17 / 05 / 2014
Villa Betania
Cari amici, dove potevo fare il mio piccolo intervento se non a … Villa Betania? Si è trattato, come forse già sapete, di un tentativo di “decompressione del nervo ulnare”, e cioè del nervo che dal gomito arriva alle dita della mano sinistra. Dico “tentativo” perché il suo malfunzionamento potrebbe anche essere dovuto ad una protrusione del tratto cervicale della colonna vertebrale; in questo caso, dovrei rassegnarmi. Speriamo che tutto torni a posto, ma ci vorrà un po’ di tempo, forse anche un anno, per saperlo!
Io non sono fra le persone più coraggiose del mondo, e non avevo mai fatto un intervento in anestesia locale. Mi ci sono recato senza particolare apprensione, ma già la lunga fase dell’addormentamento del braccio (in cui la coscienza sperimentava un fenomeno nuovo: quello di non poter controllare tutto il suo corpo), abbandonato in una stanzetta oscura, con tante persone che andavano e venivano nel corridoio adiacente senza apparentemente accorgersi di me, mi avevano messo in un stato d’animo dubitativo e circospetto. Quando poi fui introdotto nella sala operatoria, tra apparecchiature supermoderne, chirurghi ridanciani e musichetta di fondo, cominciai a sentirmi leggermente perso. Continuava a venirmi in mente il film “Non mi lasciare”, in cui un gruppo di ragazzi sono considerati un puro e semplice serbatoio di organi… L’unica presenza che avvertivo come umana era quella di un’infermiera alla mia destra. A poco a poco ho sentito farsi più affannoso il mio respiro e più concitato il battito del cuore. Sulla parete di sinistra, di scorcio, in alto, vidi il crocifisso, e mi resi conto che la mia posizione: sdraiato, supino, con le braccia allargate – era la sua. Io, terrorizzato da me stesso, ricevetti da Lui una grande fiducia: da Lui, che non aveva esitato, per amore, a darsi nelle mani di veri torturatori. Nel frattempo l’infermiera si era accorta che il mio battito cardiaco era un po’ alterato e mi chiese che cosa stesse succedendo. Io le confidai il motivo della mia agitazione, e cioè quello di non riuscire a respirare, tanto più dopo che mi ebbero messo un panno a pochi centimetri dalla bocca. Pochi giorni prima, in campagna, avevo avuto infatti una forte crisi respiratoria, e temevo potesse verificarsi ancora. Glielo dissi, e con l’occasione le chiesi anche se potevo continuare a parlarle. Lei accettò senz’altro, mentre l’intervento era già cominciato. Le chiesi tutto quello che mi veniva in mente, senza alcun ritegno, e lei, ovviamente anche impegnata nell’assistenza nei chirurghi, rispondeva di buon grado. Capii che quella era la mia unica salvezza. Parlavamo di tutto, e io le chiesi se poteva tenermi la mano: anche a questo disse di sì, attirandosi qualche battuta, diciamo così, goliardica… Parlammo anche di questo, e di come se la cavava in un ambiente a dominanza maschile. Finii col chiederle se fosse credente, e lei mi rispose: “Moltissimo!”, mostrandomi anche un libretto sulle piaghe di Maria. Parlammo quindi di Medjugorje, di Gerusalemme, del fatto che, pur essendo sposata da 5 anni, non aveva ancora avuto figli, del suo lavoro, dei suoi interessi, delle sue aspirazioni: credo di non aver mai parlato così intensamente con una persona in tutta la mia vita!
Nel frattempo i dottori si scambiavano opinioni su come procedere in questo o in quel punto del braccio, se attivando questo o quel nervo… ma la mia parte sinistra, oltre che addormentata, era anche lontana, nelle mani di uomini. La mia parte destra, invece, era fra le mani di un angelo, di nome Rosy… Colgo anzi l’occasione di questa lettera per ringraziarla di tutto cuore, e perché vi uniate a me nel pregare perché possa avere il figlio che desidera.
Daniela si scusa per il disguido dell’altra sera, ma, capitela, sta facendo il quadruplo da circa dieci giorni, con questo marito menomato…
Grazie a tutti,
Carlo
P.S.
Nonostante il superlavoro…vi lascio queste brevi comunicazioni:
Durante la malattia Carlo ha scritto una interessante riflessione sul tema “L’essere come famiglia”. Lo potete trovare nella pagina Archivio del Sito. Probabilmente sarà il tema del ritiro di Capodanno.
Vi ricordo che domenica 25 dalle 11.30 alle 14.30 ci sarà l’appuntamento mensile presso il Santuario di Schoenstatt a Boccea (Via di S. Gemma 3). E’ prevista la S. Messa. Portate il pranzo al sacco da condividere, suor Vera Lucia ha pensato di preparare per poter mangiare all’aperto!
Alle 15.30 saremo a S. Anastasia con il Movimento Cuori Nuovi (dettagli nel calendario del sito).
Per la preghiera del cuore di Marta e Maria il prossimo appuntamento sarà mercoledì 28 maggio.
Buona Domenica!
Daniela