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Sant'Egidio

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LA COMUNITA’ DI SANT’EGIDIO
 
 
Io, Carlo, ho conosciuto la Comunità di Sant’Egidio nel 2002, all’indomani della morte di mia madre. E’ stato come passare da una famiglia umana a una famiglia divina, dal darsi da fare per una o due persone al darsi da fare per tutti… La Comunità di Sant’Egidio è uno dei frutti più belli del ’68, quando un ragazzo appena diplomato, Andrea Riccardi, cominciò, con pochi amici, a percorrere le periferie di Roma, accompagnato soltanto dal Vangelo, e da un grande amore per tutti. Dopo poco più di 10 anni l’incontro fortuito con Giovanni Paolo II, che era andato a visitare una delle chiese di quella periferia, allargò improvvisamente gli orizzonti e il raggio d’azione della piccola Comunità. Dopo il 1986, e cioè all’indomani dello storico incontro di Assisi, la Comunità si diede come compito quello di far vivere ed universalizzare il dialogo fra tutte le religioni e tutte le civiltà, organizzando ogni anno un incontro sul tema della pace nelle diverse città d’Europa e del mondo. Nel frattempo il seme gettato da pochi diciottenni su di un terreno apparentemente arido aveva abbondantemente fruttificato: soprattutto in Africa e in America Latina, in quelle che papa Francesco ha chiamato recentemente “le periferie esistenziali”, non si contavano più i gruppi e le associazioni legate alla Comunità, o da essa direttamente fondate. Altrettanto esplosivo il numero delle vocazioni, sia maschili che femminili, all’interno di essa, che si è sempre considerata una comunità di preghiera, e per la quale l’incredibile proliferare di iniziative umanitarie in tutto il mondo non è che un modo per ringraziare del dono ricevuto: quello della fede.Purtroppo negli ultimi anni, e cioè dopo il matrimonio con Daniela, non ho più potuto seguire queste attività come avrei voluto; continuo solo a prestare servizio, con lei, anche se in orari diversi, in una casa-alloggio per anziani, in zona San Giovanni. La Comunità ha rappresentato per me, in particolare attraverso una delle sue articolazioni più significative: Le scuole del Vangelo, che si occupano di fornire assistenza e conforto ai senza tetto di una grande città come Roma, l’ingresso concreto, e, spero, irreversibile, nel mondo della fede. All’interno di questa rubrica e nel nostro Calendario  cercheremo di tenervi costantemente aggiornati sulle iniziative e gli appuntamenti più importanti della Comunità, del resto visibili direttamente sul suo sito di cui abbiamo approntato il link. 
 
 
LA PREGHIERA PER LA PACE 2014
 
 
Si è appena conclusa ad Anversa, in Belgio, la 28° edizione della Preghiera per la pace della Comunità di sant’Egidio. Quest’anno i Paesi rappresentati sono stati più di 150, ed il tema era “La pace è il futuro”. Da sempre la Comunità si sforza di “pensare secondo Dio, e non secondo gli uomini”. Se noi pensiamo “secondo gli uomini”, infatti, ben poche sono le speranze in un futuro migliore. Ma se ci sforziamo di pensare “secondo Dio”, come appunto la Comunità ci spinge instancabilmente a fare, allora cambiano le prospettive, e diventano credibili, se non addirittura realistici, slogan impegnativi come questo. La pace è il futuro, nel senso che senza pace non c’è futuro. La pace è il futuro, nel senso che, essendo tutti gli uomini chiamati all’incontro escatologico con Dio – il cui nome, per noi cristiani, è appunto Principe della Pace, e la cui madre ama essere venerata, ultimamente, a Medjugorje, con il titolo di Regina della Pace –, non si può non associare con la pace il destino ultimo e definitivo del genere umano. La pace è il futuro, infine, perché la guerra, qualunque essa sia, e per quanto lunga la si voglia immaginare: 10 anni, 20 anni, 30, o addirittura 100 anni!, essa ha comunque i giorni contati, e deve lasciare comunque il posto alla pace.  Per questo fa bene la Comunità a non dimenticare mai di pregare e di far pregare per la pace, ricordando anche l’ammonimento evangelico: “Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio”.  Al termine dell'incontro è stato comunicato il luogo della prossima preghiera per la pace: Tirana in Albania. 
 
 
 
 LA PREGHIERA PER LA PACE 2013
 
 
Dal 29 settembre al 1° ottobre si svolgerà, con il titolo Il coraggio della speranza, l’annuale preghiera per la pace a cura della Comunità di Sant’Egidio. Quest’anno, provvidenzialmente, essa avrà luogo a Roma; dico provvidenzialmente, perché si potrà in tal modo unire alla voce di tanti protagonisti del dialogo interreligioso anche quella del Papa.Fede e ragione, scienza e arte, cultura e politica si uniranno idealmente – oltre gli steccati di ogni tipo – per proclamare ad alta voce che “la pace è il nome di Dio”! Già questo sabato (14 settembre) il Santo Padre ci ha invitato sotto i suoi balconi per una veglia di digiuno e di preghiera. Non lasciamo che il suo grido contro la guerra si infranga contro la dura realtà della storia, come già accadde a quello, memorabile, di Giovanni Paolo II! Testimoniamo almeno noi, che ci diciamo cristiani, di non poter vedere come la guerra possa portare rimedio alla guerra, la morte alla morte, la sofferenza alla sofferenza. La Comunità di Sant’Egidio è impegnata da tanti anni sul fronte del dialogo e della pace; è di oggi la notizia che un suo messaggio per la ricerca di una soluzione diplomatica alla crisi in Siria è pervenuto ai capi di stato e di governo convenuti a San Pietroburgo per il G20. Al di là dei grandi risultati qua e là raggiunti (tra tutti la pace in Mozambico, che ha posto fine a 40 anni di guerra civile, negli anni ’90), alla base della sua attività di mediazione e di impegno per il dialogo c’è la volontà di attuare la beatitudine evangelica: “Beati gli operatori di pace, perché saranno detti figli di Dio”! Contribuiamo anche noi, nei limiti delle nostre possibilità, a diffondere un clima di pace, a svelenire gli animi, a intravedere tutti insieme un futuro diverso, dimostrando di avere veramente, come ci è richiesto, in quanto cristiani, il coraggio della speranza!