipo siano le vostre giornate estive, scriveteci! Condividete con noi giorni lieti e momenti cupi, siamo qui anche per questo!
Raccontateci la vostra esperienza estiva di preghiera del cuore! State provando? Va meglio? Nella pagina “Archivio” del sito abbiamo inserito due nuove tracce per fare la preghiera a casa, quella breve, quotidiana, di 15 minuti, e quella lunga di circa un’ora. Provatele e raccontateci se avete incontrato il Signore, nel vostro silenzio!
 
Continuate a seguire le Stelline quotidiane, possono aiutare la preghiera! Si è lavorato un po’ anche sul Sito: abbiamo iniziato a lavorare sulla Pagina “Mistica coniugale”. Leggetela con amore…sono frammenti della nostra Storia…presto arriveranno anche le nostre Poesie… Nella pagina Photogallery abbiamo inserito qualche foto dei pellegrinaggi di Marta e Maria.   Nella pagina Anno Liturgico/ciclo mariano, è stata inserita la meditazione di Carlo sulla Festa dell’Assunzione. Per comodità la incollo anche qui sotto. Abbiamo poi preparato il calendario per gli incontri del prossimo anno. Il primo sarà a S. Anastasia mercoledì 17 settembre, alle 19. Nella Pagina “Eventi” potrete trovare e stampare il calendario per tutto l’anno. Stiamo poi cercando un secondo posto per fare gli incontri due giovedì al mese, così da incontrarci, per chi vuole e può, ogni settimana. Vedremo.
 
Il mondo sta vivendo giornate tragiche, notizie di violenza e di morte ci stringono il cuore. Possiamo fare molto: pregare. La Chiesa italiana ha indetto per domani una giornata speciale di preghiera per la Pace. Questa notte a S. Anastasia ci sarà la S. Messa alle 24 e dopo, fino alle 6, seguirà una veglia eucaristica per la Pace. Uniamoci spiritualmente e invochiamo la Pace.
 
Concludo facendovi i nostri auguri per la grande festa mariana dell'Assunta. Non riuscirò a fare gli auguri ad ognuno singolarmente, quindi perdonatemi se li faccio a tutti voi da queste righe, insieme a Carlo e Giulia! Maria vi custodisca! Invio carissimi auguri anche ai pochi tra voi che non conosco personalmente, mi piacerebbe leggervi, magari solo per un sorriso…ormai avete capito che siamo una famiglia e vogliamo esserlo insieme a tutti voi, anche con voi più lontani! Prendete coraggio, o vincete la pigrizia, stare insieme è bello, mentre sentirmi una “bacheca” è poco piacevole…ma sentitevi liberi, anche se potreste donare molto, condividendo con noi! Anche questo è uno spezzare il pane, ed è un peccato restare lontani dalla mensa della condivisione! Potete farlo privatamente, su questa mail o, meglio, pubblicamente nel sito, cliccando alla fine della newsletter su “commenti” e scrivendo sulla finestra che si apre in fondo alla pagina.
 
Infine ecco pochi pensieri per vivere la Festa a nostro modo…con il cuore…
Chi è Maria? Gesù è il Maestro. E’ il modello. A volte ci sembra irraggiungibile, diciamo “è Dio! Chi potrà imitarlo?” Prevenendo le nostre titubanze, il Signore allora ha pensato ad un altro modello, e lo ha predisposto perché noi non potessimo più fare obiezioni: un modello “umano”. Non Uomo-Dio, ma semplicemente uomo, anzi…Donna. Maria è stata in tutto una donna comune, immersa nel suo tempo, nelle relazioni umane, nella storia del suo Popolo, ha vissuto la fuga in Egitto, come qualunque esule di oggi, ha avuto cuore per la debolezza dell’anziana cugina, ha amato di vero amore umano il suo sposo Giuseppe, è stata una vera madre per Gesù, una donna piena di coraggio restando tra la folla sotto la Croce.  Ma, piena di Grazia, è diventata il nostro modello, la nostra guida. Imitandola in tutto, la seguiremo anche in Cielo, dove è la prima dei Risorti nel corpo e dove ci attende. Maria è principalmente Madre, con questo nome ci è stata donata ai piedi della Croce. Come Madre ella insegna, guida, consiglia, sostiene, è sempre presente, intercede, protegge, nutre. A Schoenstatt è invocata Madre e Maestra, e nel Santuario accoglie come Madre, aiuta la conversione come Maestra e pedagoga, invia in Missione, come Guida. Così è Maria da trentatrè anni a Medjugorje, maestra di vita e di preghiera. In lei abbiamo il modello personale come figli, come spose, come madri. In un momento durante la preghiera del cuore di oggi ho visto interiormente il crocifisso e, nel suo cuore squarciato, da dove si irradiano sangue e acqua, i Sacramenti fondanti della Chiesa, ho visto Maria, madre e primizia della Chiesa. Ma l’attributo che più mi sembra possa descrivere Maria è la fecondità. Non le bastava aver generato il Figlio di Dio: al Suo comando Ella si fa con gioia madre di ogni figlio di Dio! Madre della Chiesa! E con gli Apostoli, suoi novelli figli, nel Cenacolo, la sua fecondità rende possibile una nuova germinazione divina: lo Spirito Santo prende dimora tra gli uomini. Ma esaminiamo meglio la sua fecondità.  Il Seme di Dio è sempre fecondo, ma per generare ha bisogno di un terreno fertile. Maria dona a Dio quella terra fertile, verginale, purissima, priva di ogni radice di zizzania. Lì il Seme, all’ombra dello Spirito, può dare al mondo la Vita. Una nuova creazione. Una nuova Eva. Anche noi ad un certo punto del nostro cammino riceviamo dall’Angelo di Dio una personale Annunciazione: siamo chiamati a generare Gesù, la Vita, la Luce, al mondo morente (io ho sentito chiaramente questo nel Santuario delle Famiglie a Schoenstatt). E dopo averlo generato, siamo chiamati a custodirlo, farlo crescere, presentarlo al mondo, offrirlo, donarlo, come ha fatto Maria, senza tenerlo gelosamente custodito in casa, nelle pieghe profonde dell’anima. Perché a volte questa fecondazione non riesce? Il Seme è sempre fecondo, perché non riesco a generare la presenza di Cristo in me? Perché il mio terreno non è fertile…!! Cominciamo allora ad arare, buttare via le radici presenti (non le erbe, ma tutte le radici! Chiedendolo a Dio, Lui solo può!), gettare via i sassi dei ricordi del peccato, bagnare la terra arida con l’acqua delle lacrime di pentimento e poi di gioia, allontanare le paure che creano un velo d’ombra e non fanno passare i raggi del Sole che scaldano il grembo, gridando il nostro fiat  mentre confidiamo solo in Dio e guardiamo solo verso la luce del Suo Volto! Ci aiuti Maria, Madre e Regina! 
 
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SOLENNITA’ DELL’ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA
 
La morte è la conseguenza del peccato. Laddove viene a mancare il peccato, prima o poi verrà a mancare anche la morte. La morte della morte, che Gesù ha vissuto in Sé, è l’inizio della Vita eterna: Maria l’ha gustata per prima, e da allora, cioè da quando fu gloriosamente assunta in cielo in corpo e anima, non cessa di indicarci la strada per raggiungerla. Essa, la Vita eterna, è lì che ci aspetta, e se anche non vi possiamo arrivare, come Maria, senza passare per quella morte la cui morte si lascia ancora attendere, tuttavia non oppone più resistenza a coloro che la vogliono conquistare: “Violenti rapiunt illud”, ovvero, “datevi da fare, e la otterrete!” Noi conosciamo Maria, essenzialmente, attraverso i suoi privilegi: quello di essere stata esente fin dalla sua concezione dalle conseguenze del peccato originale, quello di aver concepito dallo Spirito Santo, quello di aver partorito senza dolore, quello di aver oltrepassato la morte senza morire. Un giorno, io spero, conosceremo anche il loro contrappeso umano. Rispettivamente: la vivissima percezione del peccato, il sentimento di nullità rispetto a Dio, l’incognita di un figlio diverso da tutti gli altri, il dovere di aiutare tutti gli uomini. Troppo facile sarebbe altrimenti accumulare sul suo capo titoli di gloria! La gloria di Maria, nell’essenza, è la stessa che spetta a ciascuno di noi se compiamo, come lei, la Volontà di Dio. Anche noi, se Dio vorrà, saremo assunti dopo la Resurrezione in corpo e anima al cielo. Anche noi  possiamo, come Chiesa, partorire il Cristo. Anche noi dobbiamo fare i conti ogni giorno con la sensazione di una grande diversità rispetto al mondo e ai suoi valori. Ogni giorno sperimentiamo nella nostra anima l’acuta spada del dolore di fronte al peccato. Maria può essere ed è, come Chiesa, la nostra madre e maestra, perché noi siamo – per così dire – la sua classe e la sua famiglia: noi siamo come lei e lei è come noi, salvo l’adesione incondizionata alla volontà di Dio, che lei aveva e che noi non abbiamo. Nel pregarla, noi dobbiamo chiederle quindi soprattutto questo: che ci insegni come obbedire alla Volontà di Dio. Dio parla nel silenzio: Maria, Madre di Dio, insegnaci ad ascoltare la Sua Voce! Dio parla con gli avvenimenti della nostra vita: Maria, Consolatrice degli Afflitti, insegnaci ad accettare le nostre prove! Dio parla con le persone che ci fa incontrare: Maria, Rifugio dei Peccatori, insegnaci ad accogliere le persone che incontriamo! Altrimenti la nostra stessa devozione mariana diventa banale e insignificante, e getta il discredito su se stessa e su chi la pratica. Gli apostoli di Maria devono essere altrettanto coraggiosi e altrettanto determinati di lei, che non si tirò indietro di fronte a Dio, di fronte a Giuseppe, di fronte perfino a Suo Figlio, quando la Sua scelta esclusiva per il Padre le divenne momentaneamente incomprensibile. Anche la Chiesa, proprio come Madre, ha questa suprema dignità di interrogare il Figlio: “Figlio, perché ci hai fatto questo?” (Luca, 2, 48), nonché il Padre: “Perché Lo hai abbandonato?” ( ultimi volumi della Rivelazione a Maria Valtorta). Maria accoglie integralmente la Volontà di Dio, ma proprio per questo la vuole far propria, così da “conservare tutte le sue parole nel suo cuore” (Luca, 2, 51). Ora, nel Cielo, la Volontà di Dio risplende in lei come nella sua sede naturale, e da lì si irradia in tutti i cuori e in tutte le menti che non vogliano dannarsi per sempre. Con Maria, infatti, la salvezza è sempre a portata di mano. Chi ha dato a tutto il mondo la Salvezza, come può rifiutarla a un singolo uomo? E’ meraviglioso pensare come questa suprema famiglia, che è la Santissima Trinità, non abbia ormai altro scopo se non quello di salvare più anime possibile, e come Maria stia incessantemente ai Suoi piedi per impetrare sempre nuove grazie sufficienti a raggiungerlo! E’ come se alla Provvidenza “materiale”, che assicura continuamente la sopravvivenza ai suoi figli, si fosse aggiunta, con l’Incarnazione, una provvidenza “spirituale”, per donar loro la Vita eterna! “In cielo Maria sta come la Madre del Figlio, la Vergine, l’essere umano, in cui Dio e il mondo si sono incontrati, dappertutto in primo piano, dove Dio realizza le sue intenzioni nel mondo. Ella entra in scena in due modi: passivamente, come l’esempio dove si dimostra come Dio agisce archetipicamente, ma anche attivamente, perché ella, che sulla terra era contemplativa, sviluppa in cielo la sua attività… Maria era sulla terra la perfetta contemplativa, diventava attiva solo perché la sua contemplazione diventasse visibile. Quando ella parla o prega il Magnificat, rivela soltanto il suo interiore atteggiamento contemplativo. In cielo la sua contemplazione terrena viene a tal punto assorbita nell’agire di Dio che ella diventa una coagente con Dio, e questo nel senso appunto della sua contemplazione terrena. Mediante quest’ultima ella è stata fatta capace di questa azione celeste. Gli altri santi vivono in un silenzio, o quasi in una povertà di movimento, sorreggono e sottolineano soltanto ciò che fa la Madre. Anzi il Figlio stesso sembra in certo modo rinunciare alla continuazione della sua azione terrena, affinché venga in evidenza l’essere continuamente attivo della Madre” (Hans Urs von Balthasar, Il nostro compito, pag.137, dove viene riportata l’esperienza in cielo della mistica Adrienne von Speyr, amica e ispiratrice dell’illustre teologo). La storia degli ultimi secoli sembra confermare tale impressione: lo sviluppo dogmatico, le accelerazioni escatologiche, gli ammaestramenti concreti discendono tutti da Maria, forse perché Dio non ha altro mezzo per attrarre a Sé gli uomini all’infuori della Chiesa, e Maria non è soltanto la Madre, ma anche il Cuore della Chiesa! Se la Chiesa non ridiventa capace di attrarre gli uomini, questi sono perduti; Maria lo sa, e per questo non lesina i suoi sforzi. L’umiltà di Dio che Si rimette a Maria per salvare i peccatori uguaglia quella di Maria che si è sempre messa completamente al servizio del Salvatore. Questa donna che è salita in cielo in corpo ed anima, attraverso la sua prosecuzione terrena e celeste, la Santa Chiesa cattolica ed apostolica, diventerà, alla fine dei tempi, “la nuova Gerusalemme, che scende dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo” (Apocalisse, 21, 2). Allora capiremo veramente il grande mistero dell’Amore che lega Dio a ciò che non è Dio e ciò che non è Dio a Dio: non vi è, appunto, un mistero più grande di questo, poiché in esso si inabissano tutti gli altri misteri, a cominciare da quello della nostra nascita, passando per quello del nostro matrimonio, fino a quello della nostra morte, amen! 
 
Carlo 
 
 
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