24 / 12 / 2014
Natale del Signore
Carissimi, siamo ormai alle porte del Natale! Mi piace porgervi i miei auguri quest'anno con le parole di Gugliemo di Saint-Thierry, nel commento al I capitolo del Cantico dei Cantici, a proposito di quando la fidanzata-sposa sia stata baciata:
"Cristo Sposo ha offerto alla Chiesa, sua sposa, come un bacio celeste quando il Verbo fatto carne le si è avvicinato tanto da congiungersi. Si è congiunto così intimamente da formare coon lei una cosa sola. Dio è diventato uomo e l'uomo Dio."
Da quel momento, continuamente lo Sposo è pronto a baciare la sposa, ogni volta che lei voglia accoglierlo...Vi invia i suoi auguri anche Carlo, con questa bella meditazione-preghiera sul Santo Natale. Ci vediamo il 14 Gennaio! Da domani non sarà pubblicato sul sito il pensiero quotidiano "per pregare". Saremo fuori città e ci risentiremo con il prossimo anno!Carissimi auguri a tutti, nell'Amore del Signore della Vita! Ci benedica tutti!
NATALE DEL SIGNORE
Da duemila anni si celebra questo giorno, e si continuerà a celebrarlo fino alla fine del mondo. Ma non lo si celebrerà forse eternamente, nella Liturgia del Cielo? Forse che l’Eternità è stata la stessa dopo che il Figlio vi ha riversato il Tempo? E noi, possiamo essere gli stessi, dopo che Lui ha riversato l’Eternità nella nostra vita? In questo abisso senza fondo vogliamo, per un po’, immergerci con voi.
Tutto comincia con Maria, e niente, senza Maria, può cominciare. Se è vero infatti che “tutto è stato fatto per mezzo di lui, e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste” (Giovanni, 1, 3), è vero anche che “tutto è cominciato per mezzo di Maria, e senza Maria niente avrebbe potuto cominciare di tutto ciò che è stato cominciato”. Per quanto ci riguarda in questa sede, la Parola non avrebbe potuto risuonare che nel Silenzio. Maria è il Silenzio da cui soltanto può scaturire la Parola; per questo abbiamo detto che niente può cominciare se non da Maria, con Maria, in Maria. Il Pieno dal Vuoto, la Luce dalle Tenebre, la Parola dal Silenzio: Dio non può prendere coscienza di Sé se non a partire da ciò che non Lo è, che è non-Dio e … che è Maria! Attraverso Maria tutto ciò che non è Dio può diventarLo, e solo attraverso il suo sì ciò può accadere.
Secondo i mistici, quello che è accaduto una volta a Maria deve accadere nuovamente in me: in me deve essere generato, come Uomo, il Verbo eterno di Dio. Ma in me – osserva Meister Eckhart – non in quanto io sono quello che sono, ma in quanto “libera, indivisa natura umana”: quella stessa, appunto, nella quale il Figlio di Dio Si è incarnato (Predica 42). Nell’Incarnazione, infatti, Egli ha assunto la Natura umana, non la natura individuale di Tizio o di Caio (cfr. Summa theologiae , III, qu.4, a.4: “Il Figlio di Dio non è l’uomo che ha assunto, ma è l’uomo la cui natura ha assunto”). Allo stesso modo io, se voglio rendere efficace, cristiano, il Natale, devo sentirmi altrettanto pervaso dalla Sua Presenza, quanto lo fu Maria quando La sentì dentro di sé. “Se ciò non fosse, sarebbe come scendere, fin dal primo momento, in casa estranea, invece Io dovevo scendere in casa Mia, dovevo trovare dove doveva scendere la Mia Luce, il Mio Cielo, le Mie gioie senza numero” (Dagli Scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta, vol. 23). “Che ti giova, se Cristo una volta è venuto nella carne, se non è venuto anche nella tua anima? Preghiamo perché il suo avvento si verifichi in noi ogni giorno…”( Origene, Homiliae in Lucam, c. 22).
In che modo dunque, possiamo essere fecondi della fecondità di Maria, se non ci disponiamo a ricevere, come lei, “la potenza dell’Altissimo” (Luca, 1, 35)? Proprio perché “non conosceva uomo”, ella è rimasta incinta (cfr. Id., ibid., 34). Così anche noi possiamo restare “incinti” dello Spirito Santo solo se “non conosciamo uomo”, se abitiamo la natura umana libera e indivisa (v. sopra).
In Maria la natura umana era stata soprannaturalmente esentata dal peccato; incarnandoSi in lei, il Figlio di Dio ha assunto dunque la natura umana incorrotta, innocente, originaria (tanto che Egli è presto sfuggito alla morte, mentre Sua madre non l’ha neanche conosciuta). E’ questa totale, e per noi rigenerante, immersione del Figlio di Dio nella natura umana , che noi celebriamo con il Battesimo, e che fa di ciascuno di noi, non soltanto un uomo o una donna nuovi, ma tutti insieme addirittura “la stirpe eletta, il sacerdozio regale, la nazione santa, il popolo che Dio si è acquistato perché proclami le opere meravigliose di lui che vi ha chiamati dalle tenebre alla sua ammirabile luce” (1 Pietro, 2,9). Che promessa, e che responsabilità! E’ tutta la natura umana, e non io o te, che viene chiamata a questo destino: così il racconto del Natale è tutto animato dalla presenza di gruppi, più grandi sullo sfondo, più piccoli in primo piano: gli angeli e i pastori da una parte, i Magi e la Santa Famiglia dall’altra!
Il Natale ci chiama a questo spogliamento di noi stessi, che siamo invitati a indossare la natura umana con la stessa semplicità e innocenza con cui l’ha “indossata” il nostro Salvatore, dopo esserSi spogliato della Sua Divinità. Noi abbiamo un compito molto più facile: noi dobbiamo spogliarci soltanto di noi stessi! A che cosa rinunciamo, in fondo, se non ad un ammasso di rovine?
O Maria, beata Madre del Signore,
tu che dal nulla di te stessa
hai generato il Tutto di Dio,
insegnaci ad essere come te,
invasa dall’Ombra dell’Altissimo,
sostenuta dagli angeli,
abitata dalla Parola,
perché sempre meno rassomigliamo
a noi stessi, e sempre più al Tuo
Figlio, che in noi anche oggi
vuole nascere, Amen!