Quando l'anima si attorciglia intorno allo spirito

27 / 09 / 2014

Quando l'anima si attorciglia intorno allo spirito

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Cari Amici come state? Sentite anche voi la fatica della ripresa improvvisa e contemporanea di tutte le attività ordinarie? Sappiamo che per alcuni è stato un inizio particolarmente difficile, per motivi di salute, vi siamo vicini e speriamo di rivedervi presto. Per quanto riguarda i nostri incontri a S. Anastasia, vi comunico che abbiamo definitivamente stabilito l’orario di inizio alle 18. La preghiera del cuore comincerà verso le 19, e al termine parteciperemo insieme alla Messa della Santa Famiglia alle 20.30 a cui seguirà la cena. Tra le novità di quest’anno ci sarà una visione trinitaria della preghiera del cuore ed un momento dedicato al Santuario di Schoenstatt e al suo “capitale di Grazia”.  Non seguiremo rigidamente il primo e terzo mercoledì del mese, ma dovrete seguire il calendario che trovate nella pagina Eventi del sito o cliccando sulle stelline rosse del mese in corso. In fondo a questa newsletter troverete vari  appuntamenti per la prima metà di ottobre, per la preghiera e per onorare adeguatamente San Francesco, in occasione della sua festa. Domani ci vedremo con qualcuno di voi durante il pellegrinaggio a Bolsena e Orvieto per il Giubileo Eucaristico.
Ma ora riprendiamo, se volete, le nostre riflessioni condivise.
 
 
QUANDO L’ANIMA SI ATTORCIGLIA INTORNO ALLO SPIRITO
 
 
Parto da qualche versetto della Parola di questa Domenica, che vedo provvidenziale per il tema che volevo trattare, e ne aggiungo altri.
 
Non fate nulla per rivalità o vanagloria, ma ciascuno di voi, con tutta umiltà, consideri gli altri superiori a se stesso. Ciascuno non cerchi l’interesse proprio, ma anche quello degli altri. Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù. (Lett. Filippesi)
 
In questo primo brano, siamo richiamati alla purezza dei nostri sentimenti. Se provo ad analizzare le mie azioni, e se risalgo per ognuna al sentimento che ne è all’origine, posso vedere che spesso le mie intenzioni non sono pure, univoche, trasparenti. Una percentuale, di volta in volta variabile, rende impure le mie azioni. Cose buone sono prodotte da finalità ibride, dove le buone intenzioni si mischiano facilmente alla vanagloria dello spirito, e/o derivano da sfondi di insicurezza dell’anima o dalla paura.  Ci viene indicata una strada possibile: l’Umiltà (considerare gli altri superiori a se stessi). E nell’invito a cercare l’interesse degli altri il modello proposto è naturalmente Gesù: abbiate gli stessi sentimenti di Cristo. Certo…ma…come si fa??
 
In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: “Figlio, oggi va’ a lavorare nella vigna”. Ed egli rispose: “Non ne ho voglia”. Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: “Sì, signore”. Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo». (Matteo)
 
In questo brano sembra aprirsi uno spiraglio: viene data importanza alla parte finale del nostro agire. Veniamo giudicati sulle nostre azioni, non sui sentimenti magari di pigrizia o di scarsa generosità che le hanno precedute. Ma in realtà non è sufficiente l’azione compiuta, perché evidentemente nel brano evangelico il secondo figlio, dopo un momento di negligenza, riesce ad aprire il cuore e compie l’azione con il cuore giusto. Quindi purtroppo non si risolve ancora il nostro problema. Non basta che mi decida a fare qualcosa per Dio, per il fratello; come sta il mio cuore? Come posso credere che resti nascosto a Dio ciò che è nel mio profondo? Quello che segue è sufficiente per alimentare le nostre preoccupazioni…  
 
1Re
Tu ascoltalo dal cielo, luogo della tua dimora, perdona, intervieni e rendi a ognuno secondo la sua condotta, tu che conosci il suo cuore - tu solo conosci il cuore di tutti i figli degli uomini
 
Matteo 15
Invece ciò che esce dalla bocca proviene dal cuore. Questo rende immondo l'uomo. Dal cuore, infatti, provengono i propositi malvagi, gli omicidi, gli adultèri, le prostituzioni, i furti, le false testimonianze, le bestemmie.  
 
Marco 7, 21
Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono le intenzioni cattive: fornicazioni, furti, omicidi,  
 
Luca 6, 45
L'uomo buono trae fuori il bene dal buon tesoro del suo cuore; l'uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male, perché la bocca parla dalla pienezza del cuore.
 
Matteo 7, 16-20
Dai loro frutti li riconoscerete. Si raccoglie forse uva dalle spine, o fichi dai rovi? Così ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi; un albero buono non può produrre frutti cattivi, né un albero cattivo produrre frutti buoni. Ogni albero che non produce frutti buoni viene tagliato e gettato nel fuoco. Dai loro frutti dunque li potrete riconoscere.
 
Ebrei 3, 12
Guardate perciò, fratelli, che non si trovi in nessuno di voi un cuore perverso e senza fede che si allontani dal Dio vivente.
 
Di fronte a tutte queste Parole che mi gettano nello sconforto, si apre un barlume di luce…forse siamo tutti nell’impurità..:
 
Proverbi 20, 9
Chi può dire: «Ho purificato il cuore, sono mondo dal mio peccato?».
 
Ed ecco in due passi della Bibbia l’unica soluzione possibile per allontanare la condanna eterna ed evitare la disperazione nel presente: una Nuova Creazione
 
Ezechiele 11, 19
Darò loro un cuore nuovo e uno spirito nuovo metterò dentro di loro; toglierò dal loro petto il cuore di pietra e darò loro un cuore di carne.
 
2 Corinzi 9, 10
Colui che somministra il seme al seminatore e il pane per il nutrimento, somministrerà e moltiplicherà anche la vostra semente e farà crescere i frutti della vostra giustizia.
 
Mai come in questi mesi ho sentito il groviglio di grano e zizzania che mi porto nel cuore. Ma ho riscontrato come le mie lotte non riescono a modificare in nulla la situazione. Anzi, se arriva un miglioramento, subito viene annullato dal compiacimento per il risultato…penso che proprio per questo non arrivi alcun passo in avanti.. a Medjugorje a luglio, dove stranamente più volte abbiamo ascoltato la parabola della zizzania, ho compreso che fino alla morte questa vivrà insieme al poco grano che porto.  Ma nella lotta non sono sola, la presenza di Dio mi è vicina. Spesso verifico come tante deformità dello spirito sono indissolubilmente legate a ferite e/o difese dell’anima. Fanno talmente parte di me che solo dimenticando tutto il mio vissuto potrei essere diversa, come piace a Dio. Diciamo sempre che siamo formati di tre parti, corpo anima e spirito. Anche nel male le tre parti vanno insieme, più di quanto possiamo credere. Il corpo sta male se il resto non è nella pace, lo spirito non riesce a rompere le catene che lo legano alla storia dell’anima e non può volare dove la volontà vorrebbe. L’anima, forse principale causa dei nostri mali, non è in grado di risanarsi, almeno non da sola….solo Uno può risolvere questi grovigli. Dandoci un cuore nuovo, il Suo, con i suoi sentimenti. Come? Quando? E’ nella sua insondabile Sapienza, solo Lui conosce i tempi. A noi cosa resta da fare? Forse smettere di analizzare i moti interiori, le intenzioni, i risultati. Smettere di essere prede del perfezionismo che dall’anima passa nello spirito e crea guai. Cessare di spaccare il capello in quattro nell’autoanalisi, smettere di farsi troppe domande. Agire e basta.
 
Disinteressarsi di se stessi!
 
Lasciare a Dio il compito di giudicarci. Come la Parola ci invita a non giudicare, perché uno solo è il Giudice, perché solo Lui legge nei cuori, così vale per noi stessi: nessun giudizio perché non sappiamo su di noi cosa c’è veramente nel cuore. La nostra vista su di noi è annebbiata da mille condizionamenti, e saremmo certamente, a seconda delle giornate, troppo indulgenti o estremamente severi nel leggerci dentro. Nessuno può giudicarsi con occhio veramente imparziale. Non ci resta allora che affidare tutto il nostro piccolo vaso di creta, col poco grano che contiene, nelle mani del Signore, guardando comunque a noi stessi con amore e pazienza, perché questo è lo sguardo di Dio su di noi, sulla nostra povertà. Proviamo ad andare avanti cercando di potenziare quello su cui siamo un po’ più capaci, ricordando, con S. Pietro che la carità copre una moltitudine di peccati. Lavoriamo su questo e alziamo lo sguardo dalla terra al cielo, per seguire una cometa che indichi un cammino possibile. Memore di questo la Chiesa, nella Liturgia Eucaristica, poco prima della Comunione, prega così:
 
Non guardare ai nostri peccati ma alla fede della tua Chiesa
 
Sia questo il nostro pensiero per questa settimana, conserviamo la Fede e un amore sincero per il Signore e, come Paolo, con la grazia di Dio potremo sperare di dire un giorno:
 
Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la fede.
 
 
 
APPUNTAMENTI per la prima metà di Ottobre
 
Giovedì 2, ore 21, Rosario nelle piazze di Roma con la Comunità di S. Anastasia, davanti alla Chiesa di Santa Maria Assunta al Tufello, Via Monte Massico 14.
 
Venerdì 3, Transito di S. Francesco, Chiesa di S. Francesca Romana all’Ardeatino, ore 20.30
 
Sabato 4, Festa di S. Francesco, ore 16.30 Messa e Vespri con le Clarisse. Via Ottavio Gasparri 42. Seguirà un momento di condivisione nel parlatorio, in Via Vitellia 97.
 
Domenica 5, Ririto della Comunità di S. Anastasia. “La Chiesa vive dell’Eucarestia”. Ore 9.30/14.30 Istituto S. Maria a Viale Manzoni 5, con pranzo al sacco. Dalle 15 alle 19 si prosegue a S. Anastasia. Alle 18 S. Messa in onore di Papa Francesco e secondo le sue intenzioni.
 
Mercoledì 8 e 22 preghiera del cuore con “Marta e Maria” a S. Anastasia, ore 18.
 
A presto!
 
 
Newsletter dal sito www.martaemaria.com 

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