27 / 04 / 2014
La Gioia oltre la Gioia - Festa della Divina Misericordia
[html]
La Gioia oltre la Gioia
Cari Amici, siamo ancora nell’ottava di Pasqua e, come ci insegna la liturgia, per la Chiesa è Pasqua per otto giorni. Nel Salterio per otto giorni si ripetono inni, antifone e salmi del giorno di Pasqua, per dilatare la festa per l’intera settimana. Dunque…auguri a tutti!
Immobilizzata a Piglio per quattro giorni con un terribile “colpo della strega”, ho avuto almeno un vantaggio: ho potuto leggere! Vi consiglio due libri interessanti. Il primo è utilissimo per capire profondamente la seconda parte della Messa (e viverla col cuore), la Liturgia Eucaristica. Piccolo, snello, di facile lettura ma molto efficace, “Conosci davvero l’Eucarestia?” di C. Giraudo, ed. Qiqajon.
Il secondo è utile per smascherare i camuffamenti comportamentali, che spesso usiamo come arma di difesa, ferendo gli altri con le stesse ferite che abbiamo ricevuto: “Il prodigio che è in te” di C. Amirante, ed. OdL.
Ci siamo interrogati in questo giorni, io e Carlo, su come impostare il nostro cammino spirituale dopo la Pasqua. Entrambi infatti, negli scorsi anni, avevamo notato un certo rilassamento dopo la Festa, un passaggio troppo brusco tra il ritmo sostenuto della Quaresima (vissuta come avete visto come una salutare palestra spirituale) e quello più blando del tempo di Pasqua. Se il Signore al termine dei nostri allenamenti dimostrava il Suo gradimento (certo non per i risultati ma per la buona volontà) regalandoci ogni anno dei Doni preziosi, non era forse segno di ingratitudine da parte nostra, dopo il Dono e la Gioia della Resurrezione, mollare tutto e in qualche modo tornare indietro rispetto alla piccola vetta che avevamo scalato?
Non era più opportuno allora, prendere dai Suoi Doni nuova energia e coraggio, per puntare alla prossima cima?
Per questo abbiamo pensato di riprendere il cammino, non fermarlo, rinfrancati dalla Gioia del riconoscerci come popolo di risorti e figli prediletti nel Figlio. Cercheremo quindi, senza eccessivi rigorismi, ma con buona intenzione, di mantenere buona parte degli impegni quaresimali, essendosi dimostrati valide armi per rafforzare la volontà, affrontare il combattimento quotidiano contro il male e la tentazione, incrementare l’aiuto della Grazia. Continueremo ad usare i “cinque sassi” proposti da Maria: Eucarestia (possibilmente quotidiana), Confessione (almeno mensile), preghiera quotidiana (del cuore e rosario), immersione nella Parola del giorno, digiuno (pane e acqua mercoledì e venerdì, almeno per un pasto, o qualche piccola rinuncia in quei due giorni). Mantenere questo ritmo può poi farci fare una nuova esperienza: la “notte oscura”. Quando si prega o si fa qualcosa per Dio ogni tanto, è piuttosto naturale farlo con gioia ed entusiasmo. Quando invece certi atti o preghiere si ripetono uguali ogni giorno, per periodi prolungati, può accadere che ci sembri di non sentire più nulla. Nessun trasporto, nessun sentimento di amore nella preghiera del cuore, nessun coinvolgimento nel rosario, noia o distrazione durante la Messa. Non spaventiamoci, è del tutto normale nella vita dello spirito, e S. Giovanni della Croce in particolare ne parla a lungo. Per i nostri limiti creaturali e per i ritmi che Dio decide per il nostro spirito, non ci viene donata sempre la stessa capacità di pregare. E’ una prova, spesso dura, dolorosa. Si deve andare avanti, senza “sentire” più nulla, senza alcun piacere, ma solo sulla base della fede e della nostra volontà. A me è capitato nella settimana santa…per fortuna solo per sette giorni! Solo dopo questa prova, rafforzata la nostra fede e la fedeltà della nostra amicizia con Dio, una volta dimostrato anche a noi stessi, che amiamo il Dio delle consolazioni e non le consolazioni di Dio, allora la preghiera tornerà più forte di prima, più matura, salda. E forse allora anche i nostri frutti saranno maggiori. Ora, dopo le gioie pasquali, sento riaffiorare giorni di tiepidezza, di aridità…
E’ il tempo della perseveranza, del procedere al buio senza rallentare il cammino, del seminare senza ancora vedere il germoglio. Ma ormai, attraverso la preghiera del cuore, dovremmo aver imparato che non siamo più noi a condurre la danza, è un Altro che ci porta…e la maturità della vita spirituale è imparare a seguire il Suo ritmo, lasciarsi portare, senza preoccuparsi più di nulla perché, come dicevo a Pasqua, siamo Suoi ed è bellissimo sapere che è Lui che pensa a tutto, è finalmente così riposante…lasciare ogni fatica…e lasciarsi condurre.
Appuntamenti
Domani dalle 15,30 alle 18 ci sarà il nuovo appuntamento con il Movimento Cuori Nuovi, con Padre Valentino, a S. Anastasia. All’interno dell’incontro ci sarà la preghiera del cuore di Marta e Maria, per la guarigione dalle ferite dell’anima.
Il nostro incontro consueto con la preghiera di Marta e Maria sarà mercoledì 14 maggio alle 19.
Domani è una giornata stupenda, due grandi eventi:
la Festa della Divina Misericordia, che ci porta in dono, alle consuete condizioni, l’indulgenza plenaria e una effusione specialissima della Misericordia di Dio, e la doppia canonizzazione dei Papi Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II.
Per questi eventi lascerò parlare solo i Protagonisti….
DIVINA MISERICORDIA
“Io sono l’Amore e la Misericordia stessa; non c’è miseria che possa misurarsi con la Mia Misericordia. Né la miseria l’esaurisce, poiché dal momento che si dona, aumenta. L’anima che confida nella mia Misericordia è la più felice, perché Io stesso ho cura di lei.” (Diario S. Faustina Kowalska n. 1273)
“Desidero che le Festa della Misericordia sia di riparo e di rifugio per tutte le anime e specialmente per i poveri peccatori. In quel giorno sono aperte le viscere della mia Misericordia, riverserò tutto un mare di grazie sulle anime che si avvicinano alla sorgente della mia Misericordia. L’anima che si accosta alla Confessione e alla santa Comunione, riceve il perdono totale delle colpe e delle pene.” (Diario n. 699)
-----------------------------
LA RECITA DEL ROSARIO PER LA PACE UNIVERSALE – Papa Giovanni XXIII
(dal Giornale dell’Anima 1961) (parziale)
Parole e contenuto. 993. È vero che, presso alcune anime meno educate a sollevarsi oltre l'omaggio labiale, esso può venir recitato come monotona successione delle tre preghiere: il Pater Noster, l'Ave Maria e il Gloria, disposte nell'ordine tradizionale di quindici decine. Questo, senza dubbio, è già qualche cosa. Ma - dobbiamo pur ripeterlo - è solo avviamento o risonanza esteriore di confidente preghiera, piuttosto che vibrante elevazione dello spirito a colloquio col Signore, ricercato nella sublimità e tenerezza dei suoi misteri di amore misericordioso per la umanità tutta intera. La vera sostanza del rosario, ben meditato, è costituita da un triplice elemento che dà alla espressione vocale unità e coesione, discoprendo in vivace successione gli episodi che associano la vita di Gesù e di Maria, in riferimento alle varie condizioni delle anime oranti e alle ispirazioni della chiesa universale. Per ogni decina di Ave Maria, ecco un quadro, e per ogni quadro un triplice accento, che è al tempo stesso: contemplazione mistica, riflessione intima, e intenzione pia.
Contemplazione mistica. 994. Anzitutto, contemplazione pura, luminosa, rapida di ogni mistero, cioè di quelle verità della fede che ci parlano della missione redentrice di Gesù. Contemplando ci si trova in una comunicazione intima di pensiero e di sentimento con la dottrina e con la vita di Gesù, figlio di Dio e figlio di Maria, vissuto sulla terra a redimere, a istruire, a santificare: nel silenzio della vita nascosta, fatta di preghiera e di lavoro, nei dolori della sua beata passione, nel trionfo della risurrezione; come nella gloria dei cieli, ove siede alla destra del Padre, sempre in atto di assistere e di vivificare di Spirito Santo la chiesa da lui fondata, e progrediente nel suo cammino attraverso i secoli.
Riflessione intima. 995. Il secondo elemento è la riflessione, che dalla pienezza dei misteri di Cristo si diffonde in viva luce sopra lo spirito dell'orante. Ciascuno avverte nei singoli misteri l'opportuno e buon insegnamento per sé, in ordine alla propria santificazione e alle condizioni in cui vive; e sotto la continua illuminazione dello Spirito Santo, che dal profondo dell'anima in grazia « sollecita per noi con gemiti inenarrabili» (Rm 8,26), ognuno raffronta la sua vita col calore di insegnamento, che sgorga da quei medesimi misteri, e ne trova inesauribili applicazioni per le proprie necessità spirituali, come per quelle del vivere suo quotidiano.
Intenzione pia. 996. In ultimo è intenzione: cioè indicazione di persone, o istituzioni, o necessità di ordine personale e sociale, che per un cattolico veramente attivo e pio rientrano nell'esercizio della carità verso i fratelli, carità che si diffonde nei cuori ad espressione vivente della comune appartenenza al corpo mistico di Cristo.
997. In tal modo il rosario diventa supplica universale delle anime singole e dell'immensa comunità dei redenti, che da tutti i punti della terra si incontrano in una unica preghiera: sia nella invocazione personale, a implorazione di grazie per i bisogni individuali di ciascuno; come nel partecipare al coro immenso e unanime di tutta la chiesa per i grandi interessi dell'intera umanità. La chiesa, quale il redentore divino la volle, vive tra le asprezze, le avversità e le tempeste di un disordine sociale che sovente si volge in minaccia paurosa, ma i suoi sguardi sono fissi e le energie della natura e della grazia sempre protese verso il supremo destino delle eterne finalità.
Recitazione labiale e privata. 998. Questo è il rosario mariano, osservato nei suoi vari elementi, insieme riuniti sulle ali della preghiera vocale, e ad essa intrecciati come in un ricamo lieve e sostanzioso, ma pieno di calore e di fascino spirituale. Le preghiere vocali acquistano pertanto anch'esse il loro pieno risalto: anzitutto l'orazione domenicale, che dà al rosario tono, sostanza e vita, e, venendo dopo l'annuncio dei singoli misteri, sta a segnare il passaggio da una decina all'altra; poi la salutazione angelica, che porta in sé gli echi della esultanza del cielo e della terra intorno ai vari quadri della vita di Gesù e di Maria; e infine il trisagio, ripetuto in adorazione profonda alla Santissima Trinità. Oh! sempre bello, così, il rosario del fanciullo innocente e dell'ammalato, della vergine consacrata al nascondimento del chiostro o all'apostolato della carità, sempre nell'umiltà e nel sacrificio, dell'uomo e della donna padre e madre di famiglia, nutriti di alto senso di responsabilità nobili e cristiane, di modeste famiglie fedeli alla antica tradizione domestica: di anime raccolte in silenzio, e astratte dalla vita del mondo, a cui hanno rinunziato, e pur tenute sempre a vivere col mondo, ma come anacoreti, fra le incertezze e le tentazioni. Questo è il rosario delle anime pie, che recano viva la preoccupazione della propria singolarità di vita e di ambiente.
----------------------------------
INCONTRO DI GIOVANNI PAOLO II CON 20.000 GIOVANI NEL PALAZZO DELLO SPORT - VISITA PASTORALE A GENOVA
Domenica, 22 settembre 1985 (estratti)
….Se siete giunti fino ad oggi, è anche perché avete in qualche modo sperimentato, in prima persona, il tipo di incontro che un giorno capitò al giovane ricco di cui parla il Vangelo: “Gesù, fissandolo, lo amò” (Mc 10, 21). Ecco, qui si capisce quanto è importante parlare con gli occhi e guardare negli occhi. Io ho molto meditato questo passo del Vangelo in cui si parla di questo incontro tra Gesù e il giovane, e sono arrivato anche a una conclusione: c’è una conversazione, un dialogo indispensabile che va fatto con gli occhi, guardando l’altro; questo ci insegna Gesù. Imparate anche voi quest’arte.
……Sotto lo sguardo amorevole di Gesù, una vita secondo i comandamenti si apre come un fiore e diviene una vita nella consapevolezza del dono. E se la chiamata di Dio può avvenire su strade diverse, vi sia chiaro tuttavia che si tratta di un’avventura superiore a ogni altra, più profonda e più convincente di tutte le altre. In questa aspirazione “a qualcosa di più”, che è implacabile nell’animo giovanile, e per questo benefica e benedetta, io desidero confermarvi. È Pietro, “roccia” per chiamata divina, come dice anche il canto che è stato composto per questa occasione, che vi esorta a non appiattirvi nella mediocrità, a non assuefarvi ai desideri mondani, a non voler vivere solo a metà, con aspirazioni ridotte o, peggio, atrofizzate. Il Papa è venuto per invitarvi al cammino, alla novità continua da cercare dentro di voi, con la vostra stessa vita. Giovani genovesi, non “lasciatevi vivere”, ma prendete nelle vostre mani la vostra vita e vogliate decidere di farne un autentico e personale capolavoro! D’altra parte, voi stessi sapete che non c’è incontro vero che non lascia traccia. Per questo non ci può essere l’incontro con “l’amorevole sguardo” di Gesù senza che la vita, dentro e fuori, non ne rimanga intaccata. Anzi, la prova che avete incrociato lo sguardo del Maestro è proprio il vostro modo di vivere, l’ordine delle vostre scelte, la consequenzialità di esse, in una parola: il vostro comportamento di creature nuove, secondo le “Beatitudini” del Vangelo.
…………Lungo questi binari, il vostro impegno per la pace e la giustizia deve canalizzarsi in una dimensione di servizio, di presenza coerente nella realtà civile e sociale, di partecipazione piena di senso, di volontariato anche. Come ho visto stamattina nel Piccolo Cottolengo: c’erano tanti volontari e anche tanti giovani e li vedo anche molte volte a Roma e nelle altre città. Questo è per esprimere il mio apprezzamento per tutta l’opera del volontariato italiana, soprattutto al volontariato dei giovani. Tuttavia, la scelta del servizio non si compie con qualsiasi disposizione interiore, ma attraverso un lavoro di affinamento su voi stessi, sulla vostra personalità, per farne scaturire quegli atteggiamenti che sono inequivocabilmente del cristiano: povertà e castità, semplicità e mitezza, sobrietà e spirito di sacrificio. La preghiera sia la vostra arma segreta e potente. Per essa vi irrobustite dinanzi alle sfide del vivere quotidiano, e acquisite quel realismo cristiano che è indispensabile per diventare maturi. Ma soprattutto, grazie alla preghiera, voi potete vivere in effettiva e costante comunione con Dio.
*************************
Buona settimana a tutti!
Newsletter dal sito www.martaemaria.com
[/html]