Marta e Maria

17 / 07 / 2016

Marta e Maria

Cari Amici di Marta e Maria oggi è la festa di tutti noi!!!
 
Il Signore ci conceda di portare questa testimonianza al mondo: una carità amorevole innestata nell'intimità con Dio e una quotidiana immersione nel silenzio adorante della Trinità dimorante in noi, nell'Ascolto che genera la preghiera di intercessione e l'azione in nome di Cristo, per Cristo, in Cristo, con Cristo. Che sia solo la Sua Volontà a pregare, accogliere, amare in noi.
Ma non è una impresa umanamente possibile, dobbiamo gridare ogni giorno allo Spirito Santo perché questo desiderio, che Dio vuole, possa compiersi in noi!
Un abbraccio grande a tutti voi! Buona domenica!!
 
Vi proponiamo questa riflessione di Carlo, per entrare insieme a Betania…
 
 
   Marta, Maria e Lazzaro 
 
 
Attraverso Marta e Maria, Gesù Si fa incontrare. Intendiamoci: Egli è venuto sulla Terra per farsi incontrare, diventando – come dice molto bene sant’Ireneo – non soltanto il Visibile dell’Invisibile, ma anche, e nello stesso tempo, l’Audibile dell’Inaudibile, il Tangibile dell’Intangibile, il Gustabile dell’Ingustabile, l’Odorabile dell’Inodorabile, in una parola, l’Umanità, l’essere divenuto umano, di Dio.  
 
Ma a Villa Betania, per definizione e in maniera perfetta, Egli Si lascia incontrare. Si lascia incontrare da due sorelle, di cui l’una sembra ascoltarLo, ma non guardarLo, mentre l’altra si lamenta di guardarLo, senza poterLo ascoltare. Lazzaro, il fratello malato, sembra non poterLo né guardare né ascoltare. Gesù Si reca da loro quando vuole riposarSi: quella casa Gli offre quello che tutta la Terra non è in grado di offrirGli, e cioè, un luogo di riposo. Almeno nella narrazione di Maria Valtorta, Gesù Si riposa soltanto da loro. Nel riposarSi presso di loro, Egli Si lascia guardare e ascoltare, anticipando la sorte dei Beati in Cielo, i quali appunto, per l’Eternità, guarderanno e ascolteranno Dio.
 
Gesù Si reca a casa di Marta, non di Maria: Maria è soltanto la sorella di Marta. Chi realmente Lo ospita, chi Lo ha invitato, chi Lo serve – è Marta. Marta è la donna d’azione che ha adempiuto al comandamento escatologico: ha accòlto, vestito, rifocillato Gesù. Maria è il frutto di Marta: è ciò che Marta ha reso possibile: la visione beata di Dio in Cielo. Le due sorelle sembrano rappresentare ben più e prima che la vita attiva e la vita contemplativa, proprio la vita terrena e la vita eterna: per questo Gesù dice a Maria che ha scelto “la parte buona” (nel senso in cui altrove chiama “cattiva” la vita terrena; cfr. per esempio “basta ad ogni giorno la sua cattiveria” (Matteo, 6,34)).
 
Ma le due sorelle, che insieme rappresentano il destino terreno e il destino eterno di chiunque voglia essere discepolo di Gesù, ascoltandoLo e guardandoLo, contemplandoLo e servendoLo – le due sorelle hanno un fratello, che si chiama Lazzaro. Durante il primo episodio Lazzaro non viene nominato; o perché troppo malato o perché assente per lavoro. Ma in realtà è a casa di lui che Gesù Si è recato, quando è andato a trovare le sue sorelle! Lui è il Suo “amico”! Addirittura, nel secondo episodio, “le sorelle mandarono a dirgli: Signore, vedi, quello che tu ami è malato” (Giovanni, 11, 3)! E Gesù stesso, ricevuto l’annuncio, non lo riferisce forse ai Suoi discepoli così: “Lazzaro, il nostro amico, si è addormentato” (Id. ibid., 11)?  E infine, poco prima del miracolo della sua resurrezione, tutti gli astanti , vedendoLo commosso, commentano: “Vedi come lo amava!” (Id.ibid., 36). Gesù ama di più proprio colui che non Lo può più né guardare né ascoltare, colui che è morto, colui che “già fa odore” (Id., ibid., 39).
 
A Villa Betania, in modo particolare, in modo paradigmatico, Gesù ha scelto di lasciarSi incontrare: a tal punto ciò è vero che Si lascia incontrare anche da chi è morto ormai da 4 giorni! E come avviene questo incontro? Il morto ode la voce di Gesù, obbedisce al Suo richiamo, esce dal sepolcro, Lo guarda: a Betania noi siamo invitati a contemplare non soltanto la vita terrena (Marta), la vita eterna (Maria), ma anche il passaggio dalla vita terrena alla vita eterna (Lazzaro). Tutto questo, perché vi è stato invitato: se dunque anche noi inviteremo Gesù a casa nostra, assisteremo agli stessi miracoli, amen.