Seconda settimana di Quaresima

16 / 03 / 2014

Seconda settimana di Quaresima

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Carissimi, come sta andando il Cammino quaresimale?  Proviamo a darci una mano per viverlo insieme? Facendo venerdì, per dono di Dio, una giornata di ritiro personale, ho scoperto che l’ostacolo maggiore per intraprendere un serio lavoro di purificazione dai vizi capitali (almeno tre su sette) che mi incatenano di più (in misura minore mi legano tutti e sette, ma è bene individuare quelli in cui si cade più spesso) è la mia debolezza. Come mi comporto quando scopro il mio corpo debole, fiacco, intorpidito? Normalmente si agisce su tre fronti: cibo sano, riposo sufficiente, moderata palestra per ritrovare il tono muscolare.
 
Riferiamo questo alla salute della nostra vita spirituale: se mi ritrovo debole e senza tono credo che sia opportuno, prima di intraprendere la lotta vera e propria, ritrovare la piena salute, un vigore spirituale. Per questo vorrei proporre prima di tutto a me stessa, e poi a quanti di voi si ritrovano in questa debolezza di fondo, questi semplici rimedi:
 
CIBO SANO: Vorrei ricorrere all’Eucarestia il più spesso possibile. A costo sicuramente di qualche sacrificio, alzarmi prima al mattino, o tornare più tardi la sera. Magari, digiunando un po’ dal pc o dalla televisione, potrei andare a dormire mezz’ora prima, e riuscire ad anticipare la sveglia. Farò la Comunione con la consapevolezza di andare a sostenere la debolezza della mia anima. Anche la Parola di Dio è un buon Cibo, posso ripromettermi di leggere con calma almeno le Letture del giorno, così da vivere più consapevolmente la S. Messa.
 
RIPOSO SUFFICIENTE: Se vivo come una trottola, sono piena di ansie e mi proietto sempre verso il futuro, scavalcando il presente, oltre al corpo anche lo spirito sarà affaticato. Il vero riposo dell’anima sarà allora la preghiera del cuore, lo stare in silenzio contemplando la magnificenza di Dio, con i sentimenti di Maria quando pregò il Magnificat. Dona del tempo a Dio, mettiti in silenzio alla Sua presenza e lascia che agisca nella tua anima, fatti da parte quanto più possibile e lascialo guardare, curare, rinvigorire ogni angolo di te stesso. Addormentati con Dio. E risvegliati IN Dio. Abbandona le tue spoglie che ti fanno essere “del mondo”, e risvegliandoti vivi da risorto, con un cuore ormai nuovo, di carne, dove ad agire amando è solo Dio.
 
MODERATA PALESTRA: In ogni combattimento ci vogliono membra sane, vigorose. Così per intraprendere il combattimento spirituale devo fortificarmi con un adeguato allenamento in palestra. Per essere forte devo saper controllare le mie passioni e il mio orgoglio, devo saper governare la forza prorompente dell’ego. Per questo mi è necessaria l’ascesi, non per umiliarmi, punirmi, ma per farmi del bene, diventare più forte, padrone di me stessa. Venerdì, per la Quaresima, mi sono imposta il digiuno a pane ed acqua anche a colazione (cosa che non ho mai fatto avendo la mattina la pressione molto bassa), oltre che al pranzo.  Ho visto nel corso della giornata che da tanto tempo non mi ero sentita così piena di energia…fisica, mentale, spirituale. Ho capito da questo che l’unica cosa che conta è voler fare qualcosa. Se lo vogliamo, ci viene reso possibile. Tutto. Cerchiamo dunque di allenarci a qualche piccola rinuncia: sosta al bar, televisione, qualche servizio in più in casa, qualche attenzione in più verso chi ci vive accanto, un sorriso in più al lavoro, un far decidere agli altri invece di imporre ciò che preferisco, una elemosina in più, una obbedienza ai materni consigli di Maria (i cinque sassi).
 
Fatto questo, possiamo affrontare il combattimento. Ogni settimana proveremo a sconfiggere un vizio che ci attanaglia.
 
Un vizio a settimana: L’AVARIZIA
 
Non basta imporsi di essere generosi, con forza, dall’esterno di noi stessi. Bisogna trovare la chiave giusta per aprire il cuore. Se abbiamo questo vizio andiamo alla radice. Vai davanti all’altare, entra nel tuo tempio interiore e ripeti, accompagnandola con il respiro, questa formula di preghiera: “Il mio tesoro è qui”. Ripetilo decine di volte, lentamente, contemplando la presenza di Dio nel tabernacolo. Se entri nella consapevolezza di ciò che hai ripetuto, ti sentirai la persona più ricca del mondo, se hai fatto esperienza dell’Amore di Dio e ti sei lasciato immergere nelle sorgenti del Suo Amore, sai che nessuna ricchezza del mondo è paragonabile ad un attimo con il tuo Signore. Allora a poco a poco capirai quale è la vera ricchezza che devi cercare, quale è il tesoro che devi custodire gelosamente. Cosa devi temere di perdere. Nessun ricco del mondo può comprare quello che hai tu. Loda Dio per averti fatto ricco del Dono più grande: se stesso.    
   
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INCONTRI DI MARTA E MARIA
 
Lunedì scorso abbiamo avuto un incontro molto bello con la Fraternità Francescana della Parrocchia romana di S. Giuseppe da Copertino. Abbiamo presentato da un punto di vista teorico la preghiera del cuore secondo il metodo di Marta e Maria, e poi insieme a loro ne abbiamo fatto l’esperienza. Purtroppo non eravamo in chiesa, ma la preghiera è stata comunque profonda, e diverse persone si sono dette contente della nuova forma di preghiera.
 
Mercoledì c’è stato il consueto incontro a S. Anastasia. Abbiamo presentato la Quaresima come un periodo di gioiosa preparazione ad una festa di Nozze. Per questo al termine abbiamo dato ai partecipanti un confetto, simbolo delle nozze pasquali. Aggiungo in fondo alla newsletter le belle meditazioni del rosario di Augusto e la meditazione lauretana di Carlo.
Il prossimo appuntamento sarà a S. Anastasia mercoledì 26 marzo.
 
Il Vangelo della II Domenica di Quaresima ci parla della Trasfigurazione. Sapete quanto questo tema sia alla base del nome stesso di Marta e Maria. Dio ci conceda di vivere una vita da “trasfigurati”. Dio ci doni un perfetto equilibrio tra il bisogno di contemplazione e la necessità della vita ordinaria, ci mantenga nella contemplazione del monte in ogni atto compiuto a valle. In ogni difficoltà rimaniamo nella gioia, siamo già in Dio, già possiamo vederlo, incontrarlo, ascoltare la Sua voce!
 
Se i vostri parroci sono interessati siamo disponibili, specie in Quaresima, per un incontro sulla preghiera del cuore o per animare con la preghiera del cuore una Adorazione.
 
Ci fa piacere leggere le vostre lettere, per discutere su quanto vi comunichiamo, per scambiarci consigli, per camminare insieme. Scriveteci!
 
Dio ci benedica! 
 
Newsletter dal sito www.martaemaria.com 
 
 
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                                             MISTERI DELLA LUCE
 
1° MISTERO – IL BATTESIMO DI GESU'
 
Gesù, il figlio di Dio, senza peccato, si fa battezzare come un uomo qualunque, come uno di noi. Giovanni Battista è sorpreso quando si vede arrivare il Messia. Dalla visione di Dio che aveva, quella dell’Antico Testamento, pensava che si sarebbe trovato di fronte a un giustiziere, venuto a punire i malvagi e a ricompensare i giusti. No, non è questo il Messia. Davanti a lui si presenta un uomo umile, semplice, che gli chiede di battezzarlo come gli altri. Riflettendo su questo mistero, siamo chiamati a cambiare davvero radicalmente il nostro concetto di Dio e a riflettere sul significato del nostro Battesimo. Questo non è un rito da effettuarsi una volta solo per tradizione, ma la porta della vita: come per Gesù, lo Spirito Santo è disceso su di noi e rimane in noi. Ogni volta che entriamo in una chiesa e immergiamo le dita nell’acqua santa, ricordiamo il fiume di vita battesimale permanente che è in noi e viene poi rinforzato dall’Eucaristia e gli altri sacramenti. Dio è sempre pronto ad abbracciarci come Suoi figli; il Suo spirito è un fiume di vita e di amore che scorre sempre in noi. Teniamolo sempre presente, specie nei momenti più bui. Nella prossima decina del rosario, preghiamo Gesù affinché possa rinnovare in noi la forza dello spirito ricevuto nel Battesimo. 
 
2° MISTERO – IL MIRACOLO DELLE NOZZE DI CANA
 
Il primo miracolo che Gesù compie in pubblico. Maria è lì con lui, una presenza serena e discreta. Quando viene a mancare il vino, lo fa presente a Gesù chiedendogli implicitamente di intervenire. La richiesta di Maria è ispirata dallo Spirito Santo, e Gesù vi riconosce la volontà di Dio. In effetti, per Gesù è arrivato il momento di iniziare la vita pubblica. Il suo primo miracolo avrà conseguenze enormi: la gente comincerà a chiedersi “Chi è costui?”, e la sua identità misteriosa comincerà ad attirare l’attenzione di tutti. Nella nostra vita, capita di vederci rivolgere dagli altri delle richieste di aiuto, a cui non ci sentiamo in grado di rispondere. Ma in tali richieste possiamo cogliere la voce di Dio che ci parla e ci chiede di fare qualcosa, di imbarcarci in una missione importante per il suo piano di salvezza. Non c’è alcuna situazione o circostanza umana che non interessi a Dio o che sia fuori della portata della sua azione guaritrice. Maria potrà farci avere la grazia per “fare tutto quello che Lui ci dirà”. Nella prossima decina, preghiamo per sentirci sempre strumenti della missione salvifica di Dio, e avere sempre  fiducia nella potenza dell’intervento di Gesù e nell’intercessione della Sua madre beatissima. 
 
3° MISTERO – L’ANNUNCIO DEL REGNO DI DIO
 
Scoprire la cosa più bella. Il regno di Dio, come ci dice il Vangelo, è simile a una perla di inestimabile valore; un mercante la scopre e vende tutto pur di averla. E’ un regno nuovo, che apre a dimensioni nuove. Certo, è in contrasto netto con la mentalità del mondo, spesso perseguirlo ci fa rimanere soli, ci attira perfino critiche o prese in giro; implica l’abbandono di tanti beni materiali. Ma è un regno di pienezza, di coerenza vera, di amore vero, senza mezze misure, che ci rende liberi da tante schiavitù, che sono solo illusorie e che dovremo lasciare prima o poi. Dio ci vuole liberi e felici, e promette di non caricarci di pesi che non possiamo sostenere. Nella prossima decina, preghiamo Maria di accompagnarci lungo la via che ci porta più vicino al Regno di Dio.
 
 4° MISTERO – LA TRASFIGURAZIONE DI GESU’
 
É la manifestazione della natura divina di Gesù. Spesso la sua gloria è nascosta sotto la sua umanità; ma la voce di Dio svela in modo chiaro il significato di Cristo: “Questo è il figlio mio prediletto, in cui mi sono compiaciuto; ascoltatelo”. La Trasfigurazione di Gesù, però, non è solo la manifestazione della Sua gloria, ma un evento che ci aiuta ad affrontare la croce. Dopo averlo contemplato e magari sentito la sua benefica presenza nel cuore, anche noi, come gli apostoli, siamo chiamati a lasciare la montagna di pace e tornare nella vallata, per vivere insieme a Gesù la via della croce. Quando ci sentiamo schiacciati, frustrati e oppressi, è decisamente consolante e incoraggiante sapere che nulla può separarci dalla gloria di Dio. Con la fiducia e la preghiera costante, noi, i tralci, possiamo rimanere sempre attaccati alla vite divina. Adesso chiediamo a chi è seduto vicino a noi se possiamo pregare per un’intenzione particolare. 
 
5° MISTERO – L’ISTITUZIONE DELL’EUCARISTIA
 
Gesù, di cui abbiamo appena contemplato la gloria divina attraverso il mistero della Trasfigurazione, ci offre il Suo corpo e il Suo sangue, per lavare via tutti i nostri peccati e farci vivere in comunione con lui. Noi… così piccoli e imperfetti, in tuttuno con la potenza infinita d’amore… Dio vivo in mezzo noi… Ma ci pensiamo a cosa significa veramente questo? Non ci sono parole per poter descrivere il valore, la preziosità di questo dono. Che abbiamo a disposizione addirittura ogni giorno, ricevendo la Comunione alla Messa e adorando il Santissimo Sacramento. Nell’Eucaristia c’è tutta la luce e la gioia. È una sorgente purissima, inesauribile. Se davvero avessimo fede nella potenza di questo dono, tante ansie, anche grandi, si quieterebbero. Sostenuti da questo Pane, ce la faremo, nonostante le difficoltà che potremo incontrare. Rivolgiamo ora delle preghiere spontanee.
 
 
XXVII SEDES SAPIENTIAE
 
“Quale uomo può conoscere il volere di Dio? / Chi può immaginare che cosa vuole il Signore?” (Sapienza, 9, 13) Dio ce lo ha fatto “conoscere”, e non soltanto “immaginare”, quando Si è incarnato. Si è incarnato, anzi, proprio per questo (oltre che per ricomprare l’uomo a satana). “E questo a lode e gloria della sua grazia, / che ci ha dato nel suo Figlio diletto; / nel quale abbiamo la redenzione mediante il suo sangue, / la remissione dei peccati / secondo la ricchezza della sua grazia. / Egli l’ha abbondantemente riversata su di noi / con ogni sapienza e intelligenza, / poiché ci ha fatto conoscere il mistero della sua volontà…” (Efesini, 1, 6-9) La Sapienza che era con Dio quando Dio creava il mondo sarà con Dio quando Dio giudicherà il mondo, e anzi giudicherà Lei stessa il mondo! “Tutto infatti ha sottomesso ai suoi piedi / e lo ha costituito su tutte le cose a capo della Chiesa, / la quale è il suo corpo, / la pienezza di colui che si realizza interamente in tutte le cose” (Ibid., 22-23). La Chiesa è la sede del Cristo come il corpo è la sede dell’anima. Ma l’anima non si limita a risiedere nel corpo: lo anima appunto, lo muove e lo dirige. Così fa Cristo con la Chiesa. E come il corpo si ribella spesso al volere dell’anima, così la Chiesa si ribella spesso al volere di Cristo: ciò non toglie che essi costituiscano insieme una sola vita, che è destinata a proseguire per sempre. La Chiesa, che è la Sede della Sapienza, poiché è il Corpo di Cristo, è perfettamente prefigurata in Maria, da cui Gesù ha ricevuto il Suo proprio Corpo! Possiamo pensare, senza essere vinti dallo sgomento e abbagliati dalla vertigine – il Corpo di Gesù, quel Corpo martoriato nel quale Egli ha voluto che restasse eternamente impresso il Suo Amore per l’umanità? Non è proprio Esso quel “volere di Dio” che noi non potevamo prima né “conoscere” né “immaginare”? E come avremmo potuto immaginare, non dico conoscere, che Dio stava per prendere sede dentro di noi, in Maria? “Tu non hai voluto né sacrificio né offerta, / un corpo invece mi hai preparato… /Allora ho detto: Ecco, io vengo… / per compiere, o Dio, la tua volontà” (Ebrei, 10, 5-7).
 
Il Corpo di Gesù Si formò nel grembo di Maria, dopo esservi stato concepito dallo Spirito Santo. Così, al momento della Creazione, dal Nulla e dalla Parola era nato l’Universo. Cristo, nel quale dovranno essere ricapitolate “tutte le cose: /quelle del cielo come quelle della terra” (Efesini, 1, 10), Si ricapitola intanto, come Gesù, in Maria. Solo il Nulla può accogliere il Tutto, solo nel Silenzio può risuonare la Parola. Chi è “Sede della Sapienza” non può essere sede di altro, neanche di se stesso! Al tempo stesso il Tutto ha bisogno del Nulla, come la Parola del Silenzio. La Sapienza ha trovato la sua sede in Maria, perché di nient’altro poteva essere la sede, Maria, se non di Lei! L’Incarnazione del Verbo, in Maria, è avvenuta con la stessa fulminea rapidità con cui era avvenuta la Rivelazione della Luce, nel Nulla. Senza incontrare resistenze, e addirittura, essendo invocata! Successivamente la Sapienza si è stabilita nella Chiesa, assumendone il Corpo. Più tardi ancora, e ormai per sempre, Ella prenderà la sua dimora nella Gerusalemme celeste: “Ecco la dimora di Dio con gli uomini! / Egli dimorerà tra di loro / ed essi saranno il suo popolo / ed Egli sarà il ” (Apocalisse, 21, 3).
 
Ciascuno di noi è chiamato ad essere, nel suo piccolo, una “Sede della Sapienza”, poiché per ognuno di noi Gesù ha sofferto sulla Croce, sacrificandovi quel Corpo in cui si era materializzata, per così dire, la Volontà di Dio rispetto all’uomo. Inoltre ciascuno è o può essere parte di quel Corpo mistico che è la Chiesa, che è nuovamente “Sede della Sapienza”. Infine ciascuno può ricorrere a Maria, che lo è, come stiamo vedendo, per definizione (o per invocazione…). Anche in noi l’anima può dirigere il corpo come Cristo dirige la Chiesa. Anche in noi può agire il suo “spirito intelligente, santo, unico, molteplice, sottile…” (Sapienza, 7, 22). Anche noi, come Salomone, possiamo pregare Dio che ce la conceda, a preferenza di ogni altro bene. Come altrimenti potremmo “comprendere la giustizia e le leggi” (Id., 9, 5), che pure sono necessarie per la nostra salvezza?
 
Sedes sapientiae, ora pro nobis!  
 
 
 

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