UNA QUARESIMA PER SCOPRIRE IL PADRE - Nel Vangelo di Giovanni

23 / 03 / 2017

UNA QUARESIMA PER SCOPRIRE IL PADRE - nel Vangelo di Giovanni

5)    IL PADRE NEL VANGELO DI GIOVANNI 
 
Cari Amici, terminiamo la nostra corsa tra i vangeli con Giovanni, come sempre citando solo nuovi frammenti contenenti riferimenti al Padre. Questo Vangelo è speciale, e i riferimenti al Padre sono praticamente ovunque…quindi ho cercato di fare una selezione, ma mi sembra di averne esclusi davvero pochi. Spero che il percorso fatto finora sia stato utile per incontrare il nostro Padre celeste!  Chi è in lista li riceverà centellinati anche su whatsapp,  per almeno quindici giorni. Il materiale è molto, quindi ci ritroveremo tra due settimane! Pregate col cuore ogni giorno uno o due passi, con la consapevolezza di avere con voi il Padre stesso, che ha un immenso desiderio di stare con noi…pensate ad Adamo che passeggiava nel giardino con Dio…Lui ha nostalgia di queste passeggiate e vuole deliziarsi del giardino della nostra anima…  
 
 
Citazioni dal Vangelo di Giovanni: 
          
 
-    In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era in principio presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui, e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste. (1, 1-3) 
 
-     Venne fra la sua gente, ma i suoi non l'hanno accolto. A quanti però l'hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali non da sangue, né da volere di carne, né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati. E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi vedemmo la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre, pieno di grazia e di verità. (1, 11-14) 
 
-    Dio nessuno l'ha mai visto: proprio il Figlio unigenito, che è nel seno del Padre, lui lo ha rivelato. (1, 18)
 
Giovanni, descrivendoci la generazione eterna del Figlio, ci parla del Padre come Colui presso il quale da sempre il Figlio, Verbo di Dio, dimora. Figlio che è ugualmente Dio, e che ha creato tutto ciò che esiste. E’ il Figlio che, fattosi Uomo, ha reso figli di Dio tutti quelli che lo hanno riconosciuto e accolto perché, per poterlo riconoscere, sono stati illuminati e generati dal Padre stesso. Unigenito del Padre rivela nel suo abitare tra noi la sua gloria e ci dona la Verità. E’ solo il Figlio, che è da sempre nel seno del Padre, che ce lo rivela. Solo attraverso di lui possiamo conoscere Dio Padre che nessuno ha mai visto. In preghiera chiedi a Gesù di parlarti del Padre. Forse ti risponderà che per conoscerlo devi prima sentirti figlio. Allora prega Gesù che ti aiuti in questo e che ti faccia somigliare a Lui, Figlio perfetto. Pregalo di aumentare la tua fede per conoscere ogni Verità, su di te e sul Padre.    
 
-      Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe, e i cambiavalute seduti al banco. Fatta allora una sferza di cordicelle, scacciò tutti fuori del tempio con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiavalute e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via queste cose e non fate della casa del Padre mio un luogo di mercato». I discepoli si ricordarono che sta scritto: Lo zelo per la tua casa mi divora. (2, 14-17)   
 
Gesù si mostra vero Figlio, prendendosi a cuore gli interessi del Padre. Torniamo al discorso dell’essere famiglia: in ogni famiglia si condividono gli interessi e le finalità. Torniamo a domandarci se ci stanno a cuore gli interessi del Padre, i suoi beni: i suoi figli. Tutti. Ed ancora: che rispetto abbiamo per la Casa di Dio? Quella di mattoni come quella di carne: la Chiesa e il fratello? Nell’uno e nell’altro caso mi levo i sandali sapendo che calpesto una terra sacra? Ogni uomo è tempio di Dio, io stesso sono dimora di Dio…ne ho rispetto? Adoro la sua presenza negli altri? Stimo me stesso?    
 
-        Dio infatti ha tanto amato il mondo  da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma  abbia la vita eterna. Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per  mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato  condannato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio. (3, 16-18)… Chi viene dall'alto è al di sopra di tutti; ma chi viene dalla terra, appartiene alla terra e parla della terra. Chi viene dal   cielo è al di sopra di tutti. Egli attesta ciò che ha visto e udito eppure nessuno accetta la sua testimonianza; chi però ne accetta la testimonianza, certifica che Dio è veritiero. Infatti colui che Dio ha mandato proferisce le parole di Dio e dà lo Spirito senza misura. Il Padre ama il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa. Chi  crede nel Figlio ha la vita eterna; chi non obbedisce al Figlio non vedrà la vita, ma l'ira di Dio incombe su di lui». (3, 31-36) 
 
Un eccesso di amore del Padre, in pieno accordo con il Figlio, rende possibile l’Incarnazione del Verbo. Il Figlio nasce Uomo per poter morire e dare la Vita. Non viene per giudicare ma al contrario, per dare salvezza! Questo è il piano del Padre. Tutto quello che Gesù dice è ciò che ha visto e ascoltato dal Padre nei Cieli! Il Figlio, incarnandosi, resta ciò che è da sempre: il Verbo di Dio! Dunque quando parla e agisce non fa altro che trasmetterci il Padre. Lui stesso lo ha mandato per potersi rivelare ai suoi figli. Gesù parla le Parole del Padre! E insieme ci dona lo Spirito! Si manifesta in ogni parola e atto la Trinità intera! Non può essere diversamente, essendo Dio Uno solo. Il Padre ama il Figlio e gli dona ogni potere. In preghiera prova ad immaginare un Padre immenso e disegna il Figlio sulla sua bocca, come segno della sua Parola. Inserisci entrambi dentro una sfera rossa: lo Spirito Santo. Contempla questa immagine e prega la Trinità di darti la grazia di avvicinarti al Padre con la fiducia di un figlio e la semplicità di un bambino, per ricevere da lui una tenerezza di Madre.  
 
-       Gli replicò la donna: «Signore, vedo che tu sei un profeta. I nostri padri hanno adorato Dio sopra questo monte e voi dite che è Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare». Gesù le dice: «Credimi, donna, è giunto il momento in cui né su questo monte, né in Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate quel che non conoscete, noi adoriamo quello che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma è giunto il momento, ed è questo, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; perché il Padre cerca tali adoratori. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità». (4, 19-24)   
 
Gesù, parlando alla Samaritana, ci insegna come dobbiamo adorare il Padre. Adorare è qualcosa di più del pregare, è entrare nella sfera dell’amore, deriva dal latino ad-os che significa ‘portare alla bocca’. Adorare dunque significa mangiare quello verso cui siamo rivolti, unirsi fino a diventare una sola cosa. Così adorando Dio, contemplandolo, ci uniamo a Lui. Per compiere questo atto non è più necessario un luogo sacro specifico, perché tutto ormai sulla terra è santo, santificato dal tocco del corpo e dello spirito del Figlio di Dio. Possiamo dunque adorare Dio in ogni luogo, in spirito, nel tempio del cuore. In un momento di silenzio fatti toccare dallo sguardo del Padre, lasciati guardare e guardalo, e lasciati portare dallo Spirito ad adorare, fino a sentirti Uno con Dio.  
 
-         Intanto i discepoli lo pregavano: «Rabbì, mangia». Ma egli rispose: «Ho da mangiare un cibo che voi non conoscete».  E i discepoli si domandavano l'un l'altro: «Qualcuno forse gli ha portato da mangiare?». Gesù disse loro: «Mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera. (4, 31-34) 
 
Ognuno di noi ha un ‘cibo motore’, un nutrimento da cui trarre energie per vivere. Può essere positivo o negativo: una passione, un amore, un idolo, una dipendenza, una mèta da raggiungere. Può essere Dio. Per Gesù il nutrimento era ed è vivere nella Vita di Dio, nella Divina Volontà. Non solo conoscerla, ma farla. Questa la Missione che per Gesù è stato l’unico cibo. Cosa è il cibo? Quello che ci tiene in vita. Prega oggi chiedendo luce allo Spirito Santo su questo? Quale è la molla della tua vita? Di cosa ti nutri? Dove prendi vita? Pensi forse al Pane Eucaristico? Certo, è giusto, ma se non si fa ‘compimento di una Opera’ non è un vero pane…    
 
-         Per questo i Giudei cominciarono a perseguitare Gesù, perché faceva tali cose di sabato. Ma Gesù rispose loro: «Il Padre mio opera sempre e anch'io opero». Proprio per questo i Giudei cercavano ancor più di ucciderlo: perché non soltanto violava il sabato, ma chiamava Dio suo Padre, facendosi uguale a Dio. Gesù riprese a parlare e disse: «In verità, in verità vi dico, il Figlio da sé non può fare nulla se non ciò che vede fare dal Padre; quello che egli fa, anche il Figlio lo fa. Il Padre infatti ama il Figlio, gli manifesta tutto quello che fa e gli manifesterà opere ancora più grandi di queste, e voi ne resterete meravigliati. Come il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi vuole; il Padre infatti non giudica nessuno ma ha rimesso ogni giudizio al Figlio, perché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre. Chi non onora il Figlio, non onora il Padre che lo ha mandato. In verità, in verità vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita. (5, 16-24. Se puoi leggi il capitolo fino alla fine)   
 
La comunione tra il Padre e il Figlio non si spezza negli anni dell’Incarnazione. Entrambi operano. Gesù chiama pubblicamente Dio col nome di Padre, e così poi insegnerà a fare anche a noi. Il Figlio non agisce in modo autonomo, ma fa quello che vede fare a Padre. Dunque in ogni atto che Gesù compie noi dobbiamo vedere le azioni del padre: insegnare, guarire, resuscitare, consolare, donare misericordia, guardare con amore, liberare dal demonio, sono tutte azioni che ha imparato e imitato dal cuore del Padre. Come in uno specchio, Gesù ci rivela il Padre, ne è l’Immagine che si fa comprensibile per noi attraverso la carne. E’ come un vocabolario di una lingua incomprensibile ai nostri sensi umani. Gesù è il traduttore della Persona del Padre.  Cerca in preghiera di rileggere i verbi delle azioni di Gesù e pensa che ti rivelano il cuore stesso del Padre. Che tipo di Padre ne emerge?  
 
-          Io però ho una testimonianza superiore a quella di Giovanni: le opere che il Padre mi ha dato da compiere, quelle stesse opere che io sto facendo, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato. E anche il Padre, che mi ha mandato, ha reso testimonianza di me. Ma voi non avete mai udito la sua voce, né avete visto il suo volto, e non avete la sua parola che dimora in voi, perché non credete a colui che egli ha mandato. Voi scrutate le Scritture credendo di avere in esse la vita eterna; ebbene, sono proprio esse che mi rendono testimonianza. Ma voi non volete venire a me per avere la vita. Io non ricevo gloria dagli uomini. Ma io vi conosco e so che non avete in voi l'amore di Dio. Io sono venuto nel nome del Padre mio e voi non mi ricevete; se un altro venisse nel proprio nome, lo ricevereste. E come potete credere, voi che prendete gloria gli uni dagli altri, e non cercate la gloria che viene da Dio solo? (5, 36-44)   
 
Credere a Gesù, inviato dal Padre, non solo ci fa udire la sua voce e vedere il suo volto, ma rende la sua parola dimorante in noi. Il Figlio non cerca gloria dagli uomini ma si rattrista vedendo che in coloro che aveva davanti non c’era amore per Dio. Gesù è venuto per darci la Vita ma c’è qualcosa che ci impedisce di credere: invece di dare gloria a Dio e di avere in lui il faro della nostra vita, prendiamo vita dalla gloria degli altri, dalla loro stima. Ci preoccupiamo molto più della stima degli altri, del loro giudizio, che di quello di Dio. Questa chiusura del cuore ci impedisce di vedere pienamente il volto del Padre e di avere in noi la sua Parola, la sua presenza viva e dialogante con noi. Chiediamo in preghiera di poter vivere alla presenza di Dio, per dare lode a Lui solo!  
 
-             Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo fare per compiere le opere di Dio?». Gesù rispose: «Questa è l'opera di Dio: credere in colui che egli ha mandato». Allora gli dissero: «Quale segno dunque tu fai perché vediamo e possiamo crederti? Quale opera compi? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: Diede loro da mangiare un pane dal cielo». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità vi dico: non Mosè vi ha dato il pane dal cielo, ma il Padre mio vi dà il pane dal cielo, quello vero; il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo».  Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane». Gesù rispose: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non avrà più sete.  Vi ho detto però che voi mi avete visto e non credete. Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me; colui che viene a me, non lo respingerò, perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.  E questa è la volontà di colui che mi ha mandato, che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma lo risusciti nell'ultimo giorno.  Questa infatti è la volontà del Padre mio, che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; io lo risusciterò nell'ultimo giorno». (6, 28-40) Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia di me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo, non come quello che mangiarono i padri vostri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno». (6, 56-58) 
 
Strana risposta di Gesù: fare l’Opera di Dio è credere. Per partire ci è chiesto solo questo. Il resto è un di più che viene di conseguenza. Se credi conosci e quindi ami, entri nel cuore di Dio. Per questo poi in Lui potrai fare anche le opere di Dio. Ma le fa Dio nel quale hai messo la tua volontà. Gesù si presenta come il pane disceso dal Cielo, il solo pane che dà la Vita. Se lo mangiamo ci trasformiamo in Lui, abbiamo la Vita e diventiamo portatori di Vita per altri. Questa è la volontà del Padre, per questo Gesù si è fatto Uomo: perché nessun figlio si perda, perché ognuno possa essere ricondotto nella Casa del Padre. Il cibo per il lungo viaggio del ritorno è il Pane disceso dal Cielo, il Verbo stesso di Dio. Come il Padre, che ha la Vita, ha inviato Gesù e lui vive per il Padre, così colui che mangia il Corpo e Sangue di Gesù vivrà per Lui, per sempre. Contempla in silenzio questo mistero grande della nostra fede. Loda Gesù per essersi fatto per te cibo di vita eterna!  
 
-          Avrei molte cose da dire e da giudicare sul vostro conto; ma colui che mi ha mandato è veritiero, ed io dico al mondo le cose che ho udito da lui». Non capirono che egli parlava loro del Padre. Disse allora Gesù: «Quando avrete innalzato il Figlio dell'uomo, allora saprete che Io Sono e non faccio nulla da me stesso, ma come mi ha insegnato il Padre, così io parlo. Colui che mi ha mandato è con me e non mi ha lasciato solo, perché io faccio sempre le cose che gli sono gradite». (8, 26-29) 
 
Nel ripetere che tutto quello che dice è quello che ha udito dal Padre, e che ciò che fa non lo compie di sua iniziativa ma agisce come gli ha insegnato il Padre, ci rivela che anche durante la vita terrena non compie solo quello che ha precedentemente appreso dal Padre in Cielo, ma che il Padre è presente nell’oggi della sua Incarnazione! E nel dire che il Padre è sempre con lui ce ne dà anche la spiegazione: il Figlio fa sempre le cose che gli sono gradite! Dunque anche per noi questo vale: agire per far contento il Padre, muoversi per tutelare i suoi (e nostri) interessi fa sì che Lui sia sempre con noi. Che non siamo mai soli. Non è straordinario? Prega questa Parola e resta nello stupore e nella gioia!  
 
-      Disse loro Gesù: «Se Dio fosse vostro Padre, certo mi amereste, perché da Dio sono uscito e vengo; non sono venuto da me stesso, ma lui mi ha mandato. Perché non comprendete il mio linguaggio? Perché non potete dare ascolto alle mie parole, voi che avete per padre il diavolo, e volete compiere i desideri del padre vostro. Egli è stato omicida fin da principio e non ha perseverato nella verità, perché non vi è verità in lui. Quando dice il falso, parla del suo, perché è menzognero e padre della menzogna. A me, invece, voi non credete, perché dico la verità. Chi di voi può convincermi di peccato? Se dico la verità, perché non mi credete? Chi è da Dio ascolta le parole di Dio: per questo voi non le ascoltate, perché non siete da Dio». (8, 43-47) 
 
Qui il linguaggio di Gesù si fa duro. Cosa può impedire di credere in Gesù e nel Padre? Avere, riconoscere, un altro padre. Il padre della menzogna. In tal caso si opera per far contento un altro padre, a lui si dà gloria. E’ padre della menzogna e porta lontano dalla verità. Rende incapaci all’ascolto della voce della Verità. Chiude gli occhi e le orecchie. Entra in te stesso e fai un esame di coscienza profondo, dopo aver invocato lo Spirito Santo. Quale padre stai seguendo? Dove portano le tue azioni?
 
  -           Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, come il Padre conosce me e io conosco il Padre; e offro la vita per le pecore. E ho altre pecore che non sono di quest'ovile; anche queste io devo condurre; ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge e un solo pastore. Per questo il Padre mi ama: perché io offro la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie, ma la offro da me stesso, poiché ho il potere di offrirla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo comando ho ricevuto dal Padre mio»..... Allora i Giudei gli si fecero attorno e gli dicevano: «Fino a quando terrai l'animo nostro sospeso? Se tu sei il Cristo, dillo a noi apertamente». Gesù rispose loro: «Ve l'ho detto e non credete; le opere che io compio nel nome del Padre mio, queste mi danno testimonianza; ma voi non credete, perché non siete mie pecore.  Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono.  Io do loro la vita eterna e non andranno mai perdute e nessuno le rapirà dalla mia mano.  Il Padre mio che me le ha date è più grande di tutti e nessuno può rapirle dalla mano del Padre mio. Io e il Padre siamo una cosa sola». (10, 14-18. 24-30) 
 
Che bella l’immagine del Pastore! La stessa conoscenza stretta che c’è tra il pastore e le pecore c’è tra il Figlio ed il Padre! Pensiamo che meraviglia! Lo stesso legame divinamente unificante che esiste tra le persone divine sussiste tra il Figlio e ciascuno di noi! Non ci viene offerto, in quanto creature, un amore di serie B, di secondo grado, ma lo stesso amore che esiste tra di loro! Per questo è pronto a dare la vita per ogni pecora che si allontana e si perde! Non è un amore terreno ma fuori misura e fuori ragionevolezza (pensate ad un pastore che lascia le 99 per cercarne una sola!!) Come loro sono una cosa sola, così Gesù si fa Uno con ciascuna anima! Resta in preghiera e sentiti guidato e protetto da questo Pastore così speciale…tornare spesso a questa immagine ti darà forza e sicurezza nel compiere il tuo viaggio verso il Padre.  
 
-      Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, già manda cattivo odore, poiché è di quattro giorni».  Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se credi, vedrai la gloria di Dio?».  Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti ringrazio che mi hai ascoltato.  Io sapevo che sempre mi dai ascolto, ma l'ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato».  E, detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!».  Il morto uscì, con i piedi e le mani avvolti in bende, e il volto coperto da un sudario. Gesù disse loro: «Scioglietelo e lasciatelo andare». (11, 39-44) 
 
Gesù ci mostra come deve essere la nostra preghiera al Padre, ce lo insegna pregando lui stesso. Prima ancora di verificare l’esito della sua accorata preghiera rivolta al Padre nel suo cuore, Gesù è sicuro di essere ascoltato: Sempre mi dai ascolto. Lo insegnerà personalmente ai discepoli: tutto quello che domandate nella preghiera, abbiate fede di averlo ottenuto e vi sarà accordato (Mt 11, 24).  Dio ascolta sempre la nostra preghiera sincera. Esaudisce quanti lo pregano con fede totale. Come credere questo quando ci sembra di non essere stati esauditi non avendo ottenuto esattamente ciò che abbiamo chiesto? Perché il Padre risponde alle nostre richieste di aiuto dando la sua soluzione, risolvendo i nostri problemi a suo modo per il nostro bene maggiore. Se chiediamo qualcosa che non è nei disegni di Dio su di noi o ci è dannoso, il Padre concederà qualcosa di più grande che sarà per un nostro maggior bene o darà un fiume di grazia per sostenere un po’ più a lungo quella prova, insieme a lui, alle sue consolazioni, per farci salire un gradino più su nel cammino di santità e di purificazione. Ma in ogni caso ci ha esaudito, non in quello che abbiamo chiesto, ma nel venire in nostro aiuto. Sempre. Non esiste preghiera che non riceva da Dio ascolto e risposta. Prega con fede maggiore e capirai come è vero questo senso del gridare verso Dio.  
 
-     Ora l'anima mia è turbata; e che devo dire? Padre, salvami da quest'ora? Ma per questo sono giunto a quest'ora! Padre, glorifica il tuo nome». Venne allora una voce dal cielo: «L'ho glorificato e di nuovo lo glorificherò!». La folla che era presente e aveva udito diceva che era stato un tuono. Altri dicevano: «Un angelo gli ha parlato».  Rispose Gesù: «Questa voce non è venuta per me, ma per voi. (12, 27-30) 
 
Nonostante l’umanità di Gesù sia turbata al pensiero delle immense sofferenze che lo attendono, ribadisce con forza la sua unione con la volontà del Padre. Dice espressamente che non è sua intenzione pregarlo per evitare la sofferenza, precisando al contrario che proprio per patire e morire è venuto nel mondo, per glorificare il Padre ristabilendo una alleanza eterna con i suoi figli dispersi. Il Padre stesso conferma questa comune volontà, facendo udire la sua voce. Prega al contrario di poter portare a pieno compimento la sua missione. Conferma davanti agli uomini e al Padre la sua piena adesione alla volontà del Padre. Prega per poter compiere la volontà di Dio in piena comunione, come una sola persona tu e Lui. Chiedi al Signore che ti aiuti a realizzare la tua vita donandola in pienezza nello Spirito Santo al Padre e ai fratelli, come novello figlio di Dio.  
 
-        Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai e come possiamo conoscere la via?».  Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se conoscete me, conoscerete anche il Padre: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».  Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta».  Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me ha visto il Padre. Come puoi dire: Mostraci il Padre?  Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me; ma il Padre che è con me compie le sue opere.  Credetemi: io sono nel Padre e il Padre è in me; se non altro, credetelo per le opere stesse.
In verità, in verità vi dico: anche chi crede in me, compirà le opere che io compio e ne farà di più grandi, perché io vado al Padre.  Qualunque cosa chiederete nel nome mio, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio.  Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò. (14, 5-14)
 
 
Gesù ci insegna che possiamo arrivare a conoscere e incontrare il Padre solo attraverso di Lui. Ma questo non è un ostacolo! In Lui ne abbiamo esattamente riportato il volto, le parole, le azioni. Un unico Dio insieme in Cielo e in terra. Il Padre è CON Lui e compie le proprie opere attraverso il Figlio.  Anche noi che crediamo in Lui possiamo compiere le sue opere CON Lui che contemporaneamente è in noi e nel Padre. E tutto quello che chiederemo NEL SUO NOME ci sarà concessa. Cosa significa? Ritorna la solita domanda: perché allora non sempre vengo esaudito? Perché non chiediamo nel suo Nome, cioè non chiediamo essendo IN LUI, in una unica vita e volontà. Ma quando chiediamo in comunione con la sua volontà e chiediamo l’aiuto dello Spirito Santo per compierla, ecco che veniamo sempre ascoltati. Prega nel silenzio ripetendo sul respiro “Gesù/aiutami”. Non fare richieste specifiche ma disponi l’anima ad inserirsi nella volontà del Padre, qualunque cosa ti chieda. Disponiti a restare sotto la sua e tua Croce, se stai soffrendo e non vedi speranza. Chiama Maria accanto a te.  
 
-        Se mi amate, osserverete i miei comandamenti. Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito di verità che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché egli dimora presso di voi e sarà in voi. Non vi lascerò orfani, ritornerò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete.  In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre e voi in me e io in voi. Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi mi ama. Chi mi ama sarà amato dal Padre mio e anch'io lo amerò e mi manifesterò a lui». Gli disse Giuda, non l'Iscariota: «Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi e non al mondo?».  Gli rispose Gesù: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui.  Chi non mi ama non osserva le mie parole; la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato. (14, 15-24)  
 
Un altro indizio importante sul Padre: è Colui che, se rimaniamo fedeli alla Verità insegnata da Gesù, ci manderà, su richiesta del Figlio stesso, il Consolatore, cioè lo Spirito Santo, Terza Persona Trinitaria. Già indirettamente gli Apostoli lo conoscevano, essendo Gesù unito costantemente al Padre ed allo Spirito, ma lo riceveranno in pienezza a Pentecoste e riceveranno consolazione per la mancanza di Gesù, forza, memoria, difesa. Ma la cosa più straordinaria è la grande rivelazione di Gesù che riguarda ognuno di noi: Gesù è nel Padre, e nello stesso tempo noi siamo in Gesù e Lui è in noi. La comunione tra di loro riguarda anche noi! Siamo già adesso parte di questa Trinità, non è qualcosa da vivere dal di fuori, ma dal di dentro, e se amiamo il Figlio siamo già racchiusi nella comunione di Amore della Trinità…. ci pensate? E poi segue la grande promessa, che è naturale conseguenza di questo: Chi mi ama sarà amato dal Padre mio e anch'io lo amerò e mi manifesterò a lui…Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui.  Siamo DIMORA del Padre e del Figlio (e naturalmente dello Spirito Santo) se solo amiamo Gesù! Come accade umanamente: se qualcuno ama tuo figlio non lo amerai anche tu? E’ straordinario: Gesù promette prima che si manifesterà a chi lo ama, e poi che Padre e Figlio verranno in noi e prenderanno dimora in noi…diventiamo veramente Tempio del Dio Trino. Contempla in silenziosa preghiera, preoccupati solo di Amare…e vivi questa promessa!  
 
-        Avete udito che vi ho detto: Vado e tornerò a voi; se mi amaste, vi rallegrereste che io vado dal Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l'ho detto adesso, prima che avvenga, perché quando avverrà, voi crediate. Non parlerò più a lungo con voi, perché viene il principe del mondo; egli non ha nessun potere su di me,  ma bisogna che il mondo sappia che io amo il Padre e faccio quello che il Padre mi ha comandato. Alzatevi, andiamo via di qui».(14, 28-31) 
 
Gesù annuncia il suo ritorno al Padre e lo definisce più grande di Lui, nel senso che in quel momento storico Gesù, incarnato, non è stato ancora glorificato. Ripete ancora, per noi oggi, quale deve essere l’atteggiamento di chi vuol essere figlio: amare il Padre e per questo fare quello che a Lui piace (non come servo, ma in una condivisione “familiare” di intenti). In preghiera immagina di sedere a tavola con il Padre e discuti con Lui di quanto è necessario fare per il bene della Famiglia.  
 
-          In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli. Come il Padre ha amato me, così anch'io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.
Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se farete ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l'ho fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: amatevi gli uni gli altri. (15, 8-17)
 
 
Gesù ci associa a Lui e ci mostra come diventare figli. Come ha fatto Lui, anche noi possiamo glorificare il Padre diventando discepoli di Gesù e portando molto frutto, continuando in Lui la sua Opera. La cosa più straordinaria è che come il Padre ha amato il Figlio, così Gesù ama noi. Il COME di Dio mi sconvolge sempre…non è il “come” che usiamo noi, un semplice paragone tra due cose, ma un precisissimo indicatore quantitativo e qualitativo, una copia perfetta di ciò che si mette a confronto. Pensa cosa significa che lo stesso amore divino che scorre tra loro, scorre tra te e Gesù….non ti gira la testa? Forse non lo hai contemplato abbastanza…ti prego di entrare in questa Parola…può cambiarti la vita! Gesù quasi ci prega, perché per realizzare questo amore, che Lui per primo desidera donarci, è necessario esaudire questa richiesta accorata di Gesù: Rimanete nel mio amore, restate tralci uniti alla vite, non prendete strade solitarie…AMATEVI GLI UNI GLI ALTRI.  E torna di nuovo il COME di Dio….come ha amato Lui, dando la vita…Ci chiede questo perché vuole solo una cosa (e così il Padre): che la sua Gioia sia in noi e la nostra gioia sia davvero piena, infinita, non soggetta a ruggine, non dipendente da altri che da noi e da Dio! Contempla questa misura divina di amore di Gesù per te…disponiti ad amare tutti coloro che Dio ama e vivi la pienezza della gioia!  
 
-        In verità, in verità vi dico: Se chiederete qualche cosa al Padre nel mio nome, egli ve la darà.  Finora non avete chiesto nulla nel mio nome. Chiedete e otterrete, perché la vostra gioia sia piena. Queste cose vi ho dette in similitudini; ma verrà l'ora in cui non vi parlerò più in similitudini, ma apertamente vi parlerò del Padre.  In quel giorno chiederete nel mio nome e io non vi dico che pregherò il Padre per voi: il Padre stesso vi ama, poiché voi mi avete amato, e avete creduto che io sono venuto da Dio.  Sono uscito dal Padre e sono venuto nel mondo; ora lascio di nuovo il mondo, e vado al Padre».  Gli dicono i suoi discepoli: «Ecco, adesso parli chiaramente e non fai più uso di similitudini.  Ora conosciamo che sai tutto e non hai bisogno che alcuno t'interroghi. Per questo crediamo che sei uscito da Dio».  Rispose loro Gesù: «Adesso credete?  Ecco, verrà l'ora, anzi è già venuta, in cui vi disperderete ciascuno per conto proprio e mi lascerete solo; ma io non sono solo, perché il Padre è con me. Vi ho detto queste cose perché abbiate pace in me. Voi avrete tribolazione nel mondo, ma abbiate fiducia; io ho vinto il mondo!». (16, 23-33) 
 
Gesù, vicino alla morte, parla più apertamente ai discepoli, spiegando che come è disceso dal seno del Padre, così a Lui ritornerà, dopo aver compiuto la sua Missione. Ripete ancora di pregare nel suo Nome per essere ascoltati sempre. Un particolare importante: il Padre è Colui che è sempre stato con Lui. Prega anche tu con questa consapevolezza, il Padre è sempre accanto a te, non solo quando preghi, ma in qualunque momento della tua giornata. Chiedi la grazia di avere una speciale sensibilità, uno sguardo contemplativo, per sentire la sua presenza in ogni momento della tua vita. Rivolgi un pensiero di amore al Padre prima di alzarti al mattino, prima di uscir di casa, prima di iniziare il lavoro, ai pasti, nel riposo…abituati a riconoscere la sua presenza.  
 
-          Così parlò Gesù. Quindi, alzati gli occhi al cielo, disse: «Padre, è giunta l'ora, glorifica il Figlio tuo, perché il Figlio glorifichi te. Poiché tu gli hai dato potere sopra ogni essere umano, perché egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato.  Questa è la vita eterna: che conoscano te, l'unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo.  Io ti ho glorificato sopra la terra, compiendo l'opera che mi hai dato da fare.  E ora, Padre, glorificami davanti a te, con quella gloria che avevo presso di te prima che il mondo fosse. Ho fatto conoscere il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo. Erano tuoi e li hai dati a me ed essi hanno osservato la tua parola.  Ora essi sanno che tutte le cose che mi hai dato vengono da te, perché le parole che hai dato a me io le ho date a loro; essi le hanno accolte e sanno veramente che sono uscito da te e hanno creduto che tu mi hai mandato.  Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per coloro che mi hai dato, perché sono tuoi.  Tutte le cose mie sono tue e tutte le cose tue sono mie, e io sono glorificato in loro.  Io non sono più nel mondo; essi invece sono nel mondo, e io vengo a te. Padre santo, custodisci nel tuo nome coloro che mi hai dato, perché siano una cosa sola, come noi. (17, 1-11) 
 
Inizia da qui la stupenda ‘preghiera sacerdotale’ di Gesù. Leggila con calma più volte, con cuore aperto. Qui Gesù si mostra ai discepoli mentre prega il Padre, come sacerdote che sacrifica se stesso ed intercede per i suoi. Ci insegna come pregare: alza gli occhi al cielo, lo chiama Padre, e lo invoca con estrema fiducia e semplicità. Sa che sta per lasciare i suoi amici, e prega il Padre perché custodisca i suoi seguaci, di allora e di sempre, perché siano una cosa sola, come lo sono il Figlio e il Padre. E’ un momento profondissimo di intimità tra Padre e Figlio, e in questo colloquio parlano di noi…Gesù sta per offrirsi e i suoi ultimi pensieri sono ancora per noi, si preoccupa dei suoi amici che resteranno soli, teme che si disperdano e perdano la comunione tra loro. Che gioia sapere che eternamente Gesù Sacerdote intercede così per noi! Ci fa bene pensarlo, ci ridona slancio, ci fa riflettere sull’importanza dell’unità. Prega il Signore e ringrazialo per queste sue preoccupazioni, lodalo perché fino all’ultimo vuole lasciarci un esempio di preghiera, benedicilo perché ti ha detto che sei di Gesù e del Padre, appartieni a loro. E’ straordinario… credi ancora che devi preoccuparti, vivere in ansia, soffocare dalla paura?  
 
-         Non chiedo che tu li tolga dal mondo, ma che li custodisca dal maligno. Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo.  Consacrali nella verità. La tua parola è verità.  Come tu mi hai mandato nel mondo, anch'io li ho mandati nel mondo; per loro io consacro me stesso, perché siano anch'essi consacrati nella verità. Non prego solo per questi, ma anche per quelli che per la loro parola crederanno in me; perché tutti siano una sola cosa. Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi in noi una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato. E la gloria che tu hai dato a me, io l'ho data a loro, perché siano come noi una cosa sola.  Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell'unità e il mondo sappia che tu mi hai mandato e li hai amati come hai amato me. Padre, voglio che anche quelli che mi hai dato siano con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria, quella che mi hai dato; poiché tu mi hai amato prima della creazione del mondo. Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto; questi sanno che tu mi hai mandato.  E io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere, perché l'amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro». (17, 15-26) 
 
Un passo meraviglioso…che emozione rileggerlo…Non parla più solo per i presenti ma per tutti noi…Come in un testamento, quando si pensa alle persone care, Gesù prosegue la ‘preghiera sacerdotale’ pensando ai pericoli che ci minacciano: l’azione del maligno. Questo è l’unico vero nemico dell’uomo e Gesù ci mette in guardia e intercede ieri oggi e sempre per noi. Ci ricorda che, pur vivendo nel mondo, non apparteniamo più al mondo e alle leggi della carne, ma siamo ormai Figli del Padre e apparteniamo alla Famiglia Celeste. Ma corriamo dei pericoli, Gesù prega per l’unità tra noi perché l’azione principale del maligno è dividere. E’ necessario quindi contrastare ogni azione che abbia la conseguenza di dividerci. Può essere un buon metodo di discernimento, nel nostro fare o parlare, verificare se sono atti di unità o di divisione. Nella Verità. Che linguaggio delicato, di accorata tenerezza… Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi in noi una cosa sola…Siamo invitati non sono ad essere uniti, ma esserlo in Loro, uniti nella comunione del Padre e del Figlio…non si può spiegare questo, si può provare a chiedere la grazia di iniziare a viverlo…  E io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere, perché l'amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro…il suo desiderio più grande è che l’amore che il Padre ha avuto per Lui sia in tutti noi, e Gesù con il Padre…siamo alle vette dell’unione mistica…iniziamo a pregare, in silenzio, senza più parole…  
 
-               Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Essa, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l'hai portato via tu, dimmi dove lo hai posto e io andrò a prenderlo». Gesù le disse: «Maria!». Essa allora, voltatasi verso di lui, gli disse in ebraico: «Rabbunì!», che significa: Maestro! Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va' dai miei fratelli e di' loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro».(20, 15-17) 
 
Siamo all’alba del mattino di Pasqua, Maria è la prima ad incontrare Gesù, appena uscito dal sepolcro.  Lei cerca di trattenerlo, ma Gesù prima di manifestarsi glorificato ai suoi deve salire al Padre. Ora è veramente, non solo Padre e Dio mioma Padre e Dio nostroOra davvero sono state riaperte le Porte del Cielo per tutti i Figli di Dio! Ora siamo diventati figli nel Figlio, a costo del Suo Sangue! Che fretta avrà avuto di ritornare finalmente nel seno del Padre! Di riportare in Dio tutti i figli dispersi, di aver salvato per sempre dalla dannazione chiunque vorrà essere salvato! Prega lodando Gesù, benedicilo, ringrazialo con tutta la tua mente e con tutto il tuo cuore.
 
  -            La sera di quello stesso giorno, il primo dopo il sabato, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, si fermò in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il costato. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi». (20, 19-21) 
 
Finalmente Gesù torna con un corpo glorificato tra i suoi. Con i segni della Vita offerta e la gloria del Risorto. Riassume la sua missione con tre parole: Pace a voi! La sua Incarnazione ha riportato infatti la Pace per sempre tra Dio e il suo Popolo, un Popolo che ormai non avrà più limiti ma si estenderà su tutta la terra e per tutti i tempi. Il Dono ricevuto non può rimanere chiuso, i discepoli diventano subito dei ‘mandati’ sul modello del Maestro. Come il Padre ha agito con Gesù, così agisce Lui con ciascuno di noi. Prega sentendo la voce di Gesù che ti chiama per nome e ti invia…non temere, ti ricolmerà di Spirito Santo, sa che da solo non puoi farcela…nessuno di noi da solo potrebbe riuscire…che aspetti a dire ‘eccomi, manda me’!!    
 
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P.S. Forse non basterà la Quaresima per entrare nel cuore di queste parole che abbiamo scelto come stella polare per questi 40 giorni: 
 
Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo (Lc 15, 31-32) 
 
Vi chiedo di pregare questa frase ogni giorno fino a Pasqua. Avrete grandi frutti!
Chi non riceve i nostri messaggi su whatsapp, può richiederci i due esercizi specifici per pregare questa Parola dal Vangelo di Luca (info@martaemaria.com).  
 
 
    PROSSIMO INCONTRO:   
 
 
SANTUARIO DOMESTICO “ Cor Unum in Matre”: mercoledì  5 Aprile ore  19 – Preghiera del cuore e  meditazione teologica di Filippo Maria Lio