13 / 10 / 2013
Marta e Maria
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Cari amici, è stata una settimana molto intensa, come potete vedere dal nostro calendario! Domenica sera abbiamo partecipato ad una interessante conferenza di padre Laurence Freeman osb, direttore spirituale della Comunità Mondiale di Meditazione Cristiana, terminata con una esperienza guidata di meditazione.
E' importante abituarsi al silenzio, per poter incontrare il nostro Ospite interiore.
Martedì è stata una giornata importante per noi, sottolineata da un bel segno di incoraggiamento che ci ha voluto regalare il Signore: la prima "missione" esterna di Marta e Maria (a parte S. Anastasia o gli incontri di preghiera con gli amici) è avvenuta il giorno in cui il Vangelo quotidiano era proprio quello di Marta e Maria! Siamo stati con padre Valentino presso le suore francescane di Cristo Re ed abbiamo presentato la preghiera del cuore ad un gruppo di Adoratori dell'Unione Eucaristica. E' stato molto bello condividere le nostre esperienze di preghiera con loro.
Mercoledì ci siamo riuniti con il gruppo per il secondo incontro del nuovo ciclo. La preghiera del cuore ha avuto come centro la purificazione dei sensi.
Per chi non era presente inserisco in fondo a questa newsletter la Meditazione lauretana di Carlo (Mater Creatoris) e le riflessioni per i misteri dolorosi del Rosario.
Giovedì siamo stati con la comunità di S. Anastasia in piazza Santa Maria Maggiore per l'appuntamento settimanale Roma for Jesus. Pregando il rosario abbiamo riconsegnato la piazza, il quartiere ei suoi abitanti al Signore.
Ieri ed oggi c'è stata la grande manifestazione mariana voluta da Papa Benedetto. Oggi Papa Francesco ha consacrato il mondo intero alla Madonna di Fatima. Recitiamo anche noi, magari ogni mattina, questa preghiera di consacrazione; la incollo qui sotto e la inserisco nel sito tra le "preghiere di Marta e Maria". Inserico inoltre nella stessa sezione (e ve la mando già ora) la bellissima preghiera di affidamento di mons. Lebrun "Amami vieni sei". Ottima preparazione per la preghiera del cuore.
Vi bene una buona settimana! Aspettiamo le vostre mail! Dalla pagina News, cliccate su commento, andate in fondo alla pagina e scrivete! Oppure privatamente da qui, scrivendo a info@martaemaria.com
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CONSACRAZIONE A MARIA DEL 13 OTTOBRE 2013
Beata Maria Vergine di Fatima,
con rinnovata gratitudine per la tua presenza materna
uniamo la nostra voce a quella di tutte le generazioni
che ti dicono beata.
Celebriamo in te le grandi opere di Dio,
che mai si stanca di chinarsi con misericordia
sull'umanità, afflitta dal male e ferita dal peccato,
per guarirla e per salvarla.
Accogli con benevolenza di Madre
l'atto di affidamento che oggi facciamo con fiducia,
dinanzi a questa tua immagine a noi tanto cara.
Siamo certi che ognuno di noi è prezioso ai tuoi occhi
e che nulla ti è estraneo di tutto che abita nei nostri cuori.
Ci lasciamo raggiungere dal tuo dolcissimo sguardo
e riceviamo la consolante carezza del tuo sorriso.
Custodisci la nostra vita fra le tue braccia:
benedici e rafforza ogni desiderio di bene;
ravviva e alimenta la fede;
sostieni e illumina la speranza;
suscita e anima la carità;
guida tutti noi nel cammino della santità.
Insegnaci il tuo stesso amore di predilezione
per i piccoli ei poveri ,
per gli esclusi ei sofferenti,
per i peccatori e gli smarriti di cuore:
raduna tutti sotto la tua protezione
e tutti consegna al tuo diletto Figlio, il Signore nostro Gesù.
Amen.
con rinnovata gratitudine per la tua presenza materna
uniamo la nostra voce a quella di tutte le generazioni
che ti dicono beata.
Celebriamo in te le grandi opere di Dio,
che mai si stanca di chinarsi con misericordia
sull'umanità, afflitta dal male e ferita dal peccato,
per guarirla e per salvarla.
Accogli con benevolenza di Madre
l'atto di affidamento che oggi facciamo con fiducia,
dinanzi a questa tua immagine a noi tanto cara.
Siamo certi che ognuno di noi è prezioso ai tuoi occhi
e che nulla ti è estraneo di tutto che abita nei nostri cuori.
Ci lasciamo raggiungere dal tuo dolcissimo sguardo
e riceviamo la consolante carezza del tuo sorriso.
Custodisci la nostra vita fra le tue braccia:
benedici e rafforza ogni desiderio di bene;
ravviva e alimenta la fede;
sostieni e illumina la speranza;
suscita e anima la carità;
guida tutti noi nel cammino della santità.
Insegnaci il tuo stesso amore di predilezione
per i piccoli ei poveri ,
per gli esclusi ei sofferenti,
per i peccatori e gli smarriti di cuore:
raduna tutti sotto la tua protezione
e tutti consegna al tuo diletto Figlio, il Signore nostro Gesù.
Amen.
XVIII
MATER CREATORIS
Il nulla di Maria si rapporta facilmente con il tutto di Dio: la creazione non avvenne infatti nel nulla ? E Dio non ha creato tutte le cose “ In Principio ” ( Genesi , 1,1), e cioè, secondo un'antica interpretazione, “ Nel Figlio ”? Come la parola risuona nel silenzio, così il tutto fu creato nel nulla. Il nulla è dunque sicuramente madre, o sostrato, della creazione, così come, altrettanto sicuramente, il silenzio lo è della parola. Del resto, non è accaduto lo stesso nel momento dell'Annunciazione? Chi era Maria, rispetto a Dio, che pure le chiede il permesso di nascere da lei? Dio è talmente alieno dall'imporre la Sua presenza perfino al nulla, e al vuoto, da esporviSi soltanto, quasi timidamente: “Lo spirito di Dioaleggiava sulle acque” ( Genesi , 1, 2). Vi può essere azione più leggera, desiderio più umile di quello espresso da questo verbo, come se Dio avesse ritegno ad improntare di Sé il vuoto? “Ecco, il Signore passò. Ci fu un vento impetuoso e gagliardo da spaccare i monti e spezzare le rocce davanti al Signore, ma il Signore non era nel vento. Dopo il vento ci fu un terremoto, ma il Signore non era nel terremoto. Dopo il terremoto ci fu un fuoco, ma il Signore non era nel fuoco. Dopo il fuoco ci fu il mormorio di un vento leggero. Come l'udì, Elia si coprì il volto con il mantello, uscì e si fermò all'ingresso della caverna” ( I re, 19, 11-13). Maria è madre del Creatore, e cioè di Colui che, in quanto Poeta (“creare” e “poetare” in greco sono la stessa parola), preferisce es-porsi , piuttosto che im-porsi (Paul Celan). Dio Si es-pone, poiché se non lo facesse non sarebbe Lui, e cioè il Bene che tende a diffonderSi: “Cristo Gesù … pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio, ma spogliò se stesso… ” ( Filippesi , 2, 6-7). In un certo senso Dio, creando, spoglia Se stesso , almeno secondo l'antica teoria cabalistica dello tzin tzun, fa cioè spazio a ciò che non è Lui, lascia esistere accanto e fuori di Sé, sia pure improntandolo di Sé, lo spazio della libertà di accoglierLo o di rifiutarLo, sottomettendoSi fin dal principio alle spaventose conseguenze di questa eventualità “… assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini; apparso in forma umana, umiliò se stesso facendosi ubbidiente fino alla morte e alla morte di croce” ( Id., ibid . 7-8). Maria è Madre del Creatore, in quanto ella stessa, in un certo senso, partecipa di questa, paradossale invero, povertà e umiltà del Creatore! Dio guarda con favore la povertà e l'umiltà di Maria, poiché vi riconosce l'Atto supremo di autonegazione in cui consiste, per Lui, la Creazione. Come si spiega, altrimenti, l'impotenza di cui Egli dà prova, tante volte, nella storia? Forse ha consegnato con gioia Suo Figlio agli aguzzini, gli Ebrei alla Shoà, le vittime ai carnefici? Ha forse assistito con piacere al primo omicidio, resosi perciò stesso modello di tutti gli altri: quello del fratello da parte del fratello, di Abele da parte di Caino? Eppure tutto questo era implicito nella Creazione, tanto degli Angeli, quanto dell'Universo. Nello spazio da cui Dio si è ritirato si è affermato il Male, e cioè una Volontà avversa alla Sua: Egli ha rispettato, e continua a rispettare, questa Volontà, proprio in quanto avversa alla Sua. E chiede di fare lo stesso anche a noi,Matteo , 5, 48). Davvero divina è questa perfezione, e tanto lontana dall'uomo, almeno fino all'Incarnazione, che si può dire che, pur dovendo la sua sopravvivenza esclusivamente ad essa, l'uomo non voglia assolutamente farla propria, simile, in questo, al servo cui è stato condonato il debito massimo, e che pretende dai suoi conservi la restituzione di quello minimo ( Matteo 18, 23-35)! Maria è Madre del Creatore perché, come Lui, non si vendica del male subìto, ma lo espia soffrendo. Quando ha dato alla luce il Figlio, ella ha dato alla luce questo mistero, e questa perfezione, e ha imparato presto il dolore che ne consegue. Con quel Bambino inerme fra le braccia, costretta a rifugiarsi in Egitto fra il gemito inconsolabile delle madri cui erano stati sterminati i figli, ella ha capito che la grandezza del Creatore non sta tanto nella sua Onnipotenza, quanto piuttosto nella sua radicale Impotenza, nel suo affidarSi agli uomini, e alla loro temibile libertà. Colui, che “non può rinnegare se stesso” ( II Timoteo, 2, 13), quando mai verrà meno alla regola dell'Amore, che non può vincere, e non vuole vincere, altrimenti che come tale? Maria è la Madre del Creatore perché non teme di sentirsi un nulla, non ha niente da rivendicare, non pregiudica alcunché, ma quando è venuto il momento, come un fiore alla rugiada del mattino, lascia imprevedibilmente sbocciare la sua fragranza nell'aria. Il Creatore ha bisogno del nulla come il nulla del Creatore: per questo il loro Amore è invincibile! Mater Creatoris, ora pro nobis !
MISTERI DOLOROSI Meditazioni per l'incontro del 09 ottobre 2013
I - GETSEMANI - (Lettura Vangelo) "Non mi lasciare solo" "Volete andarvene anche voi?" Lo lasciamo solo ogni volta che abbandoniamo vie d'Amore. Lui E' Amore. Lui non ci lascia soli mai. La preghiera che si rivolge al Padre è il punto più alto della preghiera del cuore: implora il Padre ma si rimette comunque completamente alla Sua Volontà, anche se diversa da ciò che ha chiesto. Preghiamo per coloro che hanno presa dell'anima, grandi decisioni da prendere, drammi esistenziali, delusioni, tradimenti, abbandoni.
PER RENATO, LIVIA, LAURA, LUIGI e per quanti ci hanno chiesto di pregare
CANTO E' GIUNTA L'ORA
II - FAGELLAZIONE – (Lettura Vangelo) Penso alle nostre ferite, ai demoni che ci tormentano. Contemplo il sangue ma specialmente le lacrime di Gesù. Mi ha sempre dato un senso di vertigine contemplare e adorare le lacrime di Gesù, lacrime di Dio...è una contemplazione forte e profonda ripetere di volte "lacrime di Gesù". di un amore troppo immenso...Preghiamo per tutti i malati nel corpo e per coloro che li assistono.
CANTO MISERICORDIAS
III - CORONAZIONE DI SPINE – (Lettura Vangelo) Mi spaventa l'abisso enorme del maschio che si spalanca davanti a Gesù....l'Agnello nelle mani scatenate di satana stesso...mi insegna il valore del silenzio...l 'umiltà del creatore della Vita che si annulla davanti a tutto il maschio del mondo...anche noi umiliamo e offendiamo Gesù-Amore ogni volta che scegliamo di non amare. Se Lui é Amore ogni volta che viviamo l'Amore Egli prende dimora in noi. Per iniziare la nostra lotta contro la superbia e l'orgoglio basterebbe contemplare questa immagine. Con il cuore.Preghiamo per tutti i malati della mente, i depressi, i maniaci, gli schizofrenici, i disturbi alimentari, le dipendenze, le demenze senili, Alzheimer.
CANTO ADORAMUS TE, DOMINE
IV - SALITA AL CALVARIO- (Lettura Vangelo) Penso che a noi il Signore non da mai una Croce più pesante di quella che possiamo sopportare; per Gesù non è stato così, è una delicatezza che riserva solo a noi: per Lui già in fin di vita ci è voluto un Cireneo. Ma anche noi abbiamo in Lui il nostro Cireneo. "Chi vuol venire con me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua"....non c'è altra strada per il seguace di Gesù, Lui è la Porta, la Via, ma Lui e la Croce sono la stessa cosa, Lui è il Crocifisso. E' vero, è il Risorto, ma senza Croce non sarebbe risorto...Preghiamo per tutti noi che andiamo ogni giorno in salita sulla nostra Missione, per il nostro sudore, per i nostri affanni. Provo pena e compassione per tutti noi. Come siamo tutti ugualmente doloranti, affaticati e oppressi e come non sappiamo guardarci così l'un l' altro...ma l'altro è lo specchio di noi stessi...che senso ha l'opporci tra di noi? La solidarietà è solo un atto di realismo. Ho pietà dell'altro che soffrono come di me e delle mie sofferenze e fatiche. Preghiamo per le Croci della persona che ho accanto in questo momento. Chiedi alla persona a te la sua vicino di preghiera.
CANTO ECCOMI
V - CROCIFISSIONE E MORTE DI GESU'- (Lettura Vangelo) Vedo il Crocifisso come un immenso "buco nero" che ha potuto attirare in sè, distruggendolo (redimendolo) ogni male, ogni peccato, ogni sofferenza dall'inizio del mondo alla fine dei tempi. Non potrà esistere mai alcun peccato o male che non sia stato da Lui redento. Non c'è alcuno stato che noi non posiamo vivere in Gesù e con Gesù. Alla fine ci dona anche la Sua Madre, il Suo bene più grande. E ci dà l'ordine di essere suoi Figli. Il cristiano maturo cessa di essere figlio al mondo e diventa padre-madre di ogni suo prossimo. Se ne fa carico. Solo con la Madre possiamo, dobbiamo essere figli: da Lei prendiamo le consolazioni e le coccole che ci ritemprano di dolcezza e ci danno la forza di essere sempre materni. Preghiamo per chi muore oggi e per chi sta vivendo lutti gravi. DEDICHE SPONTANEE
CANTO SALVE REGINA (LATINO)
Padre, Ave, Gloria per le intenzioni del Santo Padre: Il Rosario meditato e pregato in comunità ci dona l'indulgenza parziale, alle solite condizioni: Comunione, Confessione, preghiere secondo le intenzioni del Pontefice, abbandono del peccato.
AMAMI COME SEI - Parole di Gesù all'Anima (di Mons. Lebrun )
"Conosco la tua miseria, le lotte e le tribolazioni della tua anima, le deficienze e le infermità del tuo corpo; so la tua viltà, i tuoi peccati, e ti dico lo stesso: Dammi il tuo cuore, amami come sei... Se aspetti di essere un angelo per abbandonarti all'amore, non amerai mai. Anche se sei vile nella pratica del dovere e della virtù, se rica spesso in quelle colpe che di non ricommettere più, non ti permetto di non amarmi. Amami vieni sei. In ogni istante e in qualunque situazione tu sia, nel fervore o nell'aridità, nella fedeltà o nella infedeltà, amami... come sei... Voglio l'amore del tuo povero cuore; se aspetti di essere perfetto, Non potrei forse fare di ogni granello di sabbia un serafino radioso di purezza, di nobiltà e di amore? Non sono io l' Onnipotente? E se mi piace lasciare nel nulla quegli esseri viventi e preferire il povero amore del tuo cuore, non sono io padrone del mio amore? Figlio mio, lascia che io Ti ami, voglio il tuo cuore. Certo voglio col tempo trasformarti, ma per ora ti amo come sei... e desidero che tu faccia lo stesso; io voglio vedere dai bassifondi della miseria salire l'amore. Amo in te anche la tua debolezza, amo l'amore di poveri e dei miserabili; voglio che dai cenci salga continuamente un gran grido: "Gesù ti amo". Voglio solo il canto del tuo cuore, non ho bisogno ne' della tua scienza, ne' del tuo talento. Una cosa sola m'importa, di vederti lavorare con amore. Non sono le tue virtù che desideroso; se te ne dessi, sei così debole che alimenterebbero il tuo amor proprio; non ti preoccupare di questo. Avrei potuto destinarti a grandi cose; no, sarai il servo inutile; ti prenderò persino il poco che hai... perché ti ho creato soltanto per l'amore.
Oggi sto alla porta del tuo cuore come un mendicante, io il Re dei Re! Busso e aspetto; affrettati ad aprirmi. Non allargare la tua miseria; se tu conoscessi perfettamente la tua indigenza, moriresti di dolore. Ciò che mi ferirebbe il cuore sarebbe di vederti dubitare di me e mancare di fiducia. Voglio che tu pensi a me ogni ora del giorno e della notte; voglio che tu faccia anche l'azione più insignificante solo per amore. Conto su di te per darmi gioia... Non ti preoccupare di non possedere virtù; ti darò le mie. Quando dovrai soffrire ti darò la forza. Mi hai dato l'amore, ti darò di saper amare al di là di quanto puoi sognare... Ma ricordati... amami come sei... Ti ho dato mia Madre; fa passare, fa passare tutto dal suo Cuore così puro.
Qualunque cosa accada, non aspettare di essere santo per abbandonarti all'amore, non mi ameresti mai... Va..."
Oggi sto alla porta del tuo cuore come un mendicante, io il Re dei Re! Busso e aspetto; affrettati ad aprirmi. Non allargare la tua miseria; se tu conoscessi perfettamente la tua indigenza, moriresti di dolore. Ciò che mi ferirebbe il cuore sarebbe di vederti dubitare di me e mancare di fiducia. Voglio che tu pensi a me ogni ora del giorno e della notte; voglio che tu faccia anche l'azione più insignificante solo per amore. Conto su di te per darmi gioia... Non ti preoccupare di non possedere virtù; ti darò le mie. Quando dovrai soffrire ti darò la forza. Mi hai dato l'amore, ti darò di saper amare al di là di quanto puoi sognare... Ma ricordati... amami come sei... Ti ho dato mia Madre; fa passare, fa passare tutto dal suo Cuore così puro.
Qualunque cosa accada, non aspettare di essere santo per abbandonarti all'amore, non mi ameresti mai... Va..."
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