"Non temere, soltanto abbi fede"

29 / 06 / 2015

"Non temere, soltanto abbi fede"

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Carissimi, non ci sentiamo da un po’, ormai siamo in estate e il caldo inizia a farsi sentire. Come diversi di voi già sanno, abbiamo iniziato le operazioni di trasloco e piccoli lavori che ci porteranno, verso la fine di agosto, a trasferirci definitivamente nella casa paterna vicino alla Basilica Lateranense, dove avete potuto incontrare il Santuario Domestico “Cor Unum in Matre”, che riunisce Famiglia e Sacerdote, con i rispettivi sacramenti sponsali con Dio, in un unico cuore sotto il manto della Madre. Prevediamo, dalla fine di settembre, di iniziare una programmazione delle attività di Marta e Maria su un doppio binario, alcuni incontri a S. Anastasia (ma saranno di giovedì, due al mese, dopo la Messa delle 18) e alcuni a casa, gli altri due giovedì e probabilmente tutti i mercoledì (per la Lectio Divina sul Vangelo della Domenica seguente). Si abbineranno a questi incontri, nelle stesse giornate, approfondimenti di vario genere, molto originali e preziosi, ma non voglio anticiparvi troppe cose, troverete man mano tutte le date sui calendari mensili del sito. La presenza del Santuario ci farà essere ancora di più piccola chiesa domestica, la presenza di Maria sarà il cuore pulsante e il centro di tutto. Da venerdì 11 settembre riprenderanno a S. Anastasia gli incontri mensili di preparazione all’Alleanza d’Amore con Maria; daremo un aiuto a suor Vera Lucia per il percorso formativo e a Gennaio nuovi amici potranno celebrare l’Alleanza. Chi non si è potuto ancora inserire in questo gruppo è ancora in tempo, si faccia avanti! Maria ci dona tutta la sua forza! E allearsi con Lei è bellissimo!

Regaliamoci per questa doppia festa, un po’ di tempo per la Parola, proviamo ad entrare insieme in questo salmo. Dopo il mio preferito, il 33 (34)  che ho scelto di pregare ogni mattina, e che la liturgia ci proporrà domani, il salmo 80 viene subito secondo nel mio cuore!!

Lo dedico in modo particolare ai tanti amici in difficoltà (di ogni tipo) che abbiamo incontrato quest’anno, e lo dedico anche al mio recente momento di difficoltà.
Quando sembra che Dio non ascolti la nostra preghiera, e il cuore sprofonda nel dolore o nella disperazione, sto imboccando la strada senza uscita della mia volontà. Il più delle volte preghiamo per chiedere cose giuste, buone, sante, ma che partono dal nostro volere, dal nostro sentire, dal nostro bisogno di programmare e di capire. Ma rispetto a Dio iniziamo a porci su due piani frontali: io qui e Dio di fronte. C’è una divisione. Io e te. Non mi preoccupo troppo di sapere cosa Dio desidera, ma so bene cosa desidero io. E, come figlio, mi sento in diritto di chiedere. Non sbaglio a sentire questo diritto, Lui stesso lo ha dato a noi, sbaglio nel modo di chiedere. Sono come il fratello del figliol prodigo, sono frontale rispetto al Padre della parabola, non faccio Famiglia con Lui. Ho un rapporto ancora commerciale, non vivo la comunione trinitaria. Mi metto al di là del Dio trino, come un quarto elemento. Non riesco a vivere la coniugalità con Loro. Scelgo di vivere da solo e di mettermi di fronte a Dio. Ma se cerco un po’ di Grazia di cui ho certamente bisogno, per esempio con una buona Confessione (la mia è avvenuta dopo aver pregato sotto un quadro enorme di Francesco che riceve le Stimmate, l’ho riconosciuto solo dopo! con un francescano di san Giovanni che ha parlato di prendere la Croce e di essere certi che Dio dona la grazia di stare in piedi), trovo la forza di pregare il Signore perché semplicemente mi aiuti a stare meglio. Senza dare soluzioni. Senza domandare di essere sollevati dal male o dalla tristezza, ma di imparare a gestirla senza paralizzare la vita e senza danneggiare la salute. La Bibbia è piena di uomini che hanno gridato a Dio. Così per una notte intera il mio gridare è stato ripetere per centinaia di volte il Gloria al Padre, per riconoscere a Lui ogni Signoria sulla mia vita, in ogni caso. Il giorno dopo, per intercessione della Madre, pregando il Rosario davanti alla Madonna Pellegrina, ho sentito forte la presenza del Padre che mi invitava ad entrare in Lui per farmi portare. Sentivo che fino ad allora ero come un corpo che ha le gambe che volevano camminare, le braccia che volevano stare ferme, gli occhi che volevano guardare e le orecchie che volevano dormire…il Corpo Mistico che passava anche in me era una babele di volontà. Il Signore allora mi invitava a tornare più che bambino: un feto di pochi mesi, che non sa dove va ma le gambe della madre lo portano ovunque. Così il Padre mi chiedeva di entrare in Lui, Padre-Madre, e di riposarmi mentre Lui dirigeva ogni cosa. Tutto quello che mi riguardava avveniva in Lui. Nulla era al di fuori. Mi diceva che era un Dio geloso, che voleva la mia fiducia totale.  Mi sentivo avvolta da Lui, piena di Pace, mentre capivo che Lui faceva ogni cosa al meglio per me, come la madre gravida compie solo azioni che tutelano il bimbo che ha in grembo. Quale sensazione più bella e riposante di questa?  Nel Vangelo del giorno seguente Gesù diceva “Non temere, soltanto abbi fede”…da quella sera è tornata la Gioia nel mio spirito, la presenza viva di Dio. Il mio pensiero è stato spesso con Lui. Non più su due fronti, ma come unica Famiglia, Padre e figlio, nello stesso cuore, verso la stessa direzione (che non conosco ma che è la Sua - cfr. Figliol Prodigo: figlio tu sei sempre con me, tutto quello che è mio è tuo…). La famiglia terrena è questo: essere insieme in unità, lo è la famiglia umana, lo è la Trinità, ma deve esserlo anche la Famiglia che unisce Trinità e uomo, in piena comunione, entrando finalmente nel cuore di Dio per assumerne ogni contenuto.
 
Un’ultima nota buffa…negli ultimi 10 giorni ho perso incredibilmente tre cose in casa: una cartellina dove tenevo le immagini della Sindone, degli appunti su tutte le cose da fare in questo periodo e una busta con forbicioni e scotch grande per montare le scatole. Forse questo rappresentava la mia confusione interiore? Ieri, per caso, in un solo pomeriggio, ho ritrovato tutte e tre le cose perdute….restando senza parole…forse Dio ha fatto ordine???!
 

Salmo 80
 
Esultate in Dio, nostra forza, acclamate al Dio di Giacobbe.  Intonate il canto e suonate il timpano, la cetra melodiosa con l'arpa. Suonate la tromba nel plenilunio, nostro giorno di festa. Questa è una legge per Israele, un decreto del Dio di Giacobbe.  Lo ha dato come testimonianza a Giuseppe, quando usciva dal paese d'Egitto. Un linguaggio mai inteso io sento:
«Ho liberato dal peso la sua spalla, le sue mani hanno deposto la cesta. Hai gridato a me nell'angoscia e io ti ho liberato, avvolto nella nube ti ho dato risposta, ti ho messo alla prova alle acque di Meriba. Ascolta, popolo mio, ti voglio ammonire; Israele, se tu mi ascoltassi! Non ci sia in mezzo a te un altro dio e non prostrarti a un dio straniero. Sono io il Signore tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d'Egitto;
apri la tua bocca, la voglio riempire.  Ma il mio popolo non ha ascoltato la mia voce, Israele non mi ha obbedito. L'ho abbandonato alla durezza del suo cuore, che seguisse il proprio consiglio. Se il mio popolo mi ascoltasse, se Israele camminasse per le mie vie! Subito piegherei i suoi nemici e contro i suoi avversari porterei la mia mano. I nemici del Signore gli sarebbero sottomessi e la loro sorte sarebbe segnata per sempre;  li nutrirei con fiore di frumento, li sazierei con miele di roccia».
 
 

La storia che vi ho testimoniato è raccontata in questo Salmo dalla stessa Parola di Dio:
 
Esultate in Dio, nostra forza, acclamate al Dio di Giacobbe.  Intonate il canto…
 

Nelle difficoltà iniziamo a lodare Dio con forza e allo stesso tempo chiediamo aiuto per restare fedeli a Lui
 
«Ho liberato dal peso la sua spalla, le sue mani hanno deposto la cesta. Hai gridato a me nell'angoscia e io ti ho liberato, avvolto nella nube ti ho dato risposta, ti ho messo alla prova alle acque di Meriba.
 

Se inizi a gridare Dio ti libera, lasci i tuoi pesi, ogni cesta,  consegni tutto a Dio (Colui che prende su di sé il male del mondo). A volte ci prova, per rafforzare la fede, ma Lui è lì accanto.

Ascolta, popolo mio, ti voglio ammonire; Israele, se tu mi ascoltassi! Non ci sia in mezzo a te un altro dio e non prostrarti a un dio straniero. Sono io il Signore tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d'Egitto;
 

Il Signore quasi ci prega…ma è inascoltato! Soffre di gelosia per il nostro correre lontano da Lui. Ma è Lui che ci ha liberato, che ci ha donato ogni bene! Ogni bene ricevuto ha origine da Lui!

apri la tua bocca, la voglio riempire. 
 

Il Signore in questo anno non ha fatto altro che riempire la mia bocca, di ogni cibo spirituale e umano! Senza alcuno sforzo e senza alcun merito mi ha colmato dei Doni più belli! Ho passato un anno nella lode e nel ringraziamento! Allora, invece di cercare qualcosa che non ho ancora, forse è il tempo propizio per restituire!! Con gioia e riconoscenza! E così per ognuno di noi, quanto abbiamo ricevuto quest’anno! Lode a Dio!

Se il mio popolo mi ascoltasse, se Israele camminasse per le mie vie! Subito piegherei i suoi nemici e contro i suoi avversari porterei la mia mano
 

Se solo avessimo più fede e camminassimo nelle sue vie da dentro il suo cuore…subito Lui vincerebbe ogni male in noi, e lotterebbe per noi contro ogni avversario, specie l’Avversario di ogni uomo.

li nutrirei con fiore di frumento, li sazierei con miele di roccia».
 

In questa Comunione saremo pieni di ogni dolcezza, potremo sperimentare il lutto trasformato in gioia (Geremia 31,13), saremo nell’ azione dei contemplativi di Dio, entrando in un lento, graduale distacco da tutto ciò che in noi non conduce a Dio.
 
Buonissima festa dei Santi Pietro e Paolo, buona estate a tutti! Scriveteci!

 



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