“ La Croce e le croci”

09 / 04 / 2014

“ La Croce e le croci”

Misteri del Dolore per vivere la Quaresima
 
Non esistono, nonostante le apparenze, le nostre croci.  Esiste una sola Croce, quella di Gesù. Ogni nostra croce, piccola o grande, non è altro che il Dono che riceviamo di poter vivere un pezzettino della Sua Croce,  di portarla insieme a Lui. Nel momento in cui riconosciamo questo Dono e accettiamo di aiutarLo, ci accorgiamo che è Lui che la porta, Lui  fa la fatica più grande. E noi?...da quel momento la croce si accompagna alla Gioia, come fu per Francesco: il piccolo santo della Gioia ha portato la Croce per tutta la vita…in perfetta letizia!                        
 
 I MISTERO: L’AGONIA DEL GETSEMANI      
 
Poi, rialzatosi dalla preghiera, andò dai discepoli e li trovò che dormivano per la tristezza. E disse loro: «Perché dormite? Alzatevi e pregate, per non entrare in tentazione».
 
La tentazione principale che può paralizzarci è quella di abbandonare la nostra croce, anzi, la Sua. Non c’è che un rimedio, infallibile perché è Lui che ce lo indica:      
                        
Alzatevi: osserviamo in questo momento se per caso ci siamo seduti…o peggio, se ci siamo addormentati, anestetizzati, per non soccombere alla tristezza della croce quotidiana.  La stanchezza, la noia, le asperità del cammino ci fanno deprimere e per non lottare preferiamo dormire. In qualunque situazione ci troviamo, non perdiamo altro tempo, alziamoci e stiamo ben svegli. Il nemico non dorme mai.
Pregate: pregare è il solo modo di resistere alla tentazione. E’ uno stare con Lui, allora è Lui che lotta per noi e in noi, Lui che ci difende dal maligno. Se non preghi resti solo e da solo la tentazione ha il gioco assai facile.                                     Preghiera e digiuno insieme  vincono i demoni più forti.  Iniziamo subito.
Preghiamo questa decina per chi ha subito delusioni, tradimenti, abbandoni. Per    chi deve prendere decisioni importanti, sofferte. Perché riesca a lasciar andare la sua volontà, che porta solo a risultati che durano quanto se stesso, per scegliere la volontà di Dio, vivendo per frutti che durano in eterno. La vita sacrificata dei Martiri ha portato fino a noi la Fede, la Chiesa, la Vita eterna.                          
 
 II MISTERO: LA FLAGELLAZIONE                         
 
Allora rilasciò loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò ai soldati perché fosse crocifisso.
 
Per entrare nella Preghiera del Cuore spesso  ci aiuta cercare di entrare  nei sentimenti di Gesù, in quello che ha provato il suo cuore di uomo. Proviamo a pensare a quale sarà stata la Sua sofferenza nel sentire che, mentre era pronto a dare la vita per tutti, Lui per mezzo del quale tutto è stato creato, Verbo, Parola creatrice di Dio, il popolo gli preferiva Barabba, un malfattore. Basterà pensare a questo dolore, non nato da orgoglio ma dall’Amore che cerca, in quanto tale, solo di essere riamato, per vivere la preghiera di amorevole presenza di S. Teresa.
Penso  alle nostre ferite, ai demoni che ci tormentano. Contemplo il sangue ma specialmente le lacrime di Gesù. Mi ha sempre dato un senso di vertigine contemplare e adorare le lacrime di Gesù, lacrime di Dio...è una contemplazione profonda ripetere decine di volte "lacrime di Gesù"......è un controsenso troppo grande, frutto di un amore troppo immenso...
Nel sopportare le sofferenze per le malattie del corpo nostre o dei nostri cari, ci sia di aiuto considerare questo momento della vita di Gesù. In ogni dolore vediamo un momento privilegiato e intimo di unione con Lui: viviamo nel corpo uniti a Lui parte di ciò che Lui ha sofferto per noi. Ci uniamo alla Sua passione, “completando nel nostro corpo ciò che manca alla passione di Cristo”.  Come Maria, che ha sofferto accanto a Gesù, anche noi possiamo così divenire  “Corredentori”, collaborando con Cristo alla redenzione di tutto il mondo.  I Focolarini insegnano in ogni croce a riconoscere Gesù che ci viene a trovare in modo speciale: se ho male alla spalla saluto Gesù piagato sulla spalla per il peso della croce, se ho mal di testa è Lui che mi visita mentre il suo capo è forato dalle spine, se subisco un tradimento sono unito a Lui mentre soffre per quanto fatto da Giuda, e così via…facendo così di ogni momento di dolore anche un momento di gioia del cuore, perché Lo sto incontrando, e in questo incontro Lui mi sostiene e mi aiuta , mi abbraccia e mi dona di essere suo stretto collaboratore. Allora forse riuscirò ad amare la mia croce,  le sarò riconoscente.
Preghiamo questa decina per chi ha grandi sofferenze nel corpo e per coloro che li assistono.                        
 
III MISTERO: LA CORONAZIONE DI SPINE                                                  
 
Allora i soldati del governatore condussero Gesù nel pretorio e gli radunarono attorno tutta la coorte.  Spogliatolo, gli misero addosso un manto scarlatto  e, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo, con una canna nella destra; poi mentre gli si inginocchiavano davanti, lo schernivano: «Salve, re dei Giudei!».  E sputandogli addosso, gli tolsero di mano la canna e lo percuotevano sul capo. 
 
Qui l’annientamento di sé raggiunge il culmine, non è solo l’annientamento fisico, ma si aggiunge anche quello morale, psicologico. Tutta la persona nel suo complesso è ridotta a nulla. All’ulteriore passione fisica della corona di spine si aggiunge lo scherno della mascherata carnevalesca.  Ecco il Re. Ma questo è l’unico modo in cui Gesù ha voluto essere Re: tante volte nella vita pubblica è sfuggito alla folla che voleva farlo re, re del mondo ovviamente.
Lui ha scelto la regalità del Servo, ha lavato i piedi agli Apostoli, ha mangiato con pubblicani, peccatori e prostitute, ha toccato e guarito i lebbrosi,  ha vissuto tre anni senza casa e senza pane sicuro.  Ha scelto questa corona,  la Croce come trono, il buon ladrone come primo ministro.  I pescatori come accompagnatori e poi ambasciatori, i pastori come primi compagni di vita. Gli ultimi come prediletti.
Ha scelto due piccoli e sconosciuti paesi per nascere e vivere, una donna del popolo per madre, una stalla per culla, pastori per adoratori, pescatori, donne e peccatori per amici. Tutto è capovolto nella Sua scala dei valori, tutto è inserito nella modalità nuova e scandalosa del Discorso delle Beatitudini… 
Mi spaventa l'abisso enorme del male che si spalanca davanti a Gesù....l'Agnello nelle mani scatenate di satana stesso...mi insegna il valore del silenzio...l'umiltà del creatore della Vita che si annulla davanti a tutto il male del mondo...anche noi umiliamo e offendiamo Gesù-Amore ogni volta che scegliamo di non amare. Se Lui é Amore ogni volta che viviamo l'Amore Egli prende dimora maggiormente in noi. 
Quanto questa immagine mette sotto accusa il nostro orgoglio, pronto a saltare alla minima spinta…se il Figlio di Dio si è annientato così cosa non dovremmo fare noi, che siamo un nulla già prima di fare peccato?
Il Pastore si è fatto contemporaneamente anche Agnello. Iniziamo a camminare accanto all’Agnello che si consegna in Sacrificio perfetto al Padre. Nell’offertorio della Messa offriamo con Lui al Padre le nostre vite, attraverso le nostre ferite quotidiane. Daremo un senso di vita, di salvezza,  al nostro soffrire. E anche qui potremmo improvvisamente e inaspettatamente incontrare la Gioia.
Dedichiamo questa decina per tutti i malati della mente, i depressi, i maniaci, gli schizofrenici, i disturbi alimentari, le dipendenze,  le demenze senili, Alzheimer.                              
 
IV MISTERO: LA SALITA AL CALVARIO                                                    
 
Mentre lo conducevano via, presero un certo Simone di Cirène che veniva dalla campagna e gli misero addosso la croce da portare dietro a Gesù.  Lo seguiva una gran folla di popolo e di donne che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui.
 
Penso che a noi il Signore non dà mai una Croce più pesante di quella che possiamo sopportare; per Gesù non è stato così, è una delicatezza che riserva solo a noi: per Lui già in fin di vita ci è voluto un Cireneo. Ma anche noi abbiamo in Lui il nostro Cireneo. In ogni dolore è sempre al nostro fianco.  
"Chi vuol venire con me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua"....non c'è altra strada per il seguace di Gesù, Lui è la Porta, la Via, ma Lui e la Croce sono la stessa cosa, Lui è il Crocifisso. E' vero, è il Risorto, ma senza Croce non sarebbe risorto...   
Preghiamo per tutti noi che andiamo ogni giorno in salita sulla montagna della nostra Missione, per il nostro sudore, per i nostri affanni. Ancora una volta, saliamo le salite di ogni fatica quotidiana insieme a Lui. Accompagnandoci a vicenda. Noi accompagniamo Lui e Lui accompagna noi. Sono salite parallele….ma forse no, è la stessa, i nostri sensi umani ci ingannano…la Storia della Redenzione è una, e tutti vi prendiamo parte, se vogliamo unirci al Maestro. 
Provo pena e compassione per tutti noi. Come siamo tutti ugualmente doloranti, affaticati e oppressi e come non sappiamo guardarci così l'un l'altro...ma l'altro è lo specchio di noi stessi...che senso ha l'opporci tra di noi? La solidarietà è solo un atto di realismo. Ho pietà dell'altro che soffre come di me e delle mie sofferenze e fatiche.  
Preghiamo per le Croci della persona che ho accanto in questo momento,  in famiglia o al lavoro, ma cerco di vedere e di pregare anche per le croci dei miei nemici o di quanti mi hanno ferito.     
 
 
 V MISTERO: CROCIFISSIONE E MORTE DI GESU’   
 
Era verso mezzogiorno, quando il sole si eclissò e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio.  Il velo del tempio si squarciò nel mezzo.  Gesù, gridando a gran voce, disse: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito». Detto questo spirò.
 
Un pensiero che dà le vertigini….la morte di Dio…
Non c’è sulla terra immagine più bella del Crocifisso….Dio-Amore che per amore dona la Sua vita per ridonare agli uomini la Vita…
La morte non può più far paura, se significa consegnarsi al Padre, passare dalle mani del mondo a quelle di Dio…nel momento della morte divento bambino, neonato, che viene partorito nelle mani del Padre per la vera Vita…mi accoglie la Madre e infiniti fratelli, tanti ne riabbraccio, sono finalmente tornato a Casa…                             quanta nostalgia di Famiglia,  forse solo ora mi accorgo di quanto mi è mancata…solo questo cercavo nel mio vagare inquieto per le strade della vita…finalmente riprendo quel mio posto vuoto a tavola con la Trinità…il Padre era impaziente di riavermi, quante volte avrà tremato per me, fermo trepidante sul tetto del palazzo,  Padre del figlio prodigo, per scorgere subito i miei passi del ritorno…ora può riabbracciarmi per sempre, non sarà più in ansia per me…
Vedo il Crocifisso come un immenso "buco nero" che ha potuto attirare in sè, distruggendolo (redimendolo) ogni male, ogni peccato, ogni sofferenza dall'inizio del mondo alla fine dei tempi. Non potrà esistere mai alcun peccato o male che non sia stato da Lui redento. Non c'è alcuno stato che noi non possiamo vivere in Gesù e con Gesù. Alla fine ci dona anche la Sua Madre, spogliandosi dell’ultima cosa che aveva, la più cara.  E ci dà l'ordine di essere suoi Figli. Il cristiano maturo cessa di essere figlio al mondo e diventa padre-madre di ogni suo prossimo. Se ne fa carico. Solo con la Madre possiamo, dobbiamo essere figli: da Lei prendiamo le consolazioni e le coccole che ci ritemprano di dolcezza e ci danno la forza di essere sempre materni. Preghiamo per chi muore oggi e per chi sta vivendo lutti gravi. 
 
SALVE REGINA PATER, AVE,  GLORIA per il Santo Padre Francesco, dono di Dio, per le sue intenzioni. Ringraziandolo per aver donato la sua vita alla Chiesa, per aver rinunciato alla sua terra, alla sua gente, per salire il Calvario della restaurazione della Casa di Dio.            
Per il Papa emerito Benedetto, per aver  lasciato gli onori più grandi per poter meglio servire, per aver donato se stesso in sacrificio per la Sposa di Cristo, nel silenzio dell’offerta e della preghiera.