06 / 04 / 2014
V Domenica di Quaresima
(Ricordo a quanti non riescono a leggere bene queste mail, poiché a volte appaiono tra le sillabe caratteri strani, che è possibile vederle correttamente dalla finestra “News” del sito)
Cari Amici, come procede il Cammino? Riprendiamo il nostro diario condiviso? Sarebbe molto interessante, per me e per voi, capire se questo andamento che stiamo registrando di settimana in settimana, sia sperimentabile da tutti coloro che si impegnano in un percorso di avvicinamento a Dio. Si potrebbe leggervi una pedagogia divina, ritrovandone tracce della antica via purgativa, illuminativa ed unitiva. Stamattina, parlandone con Carlo, ho visto che anche il suo cammino ha avuto le stesse tappe. Se potete, magari rileggendo prima le mail della quaresima, rileggete il vostro percorso e scriveteci.
Mi sembra che in questa settimana appena trascorsa il panorama sia cambiato di nuovo. Dopo le tentazioni e le asperità della settimana precedente, in questi ultimi giorni un caldo raggio di sole sembra illuminarci la strada. Rimane sempre stretta, piena di ostacoli, ma una timida gioia si affaccia nel cuore, rendendo più gioiosa la salita. Sembra arrivare una Pace, un senso di interiore consolazione, mentre diminuisce quell’ansia da “prestazione quaresimale” che ci aveva amareggiato in passato. Arriva una specie di spinta interiore, una forza maggiore, un piccolo salto di qualità. E’ come quando, dopo una difficile traversata in mare, tocchi l’altra riva. E ti senti a Casa. Tra braccia amiche, familiari. E ti capita che, diversamente dai giorni scorsi, ascoltando nel Vangelo Gesù che parla duramente a pubblicani, farisei, e vari tipi di ipocriti, per la prima volta dopo tanto tempo non ti senti più tra quelli, ma tra i piccoli seguaci di Gesù che, pur rimasti umili e pieni di povertà, hanno fatto la loro scelta d’amore. Sanno finalmente di essere amati da qualcuno, hanno trovato la sorgente di quell’amore che cercavano da tanto tempo, ed hanno deciso, pur con mille difficoltà e tanti limiti (pensiamo alle debolezze di Pietro) di restare più vicini al Maestro divenendo un po’ più simili a Lui. Provi in certi momenti di grazia la sensazione di non essere più il figlio maggiore del Padre Misericordioso (del figlio prodigo), ma diventi quel “terzo” figlio che pian piano sperimenta la gioia di essere nel cuore del Padre. Capisci finalmente che quello che è Suo è Tuo, e desideri che possa essere anche di tutti gli altri fratelli. Ti capita di avere nel cuore gli stessi interessi e le stesse preoccupazioni del Padre. Ti sorprendi qualche volta a pregare per un fratello che sbaglia, a guardare con benevolenza il comportamento degli altri, talvolta anche quando è contro di te, ti ferisce, ti offende. Intravedi una strada, meravigliosa ma immensamente difficile, impossibile senza l’aiuto della Grazia, di un mondo senza barriere, dove tra me e te non c’è separazione, ma identità nell’unico Corpo Mistico di cui facciamo tutti parte, alcuni senza neanche saperlo. In un raro momento di lucidità interiore, capivo che quella era la “Vita Nuova”, se volevo accoglierla poteva essermi donata. Frutto della aurora pasquale poteva essere in me già adesso, se ero pronta a ridire il mio sì, più lucido e consapevole.
Come scrive S. Teresa, Dio dà per togliere. Regala per primo. Se stesso. Dona la pienezza dei Suoi doni per renderci più facile l’abbandono dei nostri attaccamenti. E allora il nostro sì può venire dal cuore, nella certezza che trovo molto più di quel che dovrò lasciare. Intravedo la bellezza di quello che mi viene proposto. Un mondo tutto nuovo, da guardare con occhi nuovi, i Suoi, con pensieri nuovi, da accostare con mani nuove, da amare con un cuore diverso. E’ un passare all’altra riva per davvero. Da soli non possiamo. Solo nell’affidarci è possibile. E’ una fase importante, delicata, non restiamo più tristi come il giovane ricco, lo abbiamo sperimentato tante volte. Ora la Gioia è ad un passo. Gesù ci grida di uscire da noi stessi. Rispondiamo con il nostro sì. Da questo momento, usciti dalla tomba come Lazzaro, la Vita Nuova sarà in noi. Diventeremo sorgenti per quanto cercano la Gioia, come ci ripete Maria nell’ultimo messaggio:
“Per mezzo dello Spirito Santo, diventerete una sorgente dell’amore di Dio: a quella sorgente berranno tutti coloro che non conoscono mio Figlio, tutti gli assetati dell’amore e della pace di mio Figlio.”
Fate attenzione: come è successo a me in questa settimana con eventi di inequivocabile minaccia, se il vostro cuore è onesto nel cammino potrebbero presentarvisi incidenti di vario tipo, dai quali la mano del Signore vi proteggerà completamente. Se dovesse accadere, lodate il Signore a gran voce, e restate nella Pace, anzi nella Gioia, perché questa è la prova migliore della saldezza del vostro procedere, del vostro avvicinarvi a vivere in pienezza il Regno di Dio in voi, già ora in terra.
CONTEMPLANDO LA PAROLA DI OGGI
Ezechiele 37, 12-14
Perciò profetizza e annunzia loro: Dice il Signore Dio: Ecco, io apro i vostri sepolcri, vi risuscito dalle vostre tombe, o popolo mio, e vi riconduco nel paese d'Israele. Riconoscerete che io sono il Signore, quando aprirò le vostre tombe e vi risusciterò dai vostri sepolcri, o popolo mio. Farò entrare in voi il mio spirito e rivivrete; vi farò riposare nel vostro paese; saprete che io sono il Signore. L'ho detto e lo farò.
Oracolo del Signore Dio.
E’ incredibile come la liturgia della V Domenica rispecchi il punto in cui è giunto il nostro percorso quaresimale…il Suo Spirito entra e porta la Vita Nuova.
Giovanni 11
E, detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, con i piedi e le mani avvolti in bende, e il volto coperto da un sudario. Gesù disse loro: «Scioglietelo e lasciatelo andare».
Nella preghiera del cuore, dopo aver trovato il silenzio del corpo e dell’anima, come abbiamo imparato ormai a fare, cerchiamo di ascoltare la voce di Gesù che grida il nostro nome e di dice di uscire fuori dalle nostre caverne interiori, dagli schemi di sempre, dalla paura di rischiare di uscire alla luce del giorno. Lazzaro esce ancora pieno di legami, così anche noi usciremo, se lo vogliamo, con ancora tante catene addosso, ma saremo alla luce del giorno, il Sole ci guarirà, e Dio manderà in nostro soccorso chi potrà aiutarci a scioglierci, liberarci del tutto da ciò che ci impedisce di volare alto.
Un vizio a settimana: L’ACCIDIA
Poco conosciuto, ma non meno grave degli altri, questo vizio presenta varie sfaccettature di significato, comprendendo concetti che vanno dalla noia, all’inerzia e all’indolenza nel fare il bene. Come contrastare questo atteggiamento interiore? Con l’Amore. Torniamo al ragionamento che facevamo prima, sull’essere nel cuore del Padre. Se iniziamo finalmente a guardare il mondo e gli altri con il cuore di Dio ci prenderà il sentimento opposto, l’urgenza, la fretta, di portare aiuto al mondo che, come dice papa Francesco, somiglia sempre più ad un immenso ospedale da campo. Se inizi veramente a guardarti intorno, non potrai più restare con le mani in mano a guardare, mentre tutto intorno a te crolla. Con l’azione, la parola, la preghiera, l’offerta, l’espiazione o l’intercessione, in qualunque modo ti ispirerà lo Spirito, inizierai a lavorare nella Vigna del Signore.
Ripeti nel silenzio della preghiera del cuore:
eccomi, sono pronto, manda me.
INCONTRI DI MARTA E MARIA
Mercoledì scorso c’è stato l’incontro a S. Anastasia. Incollo qui sotto la Meditazione Lauretana di Carlo.
E’ stato bellissimo il Simposio Teresiano di martedì e mercoledì scorso, veramente ricco di spunti. Una nuova spinta a camminare sulla strada indicata da S. Teresa, e un rinnovato convincimento della necessità di far incontrare i laici e la mistica, rispondendo al bisogno sempre più diffuso di spiritualità che emerge dal nostro tempo.
Domenica scorsa ci siamo ritrovati al Santuario di Schoenstatt a Boccea per il secondo incontro di preparazione all’Alleanza d’Amore con Maria. Sempre più ricca e profonda la tematica mariana.
Nel pomeriggio abbiamo poi partecipato al secondo incontro del Movimento Cuori Nuovi a S. Anastasia. Il prossimo sarà domenica 27 aprile alle 15,30. Informate i vostri amici di questo incontro, dedicato in particolare a quanti, dopo un Matrimonio Sacramentale ed una separazione, risposati civilmente o conviventi o stabilmente accompagnati, non volendo rinunciare alla ricchezza dell’Incontro Eucaristico, hanno deciso di impegnarsi in un progressivo cammino verso la castità di coppia. Il Movimento, nato per questo, accompagna queste coppie con la presenza di un Sacerdote, la preghiera comunitaria e la formazione cristiana.
Il prossimo incontro a S. Anastasia con la Preghiera del cuore sarà mercoledì santo, 16 aprile. Al termine, trovandoci nella settimana santa, non seguirà la cena.
Nella pagina dedicata del sito in serata potrete trovare il messaggio di Medjugorje del 2 aprile con il consueto commento.
PELLEGRINAGGI
Stiamo preparando un breve pellegrinaggio al Santuario di Schoenstatt, a Vallendar, vicino Coblenza, nell’anno centenario dalla fondazione, avvenuta il 18 ottobre 1914. Dovrebbero essere 3 o 4 notti, tra il 29 luglio e il 3 agosto, con date da definire nei prossimi giorni. Il costo è previsto in tutto, volo compreso, tra le 350 e le 400 euro a persona. Se qualcuno è interessato ci scriva il prima possibile; comunicheremo date e numero del volo così che ognuno potrà effettuare autonomamente la prenotazione. Per l’alloggio presso il Santuario vi preghiamo di darci la conferma entro mercoledì 9 aprile, per e-mail.
Per Medjugorje forse c’è qualche posto per il pellegrinaggio dal 15 al 21 luglio. Se qualcuno volesse aggiungersi potremo contattare l’albergo per verificare la disponibilità attuale. In tal caso contattateci subito.
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Un pensiero particolate al nostro Amico Lodovico, che lunedì festeggerà il compleanno. Un affettuoso augurio da tutti noi!
Buona settimana a tutti! Scriveteci!
Newsletter dal sito www.martaemaria.com
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XXIX VAS SPIRITUALE
Per una donna, la gioia più grande consiste nell’essere fecondata dall’uomo che ama. Ma Maria era un Dio che amava, e fu fecondata da Lui! Secondo il fisico americano Frank Tipler, tale fenomeno, come anche la Resurrezione, e perfino la Transustanziazione, è perfettamente compatibile con le conoscenze di cui già disponiamo (cfr. il suo bel Fisica del cristianesimo). Certamente l’accoppiamento tra una cellula umana e l’Energia divina non cesserà mai di destare la più grande sorpresa e il più vivo stupore: due mondi fin lì assolutamente separati entrano fisicamente, oltre che spiritualmente, in contatto. I confini del tempo e dell’Eternità, dell’Onnipotenza e del nulla vengono improvvisamente cancellati: in Maria avviene questo mistero; Maria è questo mistero. Solo lei, con la sua purezza e la sua innocenza pre-cosmiche, originarie, poteva ricevere, accogliere ed esprimere Dio nella sua carne.
Nell’anno liturgico la Solennità dell’Annunciazione del Signore cade nel Tempo di Quaresima o in quello di Pasqua. E’ cioè nel vivo della Passione, o nella sua immediata vigilia, o, più raramente, al suo indomani, che risuonano alte e forti le parole dell’Angelo. E’ anche l’unica festa di cui non si possa dire con certezza se appartenga al ciclo liturgico di Maria o a quello di Gesù, proprio come l’Evento che in essa si ricorda annulla, come abbiamo visto, la distinzione tra Cielo e terra, tra Dio e uomo. Maria è quanto di più divino ci sia nell’uomo; Gesù è quanto di più umano ci sia in Dio: ecco perché questa festa li fonde così mirabilmente insieme! Ma chi ha operato tale fusione è lo Spirito Santo, chi l’ha annunciata è l’Arcangelo Gabriele, e chi l’ha resa possibile, preservando Maria da “ogni macchia di peccato originale”, è il Padre: ecco dunque che in questa Solennità noi abbiamo, perfettamente ricapitolata, l’intera Economia della Salvezza! Questo è in effetti l’ufficio dell’Anno liturgico, quello di inserire nel tempo i Fasti dell’Eternità e di far riaffluire in questa la gioia, il dolore, la luce e la gloria di quello! Dal momento dell’Annunciazione le sorti di Dio e dell’uomo si sono unite per sempre. L’uomo le aveva separate, Dio le ha riunite; l’uomo le aveva separate in paradiso, Dio le ha riunite in Maria. Maria è il Paradiso dell’uomo.
Proprio per questo è giusto venerarla con il titolo di “vaso spirituale”. Ma come ha potuto la materia umana diventare ricettacolo della Forza divina? “Allora il Signore Dio plasmò l’uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente” (Genesi, 2, 7). Se la polvere ha ricevuto da Dio la vita come Maria non avrebbe potuto riceverNe la Vita eterna? Maria non è polvere che debba ritornare in polvere; Maria è il paradiso che deve tornare ad esserlo per sempre! La sua Immacolata Concezione non le toglie il tempo, ma le assicura l’eternità. Non la sottrae alla condizione umana, ma fa di questa un trampolino di lancio verso Dio. Non la rende indifferente alla Storia, ma orienta questa alla sua destinazione provvidenziale. In Maria noi abbiamo la certezza di poter incontrare, prima o poi, Dio. Se già una gravidanza normale, in quanto voluta e resa possibile da un amore umano, trasforma la donna, facendola crescere e maturare, in vista del suo futuro impegno di madre, immaginiamo la trasformazione che è avvenuta in Maria, una ragazza di 16 anni!, durante i mesi della sua gravidanza divina! Lei era diventata per intero un vas spirituale, e non cessò mai di esserlo. Suo Figlio, prima bambino, poi ragazzo, poi uomo, prima vezzeggiato, poi educato, poi assistito da lei, come qualunque figlio di qualunque madre, era Dio, come il Padre che l’aveva purificata e come lo Spirito Santo che l’aveva fecondata. Lei si trovava ad essere contemporaneamente figlia, sposa e madre di Dio! Come non la diremmo dunque vaso spirituale? C’è mai stata, o ci potrà mai essere, una creatura più spirituale di lei, o in cui la Santissima Trinità si sia infusa più profondamente? Oppure, per quanto modello efficace di ogni santificazione, la santità di Maria è destinata ad eccedere ogni limite e a vanificare ogni paragone? Se Dio non Si è mai stancato e non Si stancherà mai di contemplare Maria, perché dovremmo stancarci noi?
Vas spirituale, ora pro nobis!