08 / 12 / 2016
Solennità della Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria
Cari Amici il Natale si avvicina a grandi passi e il tempo sembra sfuggire sempre di più...i propositi della prima domenica di Avvento sembrano già lontani...io ho deciso per questi giorni di pregare...di meno, per farlo meglio!! Cioè con il cuore!
Ho avuto la grazie di essere presente al Teresianum per il simposio di Mistica, con relatori eccezionali, è stato un gran dono del Signore! Spero che possa rendere più feconda la mia preghiera e quella che facciamo insieme! Vi auguro per questi giorni una preghiera che sia sempre più dialogo, sempre più consapevole di Chi è Colui con il quale parliamo, e sempre più passiva! In Avvento lo Spirito Santo è particolarmente al lavoro, facciamoci trovare pronti, facendo sempre meno noi e dando piena fiducia a tutto quello che Lui vorrà fare con noi, in noi, per mezzo di noi! La prova del nostro incontro reale con Lui sarà la Gioia che scopriremo nel nostro intimo. Non l'allegria, ma una dolcezza, una pace nel cuore, un segreto custodito nel silenzio, che nessun evento esterno potrà intaccare!
In fondo troverete gli appuntamenti del mese e qualche novità. Ora vi propongo la meditazione di Carlo per la Solenità di oggi.
IMMACOLATA CONCEZIONE
Dio ha il privilegio di iniziare qualunque cosa: ogni atto della Sua Provvidenza è come una creazione dal nulla, anche se può passare completamente inosservato ai nostri occhi. Tutte le volte che noi, sia pure di poco, siamo cambiati in meglio, Dio ha creato dal nulla, o peggio, dal male, questo cambiamento in meglio. Ciò che vale nell’esperienza di ciascuno di noi vale tanto più nell’esperienza di tutto il genere umano, dove la creazione stessa, la rivelazione a Israele e soprattutto l’incarnazione sono stati altrettanti atti liberi e provvidenziali di Dio. E’ impossibile scrutare questo mistero: l’iniziativa di Dio è per definizione inconoscibile. Ma noi ne possiamo percepire chiaramente gli effetti, sia in noi stessi, che nella storia in generale. Questa Solennità ci mette di fronte ad una iniziativa di Dio che è stata compresa dagli uomini soltanto 2000 anni dopo (per la precisione, nel 1854): quella di preservare dalle conseguenze del peccato originale, fin dall’istante del suo concepimento, una creatura umana che altrimenti vi sarebbe stata soggetta come le altre. Dal momento della sua Concezione a quello in cui ha ricevuto il messaggio dell’angelo, tale iniziativa divina non avrebbe potuto essere, nonché compresa, neanche riconosciuta come tale da quella stessa che ne era l’oggetto, e che pure le doveva tutto ciò che era; non accade così anche a noi, che veniamo continuamente “graziati” da Dio senza che ce ne rendiamo conto? Per questo nel Vangelo troviamo scritto: “… ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi” (Matteo, 7, 17) e “Dai loro frutti dunque li riconoscerete” (Matteo, 7,20). Ora, se l’Albero è Dio, quali non saranno i Suoi frutti? Noi non potremmo conoscere la bontà di Dio se non riconoscessimo i frutti della Sua Provvidenza. Ma anche questo, come abbiamo visto, ci risulta piuttosto difficile. Tutto ci sembra dovuto, tutto ci sembra scontato, come ai lebbrosi che pure erano stati appena guariti (cfr. Luca, 17,12 )… D’accordo, Dio Si è incarnato, e allora? Sì, ha creato l’universo dal nulla, e con questo? Chi non è capace di stupirsi non diventerà mai cristiano. Con questa riflessione, molto modestamente, noi vorremmo imparare nuovamente a stupirci di fronte alle “grandi opere“ di Dio (cfr. Giudici, 2,7 e Tobia, 12, 22). Cominciamo innanzi tutto con lo stupirci del nostro battesimo. Quale frutto della Provvidenza è per noi maggiore di questo, e di quale siamo ordinariamente meno coscienti? Che anche noi siamo stati così “immacolatamente concepiti”: chi mai se ne renderà conto abbastanza? Le opere di Dio durano per sempre ed hanno effetti continui: così è stato per la creazione e per l’alleanza; così è stato anche per l’incarnazione. L’inizio dell’incarnazione, il suo vero e proprio Avvento – è stata l’Immacolata Concezione di Maria. Un simile avvento di grazia è stato, per ciascuno di noi, il nostro battesimo: come disgiungere dunque il nostro stupore nei confronti dell’uno da quello nei confronti nell’altro? Come sarebbe, Maria, “madre dei credenti”, se noi non fossimo suoi figli? E come lo diventiamo, se non attraverso il battesimo? Il battesimo rende perennemente attuale l’Immacolata Concezione: torniamo dunque a quest’ultima, che è il vero tema della nostra riflessione. Nella notte misteriosa di un anno misterioso venne concepita una bambina: come stupirsi di ciò che accade sempre, da sempre? Che c’è di strano nel venire al mondo? Certo, deve già esistere il mondo, ma chi ci fa caso? Devono esistere anche determinate leggi di natura che regolano il fenomeno dell’accoppiamento dei sessi e della fecondazione della donna, ma che volete che siano? Tutto procede regolarmente; purtroppo per noi, non c’è niente da stupirsi… Ma in quella notte misteriosa i genitori di Maria devono essersi sentiti come rapiti fuori dal tempo e dallo spazio, e uniti altrove che sulla terra e per uno scopo diverso dall’amore semplicemente umano che li legava: in qualche parte del loro essere deve essere penetrata la notizia straordinaria che il loro amore umano aveva generato, in modo del tutto indipendente dalla loro volontà, un amore divino. Tra i loro corpi abbracciati si era incuneata la Volontà di Dio, che spostando la Storia, aveva ripristinato nel frutto del loro amplesso l’Innocenza originaria. Una cellula diversa da tutte le altre avrebbe dato vita ad un corpo diverso da tutti gli altri: quello di una bambina di nome Maria. Se solo ce ne rendessimo conto, questo è quello che accade ogni volta che un bambino viene battezzato: Dio Si presenta in lui sulla scena del mondo come per la prima volta, come quando è apparso Adamo. Tutto questo a partire da una cinquantina di anni dopo quella notte benedetta; da quando cioè quella bambina, fattasi non soltanto donna e madre, ma anche Chiesa, ha cominciato a generare figli al Cielo. La teologia ci dice che “la beatissima Vergine Maria, per singolare grazia e privilegio di Dio onnipotente, in previsione dei meriti di Gesù Cristo Salvatore del genere umano, fu, nel primo istante della sua concezione, preservata immune da ogni macchia della colpa originale”: da qui quel titolo di Immacolata, con il quale ancora oggi la veneriamo. Con Maria entriamo dunque in un altro tempo, e, potremmo dire, in un’altra storia, proprio come abbiamo ipotizzato essere accaduto ai suoi genitori, nel momento della sua concezione. Se infatti Maria è la seconda Eva, Gesù è il nuovo Adamo. Fin dall’istante della sua immacolata concezione Maria ha fatto parte non dell’universo decaduto e condannato alla decadenza, ma di quello nuovo, e destinato al rinnovamento. Almeno di questo ci vorremo stupire? Pur non violando alcuna legge di natura, si è vista all’opera allora una diversa causalità, capace di nuovi effetti, fornita di altri caratteri, dotata di una imprevista bellezza: nel mondo corrotto di tutti i giorni è apparso qualcosa di non corrotto, nell’animo spaurito degli uomini è brillata una speranza! Da allora in poi, e cioè dall’istante stesso del suo concepimento, con Maria sarà sempre così: solo lei ci può portare fuori dalla corruzione, per incontrare il Purificatore. Solo la Chiesa ci può portare all’incontro col Cristo, nonostante e attraverso la storia. Che grande mistero, dunque, abbiamo l’occasione di contemplare oggi! Un mistero così grande, che facciamo fatica a contemplarlo, eppure questo mistero ha il nome di Provvidenza, ed è attivo fin dalla creazione degli angeli e fino alla consumazione del mondo. Se esistiamo, è grazie alla sua attività, e se esiste il mondo è ugualmente grazie alla sua attività: perché dunque non ne possiamo essere, almeno un po’, coscienti? Nel Vangelo Gesù ci ricorda continuamente di fare attenzione a questo mistero, così come i profeti lo avevano già fatto nei confronti delle grandi opere di Dio (cfr. per es. Matteo, 6, 28 e Luca, 12,27). Se anche non facessimo altro dalla mattina alla sera, noi non potremmo mai esaurire questo compito, come i bambini, che non sono mai stanchi di stupirsi di tutto. Continuare a stupirsi, da grandi, come i bambini: questo è il segreto della felicità, e il motivo per cui siamo stai ammoniti: “Se non vi convertirete e non diventerete come bambini, non entrerete nel regno dei cieli” (Matteo,18,3). In quella notte santa e benedetta, un grande silenzio ha avvolto la terra. La terra è stata custodita dal silenzio. Tutte le voci del mondo sono state messe a tacere. Chi doveva parlare, come poteva farlo altrimenti? Il Verbo di Dio aveva bisogno di un silenzio come questo. Non abbiamo forse letto, nella bolla di promulgazione del dogma, che Maria fu preservata dalle conseguenze del peccato originale “in previsione dei meriti” di suo Figlio? E non derivano questi in primo luogo dall’annuncio del Regno? Senza silenzio, può forse la parola essere ascoltata? Il sacro silenzio di quella notte, per chi le voglia ascoltare, è stato squarciato soltanto dalle Parole del Verbo. Come Dio aveva creato l’universo con la Parola, così l’ha nuovamente ricreato con la Parola: a quel nulla ha corrisposto questo silenzio, a quella notte prima del tempo, questa notte che è nel tempo e contemporaneamente fuori dal tempo, a quella Luce questa Luce: a quella Gioia, questa Gioia! L’umile Maria avrebbe accòlto l’Altissimo nel suo grembo verginale: come poteva quella essere una notte come le altre? Tutte le volte che noi riusciamo a fare in noi lo stesso silenzio, o almeno un silenzio simile a quello, tutte le volte che noi ci facciamo, almeno un po’, come Maria, ecco che in noi e attraverso di noi può risuonare la parola di Dio. Anche noi siamo figli di quella notte, se soltanto lo vogliamo. Arca di Noè nella storia, lavacro di grazia nella storia sacra, il silenzio ci offre l’unica possibilità di salvezza: “Extra ecclesiam, nulla salus”. Questa assemblea, che è la Chiesa, è radunata nel silenzio: che vi risuoni, alta e forte, la voce di Dio, amen!
APPUNTAMENTI:
MERCOLEDI'14 - PREGHIERA DEL CUORE al Santuario Domestico Cor Unum in Matre
ore 19. A seguire una meditazione teologica di Carlo Suriani. Da
questo mese ci vedremo a Cor Unum due mercoledì al mese (non
più di giovedì). Controllate le date sul calendario del sito
(prenotatevi a info@martaemaria.com)
VENERDI' 16 - INCONTRO DI FORMAZIONE CON I DISCEPOLI DI PADRE PIO
Parrocchia di san Giuseppe al Trionfale, ore 19
Preghiera, lettera di Padre Pio, formazione
LUNEDI' 19 - PREGHIERA DEL CUORE e "I LUNEDI' DI PADRE KENTENICH"
Santuario di Schoenstatt Cor Ecclesiae - Via Aurelia Antica 112
ore 19,00. Questa volta inizieremo mezz'ora prima l'incontro per
partecipare alla Novena di Natale con le Sorelle di Maria.
Stiamo preparando una Novena di Natale da proporre agli amici di Marta e Maria. Chi desidera riceverla quotidianamente su whatsapp dal 16 dicembre, se non è già nella lista broadcast dovrà inviarci il numero!
Buona Festa a tutti!!
Marta e Maria team