20 / 08 / 2014
LECTIO D'ESTATE: L'APPARTENENZA
Ho ripreso stamattina a leggere la Bibbia dal punto in cui l’avevo lasciata ieri e pensavo di trascorrervi poco tempo, visti gli altri numerosi libri che sto cercando di leggere e i vari impegni familiari. Ma non è stato così…e sono stata folgorata da questo passo. Così, ho iniziato a scrivere, e condivido con voi, nel caso possa essere di utilità per qualcuno. Sono solo appunti scritti in fretta, non fate caso se sono sconclusionati e se ritornano su e giù sui punti che mi hanno più toccato. Ma mi sembra di aver scoperto in questo passo un pozzo profondo e mi dispiace di non aver abbastanza luce e capacità per poterne trarre tutto il senso, ma sento che vi è la chiave per una vera svolta nel cammino. E conto, ogni tanto, di ritornarvi. Forse ora avete un po’ più di tempo, ma prendetela come sempre come una proposta, chi non ha tempo passi serenamente oltre!
In neretto ho evidenziato i punti su cui mi è stato dato più frutto. In corsivo la Parola di Dio. Se potete, sulla Bibbia di Gerusalemme leggete i passi indicati a margine di quelli evidenziati.
«Tutto mi è lecito!». Ma non tutto giova. «Tutto mi è lecito!». Ma io non mi lascerò dominare da nulla. «I cibi sono per il ventre e il ventre per i cibi!». Ma Dio distruggerà questo e quelli; il corpo poi non è per l'impudicizia, ma per il Signore, e il Signore è per il corpo. Dio poi, che ha risuscitato il Signore, risusciterà anche noi con la sua potenza. Non sapete che i vostri corpi sono membra di Cristo? Prenderò dunque le membra di Cristo e ne farò membra di una prostituta? Non sia mai! O non sapete voi che chi si unisce alla prostituta forma con essa un corpo solo? I due saranno, è detto, un corpo solo. Ma chi si unisce al Signore forma con lui un solo spirito. Fuggite la fornicazione! Qualsiasi peccato l'uomo commetta, è fuori del suo corpo; ma chi si dà alla fornicazione, pecca contro il proprio corpo. O non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete da Dio, e che non appartenete a voi stessi? Infatti siete stati comprati a caro prezzo. Glorificate dunque Dio nel vostro corpo!
Quanta caligine ci ottenebra, quanti veli sui nostri occhi. Siamo come un luminare della medicina o un avvocato della Corte Costituzionale che alla domanda “qual è il tuo titolo di studio?” risponde: “licenza di terza media”. Certo che hai la licenza, ma l’hai oltrepassata, integrata, sublimata. Fa parte della tua storia ma ora sei oltre, sei ben altro! Perché viviamo nella cecità non sull’identità degli altri o di Dio ma di noi stessi?! Noi siamo già altro da ciò che soltanto riusciamo a vedere di noi stessi. Non dobbiamo aspettare. Paolo dice siete azzimi, cioè puri (I Cor. 5,7), non siate. E dice ancora: santo è il tempio di Dio che siete voi (I Cor, 3,17). E’ tutto già oggi, adesso, in questo momento. Ormai siamo membra di Cristo, uniti a Lui siamo un solo spirito. Ormai il corpo è reso tempio dello Spirito Santo, dimora, luogo della Sua manifestazione (per questo possiamo pregare col cuore). Dunque non apparteniamo più a noi stessi, non siamo più dominati da tutto quello che ci è possibile fare (lecito), non siamo più schiavi della legge del corpo che fa di noi un essere appartenente solo a se stesso, preda dell’angoscia della solitudine, della morte per fame e sete per la mancanza di relazioni vitali, ma viviamo la ricchezza infinita dell’uscire definitivamente da noi, come dalla gabbia di legno di Pinocchio, per appartenere a ciò che non ha più confini e che è relazione senza fine. La fecondità nasce dall’apertura di sé, dal preparare quel vuoto (dono di sé) che può essere riempito. Allora tralasciare il mio piccolo ego non è una dolorosa rinuncia, una ascesi sacrificale, ma un superamento gioioso di me per far esplodere tutto il mio immenso potenziale di amore, grazie ai meriti di Cristo che mi unisce a sé e alla Sua volontà. E appartenere all’Amore mi rende finalmente libero da tutte le paure e dai limiti di me stesso, finalmente posso entrare nel mio riposo, un Altro mi guiderà tenendomi per mano e si occuperà di me per Amore, un Altro che è Colui che è fedele per sempre (ricordate il Magnificat). Diventare corpo di Dio, appartenere a Dio, fa sublimare ogni mia caratteristica, porta alla pienezza ogni parte di me, la trasfigura per sempre. Questo miracolo, questo nostro Tabor, avviene già ora, qui. Ed è irragionevole voler tornare indietro! Quale follia ci prende? Così forte è la presa del nemico su di noi? Siamo sotto una anestesia mortale. Viviamo da prigionieri pur avendo la chiave appesa sul cancello del nostro carcere! Perché viviamo questo stato di ottenebrazione così grave? Perché viviamo ancora come figli delle tenebre, del mondo? Perché, se siamo membra dello stesso Corpo, e tempio dello stesso Spirito, è così difficile l’Unità? Perché abbiamo obiettivi così piccoli e non viviamo solo per rendere col corpo e la vita gloria a Dio? Eppure, lo abbiamo certamente sperimentato, ogni volta che abbiamo messo a disposizione di Dio solo la nostra volontà di fare qualcosa che ci trascende, al nostro mettere i poveri cinque pani e due pesci, il Signore ha moltiplicato forze, tempo, spazio, talenti, carismi….rendendoci possibile con inaspettata facilità ciò che pareva impossibile!
Chiediamo la grazia urgente di poter aprire gli occhi e prendere consapevolezza di ciò che già siamo. Il Signore ha bisogno di noi (così ha voluto!). Specialmente oggi! In qualunque prova ci troviamo, in qualunque situazione, se viviamo in Grazia di Dio, è già nostra la Vita Nuova in Dio.
Abbiamo ricevuto un Dono preziosissimo, costato sangue, e non abbiamo la forza di scartarlo e farlo nostro?
Ci aiuti Maria: ogni generazione la chiamerà beata perché, ancella del Signore, non ha mai voluto appartenere a se stessa, ma, primo tempio del Signore, è stata tutta di Dio, sempre.