UNA QUARESIMA PER SCOPRIRE IL PADRE (2) Matteo

11 / 03 / 2017

UNA QUARESIMA PER SCOPRIRE IL PADRE - Nel Vangelo di Matteo

3)    IL PADRE NEL VANGELO DI MATTEO
  
 
Cari Amici riprendiamo il nostro cammino settimanale, alla scoperta del Padre, questa volta attraverso il Vangelo di Matteo. Poiché stiamo lavorando sui contenuti, e non stiamo facendo uno studio biblico, prenderemo dai sinottici Matteo e, la prossima settimana, Marco, solo i passi nei quali Gesù parla del Padre o si relaziona con Lui che non abbiamo già trovato e pregato in Luca. Continuate a pregare così ogni giorno, confrontandovi con un brano di Vangelo, con il metodo del “parlo, ascolto, contemplo”, per allenarvi con la vostra personale preghiera del cuore. Conoscere e amare camminano insieme…entreremo sempre di più nel cuore del Padre! 
 
Citazioni dal Vangelo di Matteo: 
 
 
-         Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.  (5, 8-9)  
 
 
Gesù ci indica la strada per entrare in relazione con Dio. Lo vedranno soltanto i puri di cuore, perché solo nella purezza delle intenzioni e nella verginità del cuore, resi di una sostanza più simile alla sua, potremo essere posti da Dio stesso nella condizione di vederlo senza restarne accecati. Allo stesso modo solo gli operatori di pace saranno i veri figli di Dio, perché lo hanno riconosciuto loro Padre e per questo, facendo famiglia con Lui, non possono cercare altro che la pace con tutte le altre creature. Chiedi al Signore la purezza del cuore perché desideri vederlo, già da oggi! In preghiera ascolta la voce del Padre che ti chiama “figlio mio…”  
 
-         Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città collocata sopra un monte, né si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli. (5, 14-16)
 
Molte volte i talenti di un padre, di una madre, si ritrovano nei figli. Sono i così detti “figli d’arte”. Così chi entra in società con il Padre non può non mostrare al mondo la Sua luce. Non la propria, ma quella del Padre che il figlio riflette come può, secondo quanto spazio ha lasciato vuoto in se stesso per far posto alla luce di Dio. Più cose vecchie è riuscito a buttare,  più ha fatto posto in se stesso all’immagine di Dio. Infatti Gesù parlando di questa luce e delle opere buone dei figli dice che quanti ci guarderanno renderanno gloria al Padre celeste. E’ Lui infatti che compie le sue opere in noi, attraverso la nostra sostituzione di quante più possibili parti di noi stessi con le Sue: mani, piedi, voce, mente, cuore, desideri, memoria, volontà…chiedi in preghiera al Padre di prendere possesso di te, mettiti a disposizione, c’è così tanto da fare…abbiamo già perso tanto tempo…  
 
-         Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico; ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori, perché siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti.  Infatti se amate quelli che vi amano, quale merito ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani?  Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste. (5, 43-48) 
 
Questa è la “perfezione” del Padre: essere appunto un Padre. Chi esercita la paternità non fa distinzione di figli, e il suo modo di amare è diffusivo, direi è cieco. Non ama in funzione delle qualità dei figli o della loro risposta all’amore ricevuto. Un padre ama allo stesso modo, se non di più, il figlio malvagio o ingrato e quello retto e grato. Come il cielo stesso, immagine di Dio, che manda la pioggia e il sole su giusti ed ingiusti. Così deve diventare il nostro modo di amare, del tutto cieco riguardo al risultato. La bellezza dell’essere è amare, non ricevere, è spendersi, non spremere, è prendersi cura, non farsi servire. Chiedi al Padre, in preghiera, che ti doni di capire che stai male non quando non hai riscontro, ma quando le aspettative ti impediscono di vivere ciò che sei: amore. Solo Amare ti dona la Pace, e la possibile sofferenza si trasforma in offerta. Cerca di vivere in preghiera la sofferenza del Padre per l’indifferenza di tanti suoi figli, sovrapponendo le tue piccole sofferenze di questo tipo alle sue. Offri il tuo amore a Lui in cambio, chiedi di poterlo consolare. Vivi il dolore di Gesù, oltraggiato sulla stessa Croce, da quanti stava amando con tutto il suo sangue…consola anche Lui, esprimendo la tua infinita gratitudine…
 
-         Guardatevi dal praticare le vostre buone opere davanti agli uomini per essere da loro ammirati, altrimenti non avrete ricompensa presso il Padre vostro che è nei cieli. Quando dunque fai l'elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade per essere lodati dagli uomini. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Quando invece tu fai l'elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti segreta; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
Quando pregate, non siate simili agli ipocriti che amano pregare stando ritti nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, per essere visti dagli uomini. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Tu invece, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. Pregando poi, non sprecate parole come i pagani, i quali credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno ancor prima che gliele chiediate. 
(….)      
                                    E quando digiunate, non assumete aria malinconica come gli ipocriti, che si sfigurano la faccia per far vedere agli uomini che digiunano. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Tu invece, quando digiuni, profumati la testa e lavati il volto,  perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo tuo Padre che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. (6, 1-8. 16-18)
 
Eccoci al cuore del programma quaresimale, ma…secondo Dio! Opere buone, elemosina, preghiera e digiuno vanno esercitate unicamente al cospetto di Dio, ovvero solo del suo sguardo mi devo preoccupare. Può capitare che in qualche azione io sia visto dagli altri: se aiuto un povero o evangelizzo non devo industriarmi per nascondermi. Quello che è importante però agli occhi di Dio è la mia intenzione. Devo raggiungere l’onestà con me stesso: per chi e perché sto facendo questo? Se imparo a dirigere ogni atto verso Dio, per la sua maggior gloria, allora non solo elemosine, preghiere e digiuni saranno graditi al Signore, ma ogni piccolo gesto quotidiano lo sarà allo stesso modo: lavarmi, vestirmi, lavorare e cucinare, guidare, dormire, divertirmi e riposare, se metto in ogni cosa un pensiero di amore e offerta al Padre, tutto sarà sacrificio a Lui gradito! Ma se faccio qualcosa per essere visto o lodato, non lo faccio per Dio ma per me stesso, e qualunque azione fosse, anche la più eroica, non potrà giovare alla mia salvezza. Il Vangelo ci parla di ricompensa…ma non pensiamo solo alla Vita Eterna, il compenso è già qui ed è il Padre stesso! Vivere la Vita dei figli qui e ora! In intima comunione con il Padre! Cerchiamo di allenarci a piacere a Dio in ogni cosa, sapendo che nulla della nostra vita e della nostra umanità è a lui indifferente. Lui vede ogni cosa nel segreto, ed il più piccolo dovere ordinario e nascosto, eseguito con la massima cura, presentato a Lui per amore, rende a Lui lode e ci fa sempre più figli. Dobbiamo cambiare il nostro punto di vista: se il nostro lavoro ha un orario, se il nostro essere figli termina quando restiamo orfani, se la pensione pone fine alla nostra professione, la nostra identità di figli del Padre non ha mai termine. Non c’è neppure un attimo escluso da questo, tanto che S. Ireneo disse: “La gloria di Dio è l’uomo vivente”. Il cristiano non entra mai in pausa, in riposo, anche quando dorme il suo spirito veglia…se vivi per Dio tutto quello che compi è in Lui, con Lui, per Lui…e tutto cambia prospettiva…prega per comprendere a fondo questo, per poter vivere una conversione profonda.
 
-         Nessuno può servire a due padroni: o odierà l'uno e amerà l'altro, o preferirà l'uno e disprezzerà l'altro: non potete servire a Dio e a mammona. (6,24)
 
Credo che ognuno di noi ci abbia provato…ma sono inconciliabili Dio e il mondo…il Padre e  l’accusatore…l’Amore e il divisore… anche perché ci accorgeremo presto che il Padre si fa strada, sempre nel rispetto della libertà, ma è evidente che ci mostra un cammino con sempre meno ostacoli tra noi e Lui, ci fa capire in mille modi che è un Amante geloso…e se ci mettiamo in Cammino verso di Lui ci mostra pian piano che ci vuole solo per sé… accetta con umiltà e fiducia le potature di Dio nella tua vita. Sta generando in te gemme di vita nuova, lascia fare la Sua opera divina in te. Sta preparando la sua sposa perché sia sempre più bella e degna di Lui! Prega lo Spirito Santo che ti faccia comprendere questa Parola…non essere adultero…e Lui si darà tutto a te…
 
-         E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l'anima; temete piuttosto colui che ha il potere di far perire e l'anima e il corpo nella Geenna. Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure neanche uno di essi cadrà a terra senza che il Padre vostro lo voglia. Quanto a voi, perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati; non abbiate dunque timore: voi valete più di molti passeri!Chi dunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch'io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch'io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli. (10, 28-33)
 
Il Padre è il solo che può donarci la Vita Eterna. Gesù ci richiama ad un sano “timor di Dio”, dimenticato dono dello Spirito Santo. Non si parla di aver paura di Dio, ma di sapere chi è Lui e chi sono io, e avere consapevolezza che il Padre, nel Giudizio finale, farà decidere la mia sorte alle mie stesse azioni. La sua Provvidenza è costante, non dimentica nemmeno i passeri e conosce il numero dei nostri capelli, per questo trema lui per primo al pensiero di perderci…ma chi non avrà voluto conoscerlo in vita non lo conoscerà neanche dopo…prega oggi per il dono della perseveranza, e sentiti piccolo passero nella mano del Padre!
 
-         Qualcuno gli disse: «Ecco di fuori tua madre e i tuoi fratelli che vogliono parlarti».  Ed egli, rispondendo a chi lo informava, disse: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?».  Poi stendendo la mano verso i suoi discepoli disse: «Ecco mia madre ed ecco i miei fratelli;  perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, questi è per me fratello, sorella e madre». (12, 47-49)
 
Gesù stesso ci presenta la Sua Famiglia, quella costituita sul fondamento non della carne, ma dell’unico Padre. Così risponde a chi lo interpellava che i suoi parenti non sono quelli nati da vincoli umani, ma quelli generati dallo spirito, dalla comune parentela con il Padre. Spesso ho fatto questa esperienza, più volte ho constatato che il Signor mi donava nuovi padri, madri, sorelle, fratelli, figli, con vincoli ancora più profondi di quelli umani. Se iniziamo a vivere nella volontà del Padre entriamo tutti nella sua Famiglia e lo siamo anche tra di noi. In preghiera contempla il tuo essere inserito nella Famiglia di Gesù.
 
-         Guardatevi dal disprezzare uno solo di questi piccoli, perché vi dico che i loro angeli nel cielo vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli. Che ve ne pare? Se un uomo ha cento pecore e ne smarrisce una, non lascerà forse le novantanove sui monti, per andare in cerca di quella perduta? Se gli riesce di trovarla, in verità vi dico, si rallegrerà per quella più che per le novantanove che non si erano smarrite. Così il Padre vostro celeste non vuole che si perda neanche uno solo di questi piccoli. (18, 10-14)
 
C’è un’attenzione particolare da parte del Padre per coloro che si fanno piccoli: i loro angeli sono i più vicini a Dio, ne contemplano il volto. Una vicinanza speciale tra questi piccoli e il Padre. Che bella la descrizione del nostro Padre, come pastore che pur avendo 99 pecore intorno a sé esce di casa per cercare quella smarrita. Non fa calcoli percentuali e statistiche, uno è più importante di 99! Perché per ciascuno c’è un amore unico, di figlio prediletto! E’ precisa volontà del Padre che nessuno si perda, e Gesù fa di tutto per esaudire questo Suo desiderio. Senti su di te lo sguardo del Padre: ti segue in ogni momento e se cerchi di staccarti da Lui ecco che esce a cercarti e non si dà pace finché non torni a Casa…lodalo per questa fedeltà!
 
-         Ma voi non fatevi chiamare "rabbì", perché uno solo è il vostro maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate nessuno "padre" sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello del cielo. E non fatevi chiamare "maestri", perché uno solo è il vostro Maestro, il Cristo.  Il più grande tra voi sia vostro servo. (23, 8-11)
 
Come insiste Gesù su questa nuova idea di Famiglia! Nessuno tra noi sia al di sopra degli altri, perché uno è il Maestro e tutti siamo allo stesso livello e tra noi fratelli! Perché vi siano fratelli è necessario che ci sia un unico Padre, quello del Cielo! Come sarebbe diversa la vita delle comunità, delle città, del mondo, se soltanto si riconoscesse un unico Padre! In preghiera prova a vedere tutta la terra come una piccola sfera tra le mani di Dio. Senti la Sua benedizione sul tutto e su di te.  
 
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P.S. Forse non basterà la Quaresima per entrare nel cuore di queste parole che abbiamo scelto come stella polare per questi 40 giorni:
Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo (Lc 15, 31-32)
Vi chiedo di pregare questa frase ogni giorno fino a Pasqua. Avrete grandi frutti! Chi non riceve i nostri messaggi su whatsapp, può richiederci i due esercizi specifici per pregare questa Parola dal Vangelo di Luca (info@martaemaria.com).  
 
 
IMPEGNO MENSILE 
 
Per Marzo, dona il frutto del digiuno al povero che hai adottato a febbraio.  
 
 
APPUNTAMENTI DI MARZO:        
   
 
VITINIA Chiesa “Cuore agonizzante di Gesù” – domenica 12  ore 16, Rosario e S. Messa  
 
 
SANTUARIO DOMESTICO “ Cor Unum in Matre”: mercoledì  15  ore  19 – Preghiera del cuore e  meditazione teologica di Carlo Suriani   (per lo spazio limitato prenotatevi su info@martaemaria.com)
 
                                                                                                                                               SANTUARIO COR ECCLESIAE: lunedì 20 ore 19.30  - Preghiera del cuore e “Lunedì di padre Kentenich” commentati da Carlo    
 
 
ROMA - Parrocchia S. Giuseppe al Trionfale -  venerdi’  24  - ore 19.15 – Lettera di Padre Pio, Adorazione, formazione sulla Santa Messa  
 
 
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