29 / 09 / 2013
S. Anastasia
Carissimi, come sapete mercoledì scorso abbiamo ripreso gli incontri di preghiera del cuore a S. Anastasia. E' stato bello ritrovare tante persone care e accogliere nuovi amici.Umanamente dobbiamo dire che avevamo un po' di apprensione per questo nuovo inizio, ma abbiamo trovato sollievo nel pensare che l'Opera è tutta di Dio, naturalmente con il vostro aiuto...il nostro compito si limita ad una preparazione, ad un accompagnamento all'Incontro che farete con il Signore, attraverso lo Spirito Santo; siamo una specie di…”amica della sposa”…aiutiamo la sposa a prepararsi per lo Sposo…
Quest'anno ci sono due novità: la prima è che, impegni permettendo, padre Valentino Menegatti ofm, sarà spesso con noi, regalandoci il suo prezioso contributo.La seconda riguarda lo svolgimento dell'incontro: dopo la preghiera del cuore e la meditazione lauretana di Carlo facciamo una piccola processione mariana e ci rechiamo cantando verso il presbiterio e lì approfondiamo insieme il messaggio di Medjugorje e facciamo una piccola condivisione sulla preghiera del cuore e il nostro cammino spirituale.
Questa mattina, come vi abbiamo anticipato, è iniziata la Preghiera per la Pace promossa dalla Comunità di S. Egidio. Siamo riusciti a partecipare alla S. Messa di apertura celebrata dal card. Vallini nella Basilica di S. Paolo. Vi invitiamo a continuare a pregare per la Pace, in unione con il Papa e la Chiesa.
Chiediamo in questa settimana la speciale protezione degli Angeli, Gabriele ci renda più capaci di ascoltare le Parole che lo Spirito suscita nel nostro cuore, Raffaele ci accompagni e ci ottenga la guarigione del cuore, Michele ci protegga dagli assalti del maligno. Preghiamoli con fiducia, in ogni nostra difficoltà, sono i nostri compagni di strada che la Provvidenza ci ha messo accanto. Non dimentichiamoli.
Vi inviamo un bellissimo brano tratto dal Discorso del 27 settembre del Santo Padre ai Catechisti, leggetelo, è per noi una stupenda conferma e un grande incoraggiamento a proseguire nel nostro impegno per la preghiera del cuore. Inoltre troverete il messaggio del 25 con il consueto commento, la Meditazione Lauretana di Carlo del 25: “Mater boni consilii”, e le belle riflessioni sui Misteri della Gioia che ha preparato Augusto per l’incontro di mercoledì scorso.
Aspettiamo con gioia le vostre mail, commenti, critiche e suggerimenti!
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Buona settimana!
PAPA FRANCESCO – LASCIARSI GUARDARE DA GESU
“Prima di tutto, ripartire da Cristo significa avere familiarità con Lui, avere questa familiarità con Gesù: Gesù lo raccomanda con insistenza ai discepoli nell’Ultima Cena, quando si avvia a vivere il dono più alto di amore, il sacrificio della Croce. Gesù utilizza l’immagine della vite e dei tralci e dice: rimanete nel mio amore, rimanete attaccati a me, come il tralcio è attaccato alla vite. Se siamo uniti a Lui possiamo portare frutto, e questa è la familiarità con Cristo. Rimanere in Gesù! E’ un rimanere attaccati a Lui, dentro di Lui, con Lui, parlando con Lui: rimanere in Gesù. La prima cosa, per un discepolo, è stare con il Maestro, ascoltarlo, imparare da Lui. E questo vale sempre, è un cammino che dura tutta la vita. Ricordo, tante volte in diocesi, nell’altra diocesi che avevo prima, di aver visto alla fine dei corsi nel seminario catechistico, i catechisti che uscivano dicendo: “Ho il titolo di catechista!”. Quello non serve, non hai niente, hai fatto una piccola stradina! Chi ti aiuterà? Questo vale sempre! Non è un titolo, è un atteggiamento: stare con Lui; e dura tutta la vita! E’ uno stare alla presenza del Signore, lasciarsi guardare da Lui. Io vi domando: Come state alla presenza del Signore? Quando vai dal Signore, guardi il Tabernacolo, che cosa fate? Senza parole… Ma io dico, dico, penso, medito, sento… Molto bene! Ma tu ti lasci guardare dal Signore? Lasciarci guardare dal Signore. Lui ci guarda e questa è una maniera di pregare. Ti lasci guardare dal Signore? Ma come si fa? Guardi il Tabernacolo e ti lasci guardare… è semplice! E’ un po’ noioso, mi addormento... Addormentati, addormentati! Lui ti guarderà lo stesso, Lui ti guarderà lo stesso. Ma sei sicuro che Lui ti guarda! E questo è molto più importante del titolo di catechista: è parte dell’essere catechista. Questo scalda il cuore, tiene acceso il fuoco dell’amicizia col Signore, ti fa sentire che Lui veramente ti guarda, ti è vicino e ti vuole bene…………..……
...........nella Chiesa c’è varietà di vocazioni e varietà di forme spirituali; l’importante è trovare il modo adatto per stare con il Signore; e questo si può, è possibile in ogni stato di vita. In questo momento ognuno può domandarsi: come vivo io questo “stare” con Gesù? Questa è una domanda che vi lascio: “Come vivo io questo stare con Gesù, questo rimanere in Gesù?”. Ho dei momenti in cui rimango alla sua presenza, in silenzio, mi lascio guardare da Lui? Lascio che il suo fuoco riscaldi il mio cuore? Se nel nostro cuore non c’è il calore di Dio, del suo amore, della sua tenerezza, come possiamo noi, poveri peccatori, riscaldare il cuore degli altri? Pensate a questo!”
Messaggio del 25 Settembre 2013
"Cari figli! Anche oggi vi invito alla preghiera. Il vostro rapporto con la preghiera sia quotidiano. La preghiera opera miracoli in voi e attraverso di voi perciò figlioli la preghiera sia gioia per voi. Allora il vostro rapporto con la vita sarà più profondo e più aperto e comprenderete che la vita è un dono per ciascuno di voi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata".
COMMENTO
Ancora una volta Maria ci invita alla preghiera. Perché sia “quotidiana” e perché sia “gioia”. In effetti noi non possiamo pregare come Maria desidera da noi se la preghiera non è per noi gioia. Come far diventare dunque la preghiera gioia? Capendo che cos’è la preghiera: un rapporto intimo con Dio. Così come nessun innamorato rinuncerebbe a frequentare quotidianamente la sua donna, così noi, se siamo veramente innamorati di Dio, come possiamo non cercarne la presenza tutti i giorni? Allora sperimenteremo dentro di noi quella certezza che è un atto di fede: “La vita è un dono per ciascuno di noi”!
MATER BONI CONSILII
Nelle parole degli evangelisti, Maria ci ha dato un solo consiglio, ma ottimo: “Fate quello che vi dirà”(Giovanni, 2, 5)! Con ragione, perciò, la si invocherebbe col titolo di Madre dell’ottimo consiglio! Tuttavia, “Leone XIII aveva una speciale devozione per questo titolo, che era quello di un santuario vicino Roma, a Genazzano, dove dal 1467 era venerata un’icona della Vergine” (Pons). Lo stesso pontefice lo fece includere nelle Litanie Lauretane il 22 aprile del 1903, appena tre mesi prima di morire. Così infatti sono cresciute le Litanie Lauretane, anno dopo anno, secolo dopo secolo, monumento vivente, e forse immortale, della fede mariana.Analizziamo dunque, con tutta la calma e l’attenzione necessarie, le scarne parole di Maria, che tradotte letteralmente, suonano: “Qualunque cosa vi dica, fatela”. E quante cose non ci ha detto Gesù? Tante che “se fossero scritte una per una, penso che il mondo stesso non basterebbe a contenere i libri che si dovrebbero scrivere” (Giovanni, 21, 25). Non è infatti Egli, la Parola, e Maria, il Suo Silenzio? Che cosa può dire, il Silenzio, se non di ascoltare la Parola? Ma la Parola sorge tanto più netta e più chiara quanto il Silenzio è più profondo. Nessun Silenzio è più profondo di quello di Maria; per questo da esso è venuto l’invito più forte che si sia mai ascoltato a fare “qualunque cosa” la Parola ci dirà di fare. La Parola parla, perché per questo Dio l’ha inviata. Ma il frastuono del mondo non può udirla; per udire la Parola, e per intendere la sua Parabola, ci vuole il Silenzio. “Chi ha orecchie per udire, oda”. Chi sa fare dentro di sé il Silenzio, mi ascolti. Chi sa farsi come una pecora ubbidiente, mi segua (cfr. Giovanni, 10, 1-18). Ma non basta, anche se è già molto, udire la Parola; bisogna anche metterla in pratica: andare dove il Pastore dice di andare, non andare dove il Pastore dice di non andare. Come infatti Gesù ha ubbidito al Padre, così noi dobbiamo ubbidire a Gesù: questo è il tema fondamentale del Vangelo di Giovanni, l’unico che riporti le parole di Maria e l’episodio stesso delle Nozze di Cana. Infatti Maria non dice neanche: “Qualunque cosa vi dica, ascoltatela”. Dice proprio: “Qualunque cosa vi dica, fatela”.Maria non sa, probabilmente, come Gesù voglia risolvere il problema del banchetto di nozze a cui è venuto a mancare il vino (più o meno come se in una partita di calcio fosse venuto a mancare il pallone …). Sa però che ciò che a lei spettava, lo ha fatto: rendersi conto del problema, segnalarlo al Figlio, spronare i servitori ad agire secondo le sue indicazioni. Così dobbiamo fare anche noi: accorgerci delle necessità degli altri, pregare Dio perché vi ponga rimedio, agire, o invitare ad agire, così come Egli avrà indicato che si facesse. Maria non agisce, a malapena parla; ma senza di lei il miracolo non avrebbe potuto compiersi. Così non spetta alla Chiesa trovare le soluzioni ai problemi del mondo; le spetta però pregare incessantemente per la loro risoluzione, e proporre i rimedi che Dio stesso indica, invitando tutti a metterli in pratica. E in effetti, i rimedi che Dio ci indica sono praticamente infiniti, anche se, apparentemente, come alle Nozze di Cana, non hanno alcun rapporto con l’esigenza manifestata. Così, quando Maria chiede a Gesù di intervenire e, oltrepassando di slancio la Sua ripulsa iniziale, comanda ai servi di agire secondo le Sue indicazioni, queste ultime non sembrano affatto soddisfare la sua richiesta. Gesù infatti non compie subito il miracolo, ma saggia prima la disponibilità dei servi. Soltanto quando questi hanno riempito le anfore fino all’orlo, il capotavola si accorge che non contengono più acqua, ma vino. Così, per risolvere il problema dell’inquinamento planetario, ci può essere richiesto di abbassare il debito dei paesi poveri, o per riavviare lo sviluppo economico, di diminuire i consumi. Non a caso Maria ha precisato: “Fate qualunque cosa egli vi dica”, anche quelle che apparentemente non c’entrano niente con il problema in questione! “Dio, che molte volte e in diversi modi nei tempi antichi aveva parlato ai padri per mezzo dei profeti, ultimamente, in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio…” (Lettera agli Ebrei, 1, 1-2)! E quante cose il Figlio ci ha detto, e ha ancora da dirci! Purché noi siamo disposti, prima ad ascoltare con attenzione, poi a fare con risolutezza quanto ci dirà di fare! Questo è l’ottimo consiglio di Maria, necessario e sufficiente ad ottenere la salvezza!Mater boni consilii, ora pro nobis!
MISTERI GAUDIOSI
1° mistero - L'Annunciazione
Immaginiamo Maria, una ragazza semplice, nella sua casetta di Nazaret. E' lì, intenta alle sue faccende quotidiane, quando d'improvviso le appare un angelo e le annuncia che Dio l'ha scelta per diventare la madre di Suo figlio. Un figlio che "sarà grande" e "il cui regno non avrà fine". C'è da perdere la testa dinnanzi a un annuncio simile. Maria è visibilmente turbata: tuttavia, non si sente una schiava, ma una figlia di fronte a suo padre Dio, e chiede come sarà possibile. Una volta saputo e illuminata dallo Spirito Santo, si assoggetta completamente alla volontà del Padre, facendosi serva. Dio ha un progetto particolare e importante per ognuno di noi, ma per realizzarlo, ha bisogno che ci consegniamo a lui con tutta l'umiltà e la disponibilità di un servo. Un servo per amore. Nella prossima decina, preghiamo di ricevere i doni dell'umiltà e dell'obbedienza.
2° mistero - La Visitazione
Maria è già incinta di Gesù, avrebbe tutte le ragioni di riposarsi e vivere la gravidanza in santa pace. Ma la sua gioia è troppo grande: desidera così intraprendere il lungo viaggio per andare a trovare la cugina Elisabetta, già da mesi incinta, e rivelarle la lietissima novella che sarà la madre di Gesù il Messia. Maria è così piena di Spirito Santo da trasmetterlo alla cugina e al bambino di lei, che le sussulta in grembo. Maria dimostra subito sollecitudine andando a visitare Elisabetta. Non tiene per sé il grande dono ricevuto, ma si apre subito agli altri. Nella prossima decina, riflettiamo se abbiamo l'abitudine di condividere con gli altri i doni ricevuti da Dio e chiediamo la carità dimostrata da Maria verso il prossimo.
3° mistero - La nascita di Gesù
Il figlio del Re dell'Onnipotente non nasce, come ci sembrerebbe giusto secondo la nostra logica, in una reggia, in un ambiente sfarzoso e scintillante, o in un bell'albergo ricco di comfort, ma in una squallida mangiatoia, come il più povero degli esseri umani. Ha scelto un posto misero, come misero è il nostro cuore. Vuole condividere in tutto (fuorché nel peccato) la nostra condizione. Vuole entrare nella nostra vita, nel più profondo del nostro cuore e, con la sua presenza, togliere ogni squallore, trasformarci. Riflettendo sul mistero del Natale, pensiamo che è sempre possibile, lasciandoci plasmare da Gesù, dare una svolta alla nostra vita e, da squallida, rivolta solo alle esigenze materiali e immediate, darle pienezza e significato. Nella prossima decina, chiediamo di vivere il Natale ogni giorno, imparare ad abbattere ogni muro che ci impedisce di vedere Gesù e a vedere la Sua presenza in ogni persona che soffre.
4° mistero - La presentazione di Gesù al tempio
Maria e Giuseppe portano Gesù al tempio, adempiendo a quanto era prescritto dalla legge di Mosè per la purificazione. Qui il santo sacerdote Simeone, riconoscendo in Lui il Salvatore, profetizza che il cuore di Maria, Sua madre, sarà trafitto da una spada. Ella ne rimane sorpresa e rattristata. Quando cominciamo a vivere il Vangelo, o quando abbiamo vissuto una bella esperienza spirituale, ci sentiamo trasportati dall'entusiasmo e dal fervore. Ma a un dato momento il Signore, attraverso una circostanza dolorosa, o la voce dello Spirito Santo, ci fa capire quale sia la condizione indispensabile perché la scelta per Dio sia autentica. Fare la Sua volontà significa abbracciare le nostre croci, uscire dal nostro io, far morire l' "uomo vecchio" che è in noi, aprirci agli altri condividendone gioie e dolori. Nella prossima decina, diciamo dentro di noi un "Sì" alla croce, come quello che ha pronunciato Maria, in fondo al suo cuore, ascoltando il vecchio Simeone.
5° mistero - Il ritrovamento di Gesù
Maria e Giuseppe hanno smarrito Gesù a Gerusalemme. Passano tre giorni prima di ritrovarlo: la loro angoscia di genitori è incredibile. Gesù dice loro di essere rimasto nel tempio per occuparsi delle cose del Padre. Essi non capiscono le Sue parole. Nel nostro cammino spirituale, succede anche a noi di pensare che Gesù sia sparito dalla nostra vita, lasciandola in balia del dubbio e delle tentazioni. Tutto questo ci sembra senza senso, specie dopo aver vissuto esperienze di profonda intimità con Gesù. Siamo tentati di dirgli, come ha fatto Maria in questo episodio: "Perché mi hai abbandonato?" Gesù sembra risponderci, come ha fatto con Sua madre: "Non sapevi che tutto quello che ti ho dato è mio ed è solo per grazia che l'hai ricevuto?" Anche il dubbio e le tentazioni ci vengono date affinché Lui possa plasmarci come vuole Suo Padre. Adesso chiediamo alla persona seduta vicino a noi se ha un'intenzione o una preghiera particolare che, nella prossima decina, possiamo rivolgere per lui o lei a Dio.