Esercizi di contemplazione

Esercizi per la contemplazione

In questa sezione vi proporremo alcuni esempi pratici di esercizi di preghiera contemplativa (preghiera del cuore, orazione teresiana). In alcuni casi partiremo dalla Parola di Dio, così come indica S. Teresa, in altri useremo l'immaginazione.

E' importante vedere il video pratico con lo schema dei quindici minuti:

https://youtu.be/sEWwm_lfq-8


L'ORAZIONE IN PRATICA –
L'appuntamento quotidiano

(secondo il metodo seguito nel gruppo “Marta e Maria con la Regina della Pace”)


Trova un luogo tranquillo, in un momento in cui puoi stare per un po' da solo e in silenzio. Inizia con il segno della Croce, fatto consapevolmente, e fai un atto profondo di fede nella presenza di Dio che è dentro di te o, se preferisci, accanto a te. Fai un breve esame di coscienza e chiedi perdono a Dio. Perdona chi ti ha ferito. Se non ci riesci, chiedi al Signore di benedire questa persona. Invoca lo Spirito Santo perché tu possa fare esperienza di Dio. Con la volontà di incontrare e amare Dio cerca di raccoglierti in te stesso, cercando di addormentare sensi e pensieri. Se ne bisogno, specie all'inizio, aiutati con qualche tecnica di rilassamento, o con la respirazione lenta, per distendere il corpo e allontanare le preoccupazioni. Tutto il corpo prega e non devono essere di intralcio né le tensioni fisiche né le ansie che hai nel cuore. Da questo punto tutto è Dono di Dio. Lui verrà nella misura del tuo desiderio. Non pensare, ma godi della presenza di Dio. E' con te, ti sta tenendo per mano. Resta con Lui, anche in silenzio. Tutto ciò che accade mentre sei con Lui, sia che parli, sia che ascolti, sia che godi il calore del Suo Amore, sia che non percepisci assolutamente nulla e ti sembra di star perdendo tempo, tutto questo è preghiera, Dio è presso di te e ti sta trasformando profondamente, così come avviene, senza che lo percepisci, quando lo incontri nell'Eucarestia. Quando senti che questo raccoglimento nella Sua presenza si esaurisce, allora fai uso degli strumenti di aiuto: Bibbia, Icona o Orazione vocale, sempre vivendo nella Fede la consapevolezza del suo sguardo su di te, finché non rientri nell'Orazione di Raccoglimento.


COME PREGARE COL CUORE – La Porta

Hai iniziato a provare la Preghiera del Cuore? Riesci, come ci insegna S. Teresa, ad entrare in quella familiarità con il Signore che ti permette di confidarti con Lui a tu per tu? Hai dato spazio alla semplice preghiera di “amorevole presenza”, hai considerato Dio accanto o dentro di te? Ma soprattutto, gli hai mai detto che Gli vuoi bene? Forse questo potrà sembrarti irriverente, ma io credo che Amare sia il sentimento meno irriverente che esista…chi potrà sentirsi offeso dall'essere amato? Tanto più Colui che non aspetta altro che essere amato da te… “Io sto alla porta a busso…” hai mai contemplato questa Parola? A volte, nei momenti di aridità, ti basterà fermarti su questo versetto per riuscire ad entrare nella preghiera del cuore, se non addirittura nella contemplazione pura. Chi può aver paura di un Dio che, come l'ultimo dei barboni, sta alla tua porta a mendicare …cosa? Meriti, opere, elemosine per i poveri? No! Ti chiede solo di essere amato….non aggiungo altro, cerca solo di non farlo aspettare troppo, pensa a quanto ciò lo addolori…pensa a cosa hai provato quando un tuo sentimento sincero non è stato capito né corrisposto… Tornando alla “porta” , ti do un consiglio…aprila tutta, aprila bene, che Lui possa entrare ovunque nella tua casa. Non lasciare chiuso un ripostiglio per paura del disordine, lascialo entrare anche lì perché vi possa portare il Suo ordine, non nascondere la cantina per paura della polvere, lascia che il soffio dello Spirito Santo la disperda, non tralasciare la soffitta troppo buia, lascia che vi porti la Sua Luce…Come dice ancora S. Teresa, non aver paura di incontrarlo perché ti senti troppo imperfetto, sporco. Non aspettare di essere migliore per aprirgli tutte le porte perché da solo non migliorerai affatto….anzi da solo sarai ancora più indifeso dagli attacchi del male, è solo Lui che, se lo fai entrare nel cuore, senza nascondergli le zone buie, porta la guarigione. Più attraverso il Silenzio (serve per questo) ti conosci nella Verità (che poi ti farà libero), più potrai presentare tutte le porte aperte al Signore che entrando nella casa del tuo cuore la potrà liberare dai rifiuti e riempire di sé…Dio ti vuole incontrare così, nella tua povertà. Consegnala a Lui se vuoi essere guarito. Vuole te non i tuoi sforzi virtuosi che spesso ti rendono peggiore perché, se ti senti migliore, sei già preda del demone dell'orgoglio…non aspettare…apri adesso…  E' sicuramente un discorso che meriterebbe di essere approfondito, è un tema importante…per questo desidero condividerlo così con te, se vuoi possiamo continuare a discuterne, scrivi cosa pensi di tutto questo (info@martaemaria.com). Ciao, e buona preghiera!


DICHIARA IL TUO AMORE

Appartati nel silenzio della tua stanza, siediti, chiudi gli occhi, respira, chiedi al Signore la sua benedizione, senti la Sua voce che ti dice "Ti Amo", sorridi e rispondi "anche io", poi ricevi il Suo Abbraccio e contemplando questo Amore godi un attimo di Paradiso...


CONTEMPLAZIONE DEL PADRE I


Nel silenzio del cuore, nella notte, contempliamo l'Amore infinito del Padre...sentiamo il Suo abbraccio, respiriamo la Sua Luce, percepiamo le stelle su di noi che Lui ha fissate una ad una, immaginiamo la Sua mente che nell'eternità ha pensato il nostro essere, ha disegnato i nostri tratti, ha messo il fuoco nel nostro cuore...quando sentiremo tutto questo, la Gioia immensa di riconoscere un Padre tanto grande ci impedirà di dormire...e la notte trascorrerà nello stupore commosso di un Bene così grande...


CONTEMPLAZIONE DEL PADRE II


Immagina davanti a te il Padre, un Padre immenso, cosmico, non solo nelle misure, ma soprattutto nel senso di paternità che emana da Lui. Vedi te stessa piccola piccola, sia di dimensione che di età, fragile, indifesa. Ora il Padre ti solleva, ti mette sul palmo delle Sue mani, ti porta all'altezza del suo sguardo...ti guarda a lungo...immagina uno sguardo come quello che puoi avere nei confronti della persona che ami di più sulla terra...Lui ti guarda così, moltiplicato per la Sua infinita grandezza. Vivi quanto puoi in questo sguardo di amore, di paternità. Poi il Padre scopre il mantello che lo veste e tu vedi il Suo Cuore. Questo Cuore si apre e Lui che ti tiene ancora nelle mani ti mette nel Suo Cuore, poi questo si richiude. Pensi di stare nel Suo Cuore, invece, uscendo dalla Chiesa percepisci chiaramente che per uno strano rovesciamento, è Lui che da adesso è nel tuo cuore. Dive il Vangelo la frase misteriosa e assurda "io in voi e voi in me". Hai dentro di te una presenza che non avevi mai prima, una piccola Gioia segreta, o una candela che continua ad ardere nel silenzio del tuo intimo. Puoi avvertire un piccolo giramento di testa, o un po' di tachicardia, oppure puoi commuoverti per la rivelazione che hai vissuto (e che se tu vuoi nessuno ti potrà più togliere, se la conservi in ​​te): Dio ti ha rivelato per Grazia, da cuore a Cuore, la Sua paternità. Hai vissuto, e non capito per intelletto, la paternità divina. Se riesci a vivere tutto questo, conserva in te questa Fiamma, resterà come Dono per sempre. Ora resta un po' in silenzio accanto a Lui…    


TRE ESERCIZI PER LA SETTIMANA SANTA


1) In questa santa settimana facciamo la preghiera del cuore davanti al Crocifisso. Non per intristirci o sentirci (giustamente) colpevoli, ma per accostarci sempre di più all'immenso amore di Dio per noi. Entriamo in questo amore, contempliamolo nel cuore, chiedendo allo Spirito Santo che ci infiammi di amore per Lui e per coloro che Egli ama.
Così pregava santa Teresa e come lei altri santi, perché contemplando la Croce, facendola penetrare attraverso gli occhi nel cuore, possiamo avere l'esatta misura dell'amore di Dio per noi: li amò fino alla fine (Giov).


2) Giovedì santo ricorderemo l'istituzione del Sacramento Eucaristico. Andando a ricevere l'Ostia, giovedì, prova questo stupendo esercizio di contemplazione: dopo aver offerto te stesso nell'Offertorio, in unione al Sacrificio eucaristico, mentre vai a ricevere Gesù ripeti nel cuore "Eccomi" e, appena ricevuto il Corpo di Gesù , senti la Sua voce in te che risponde "Eccomi". Tu partecipi al Sacramento offrendo te stesso, ma ancor di più il Signore ieri oggi e sempre si offre non solo per te ma a te Sono due offerte che si uniscono per amore, come il Dono dello sposo e della sposa nel talamo nuziale.
Quando puoi leggere su questo tema anche Isaia 58:

Non è piuttosto questo il digiuno che voglio: sciogliere le catene inique, togliere i legami del giogo, rimandare liberi gli oppressi e spezzare ogni giogo? Non consiste forse nel dividere il pane con l'affamato, nell'introdurre in casa i miseri, senza tetto, nel vestire uno che vedi nudo, senza distogliere gli occhi da quelli della tua carne? Allora la tua luce sorgerà come l'aurora, la tua ferita si rimarginerà presto. Davanti a te camminerà la tua giustizia, la gloria del Signore ti seguirà. Allora lo invocherai e il Signore ti risponderà; implorerai aiuto ed egli dirà: «Eccomi!».


3) L'Amore è ciò che è più forte tra tutto ciò che esiste. Più forte del dolore, più forte del tradimento, della lontananza, della morte. L'Amore è ciò che rende più vulnerabilità di ogni altra cosa, più della malattia e del dolore. Chi ama davvero è l'essere più forte che ci sia. Chi ama è l'essere più esposto al dolore che esiste. Questo vale per l'uomo. Questo vale per l'Amore di Dio.
Proviamo a contemplare il cuore in lacrime di Gesù nel momento in cui viene dilaniato dall'odio delle folle per le quali dava la vita, quelle stesse folle che lo avevano inneggiato, osannato, quelle folle che aveva guarito, nutrito, ammaestrato, e che ora urlavano la sua condanna a morte. Entra il quel dolore, e soffri con Lui.
Contempla con i Santi l'Amore non amato.
Unisci in quel dolore ogni tuo dolore per ogni abbandono, delusione, tradimento, solitudine, ingratitudine, e lasciati guarire. Ripercorri tutta la tua vita, iniziando dalle ferite ricevute da bambino. E mentre cercherai di consolarLo, troverai consolazione.


COME PIETRE VIVE
Contemplare a partire dalla Parola


"Fratelli, voi non siete più stranieri né ospiti, ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio, edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, avendo come pietra d'angolo lo stesso Cristo Gesù. In lui tutta la costruzione cresce ben ordinata per essere tempio santo nel Signore; in lui anche voi venite edificati insieme per diventare abitazione di Dio per mezzo dello Spirito." (Ef.2, 19-22)

La tua costruzione si aggancia ad altre mura e insieme ad esse forma un tempio vivo dove può abitare da Sovrano Dio. Lasciati avvolgere dal Suo Spirito, contempla in silenzio la dolce pressione della Sua Provvidenza su di te....



SIAMO DI DIO - IL SENSO DI APPARTENENZA
Contemplare a partire dalla Parola

Dalla Parola del giovedì della 31° settimana 07/11/2013

PRIMA LETTURA (Rm 14,7-12)

Fratelli, nessuno di noi vive per se stesso e nessuno muore per se
stesso, perché se noi viviamo, viviamo per il Signore, se noi moriamo,
moriamo per il Signore. Sia che viviamo, sia che moriamo, siamo del
Signore. Per questo infatti Cristo è morto ed è ritornato alla vita: per
essere il Signore dei morti e dei vivi. Ma tu, perché giudichi il tuo fratello? E tu, perché disprezzi il tuo fratello? Tutti infatti ci presenteremo al tribunale di Dio, perché sta scritto: «Io vivo, dice il Signore: ogni ginocchio si piegherà davanti
a me e ogni lingua renderà gloria a Dio». Quindi ciascuno di noi renderà
conto di se stesso a Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 26)

Contemplerò la bontà del Signore nella terra dei viventi.
Il Signore è mia luce e mia salvezza:
di chi avrò timore?
Il Signore è difesa della mia vita:
di chi avrò paura?
Una cosa ho chiesto al Signore,
questa sola io cerco:
abitare nella casa del Signore
tutti i giorni della mia vita,
per contemplare la bellezza del Signore
e ammirare il suo santuario.
Sono certo di contemplare la bontà del Signore
nella terra dei viventi.
Spera nel Signore, sii forte,
si rinsaldi il tuo cuore e spera nel Signore.

VANGELO (Lc 15,1-10)

In quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori
per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui
accoglie i peccatori e mangia con loro».
Ed egli disse loro questa parabola: «Chi di voi, se ha cento pecore e ne
perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella
perduta, finché non la trova? Quando l'ha trovata, pieno di gioia se la
carica sulle spalle, va a casa, chiama gli amici e i vicini e dice loro:
"Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era
perduta". Io vi dico: così vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore
che si converte, più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno
di conversione.
Oppure, quale donna, se ha dieci monete e ne perde una, non accende la
lampada e spazza la casa e cerca accuratamente finché non la trova? E
dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, e dice: "Rallegratevi
con me, perché ho trovato la moneta che avevo perduto". Così, io vi dico,
vi è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si
converte».

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Questa Parola che la liturgia ci offre è ricchissima di spunti e di “finestre” per trasformare la nostra lectio in preghiera del cuore. Leggiamo lentamente il testo intero, comprendiamone il senso generale. L’elemento che più mi ha colpito e da cui ha preso il via l’intera preghiera, è stato il senso di appartenenza. Altre volte ricordo di essere stata folgorata da questa verità: noi apparteniamo a Dio, non siamo atomi sciolti e dispersi. E’ perché siamo di Dio, sua eredità e possesso, che siamo tutti potenzialmente e ontologicamente santi. Infatti “santo” significa ciò che è separato dal resto, messo da parte perché di Dio, sacro. Sta male chi, affettivamente, sente la solitudine e il vuoto di non appartiene a nessuno se non a se stesso. Sente di non avere nessuno nel cuore per cui vivere e amare e sa che nessuno lo porta nel cuore. Soffre quel figlio che non si percepisce parte integrante del cuore dei suoi familiari. Muore dentro quel genitore che sente che per i suoi figli è un perfetto estraneo. Parlo di una appartenenza nell’amore, non nel senso che siamo oggetti posseduti da qualcuno, ma quel possesso reciproco e santo che nasce dal rapporto di amore. Mi appartieni perché sei parte di me, sei in me, ti porto con me anche quando sei lontano…Siamo del Signore. E’ bellissimo sapere di appartenere a qualcuno, di essere uno pur vedendo due esseri. Dà un senso al vivere, all’agire. Tanto più bello e pieno di consolazione è per noi sapere di essere di Dio. Ne consegue che se sono di Dio, Lui stesso si preoccuperà di me, mi tiene nel palmo della sua mano, con il suo amore geloso ed esclusivo cercherà in ogni modo di proteggermi, custodirmi, e farà di tutto per non perdermi, come un tesoro prezioso. Posso allora entrare nella Preghiera del cuore contemplando la sua mano su di me, che mi circonda, mi protegge dalle cadute, mi copre dal bruciare dei raggi del sole, mi ripara dal vento e dalla pioggia…mi custodisce al caldo….posso pensare all’immagine che usa Gesù, che voleva tenere i figli di Gerusalemme come una chioccia tiene i piccoli sotto l’ala…o al Salmo che mi fa volare con Lui su ali d’aquila…

A questa immagine ci riporta il Salmo 26,

Il Signore è difesa della mia vita: di chi avrò paura?

Poiché sono di Dio, Lui mi difenderà e questo mi toglierà ogni paura. Lui tiene a me più di quanto non ci tenga io stesso, perché non sono di mia proprietà (non mi sono autocreato) ma sua.

Una cosa ho chiesto al Signore, questa sola io cerco: abitare nella casa del Signore
tutti i giorni della mia vita

se sono di Dio e gli appartengo, è naturale che io abiti nella sua stessa casa, la mia preghiera è già esaudita…posso entrare nella preghiera contemplativa vedendomi e sentendomi nella Sua casa…a cena con la Sua Trina Famiglia…in piena intimità, sono parte di questa Famiglia…forse non rifletto mai su questa Verità…

Se appartengo a Dio Lui farà di tutto per non perdermi, ma se ciò accadesse per mia colpa, per la mia voglia di lasciare il mio Custode-Sposo, Egli farà l’impossibile per ritrovarmi e riportarmi a Casa. Questo ci mostra il vangelo di Luca: va in cerca di quella perduta, finché non la trova. E trovatala non la rimprovera, non fa domande, non si vendica né si adira, ma fa tre cose bellissime: è 1) pieno di gioia, 2) se la carica sulle spalle, 3) va a casa, chiama gli amici e i vicini e dice loro:
"Rallegratevi con me”.

Posso quindi contemplare queste Verità, osservandole in silenzio nel cuore:

Il Signore non mi abbandona mai nei miei inferi, si muove sempre Lui per primo e viene a cercarmi. Non smette finché non mi trova. Non si arrende, non si scoraggia.

Quando mi trova è sempre pieno di gioia…allora posso cercare di ricambiare tutto quello che Lui ha fatto e fa per me, se non voglio farlo per me stesso lo faccio per poter dare a Lui una gioia…che bello e che cosa strana e misteriosa avere noi, creature di polvere, il potere di dare gioia a Dio….contempliamo questo…quanto Dio tiene a noi e quanto possiamo fare per Lui…mi impegno per dare oggi almeno una gioia a Dio, facendo piccole azioni che mi riportano verso di Lui…

Poi mi prende sulle sue spalle...capisce la mia debolezza infinita e per questo, anche se lascia che io prenda la mia croce che mi salva, mi porta sulle spalle, me e la mia croce insieme...anche se spesso credo di faticare da solo, è sempre Lui che mi porta.

La Sua gioia non è chiusa, personale, ma si diffonde…chiama tutti gli altri, racconta del ritrovamento e chiede anche a loro di rallegrarsi! Siamo chiamati ad essere famiglia e a gioire delle Sua gioie! Ma spesso siamo indifferenti, se non invidiosi come il fratello del figliol prodigo…Ugualmente dovremmo rattristarci per il suo dolore quando i suoi figli lo lasciano solo, lo tradiscono, cercano di sottrarsi al suo sguardo…chiediamo al Signore di poter avere il dono di poter avere i suoi stessi sentimenti, di poter avere un cuore che suona la sua stessa melodia.

Con questa preghiera termino la mia orazione e ringrazio per le luci che il Signore mi ha donato e per il Suo Amore che ho riscoperto e sperimentato pregando col cuore.



MEDITAZIONI SUL SALMO 81(80)
PREGHIERA CONTEMPLATIVA


Mi piace moltissimo, ogni volta che recito le Lodi del giovedì della II settimana, riflettere su questo Salmo, mi dona una grande Pace, fiducia, e mi sembra che più di altri ci presenti la misura dell'Amore sconfinato di Dio per i suoi figli. Vi propongo di fare un piccolo esercizio di preghiera del cuore, contemplando alcuni versetti di questo salmo. Ripetiamoli più volte nel silenzio del corpo e della mente, sceglietene magari solo uno o quelli che vi toccano di più il cuore.
Cercate un angolo silenzioso, ritagliatevi un piccolo momento solo per voi e Dio. Fate rilassare il corpo respirando lentamente, riponete in Dio ogni preoccupazione della mente, fate un segno di Croce e dopo aver perdonato chi vi ha offeso chiedete perdono e benedizione al Signore. Poi iniziate la preghiera, leggendo lentamente, scegliendo le parole e ripetendole più volte.

"....Un linguaggio mai inteso io sento: "

Pensa alle tue spalle, ai pesi che porti, ti sembra di non farcela più, grida a Dio. Ma devi GRIDARE, con tutta la forza della tua Fede, con la fiducia di aver già ottenuto il Suo aiuto. Immagina con gli occhi della Fede il Signore che viene e con delicatezza prende la tua "cesta" dalle tue mani e la pone sulle sue spalle forti...sempre Lui ti dà la risposta, spesso avvolto nella nube, non in piena evidenza, ma se farai silenzio in te assisterai al Suo intervento, sempre.

"Ascolta popolo mio ti voglio ammonire; Israele, SE TU MI ASCOLTASSI! Non ci sia in mezzo a te un ALTRO DIO e non prostrarti a un dio straniero"

Considera con quanto amore Dio ti ammonisce, è accorato come un Padre verso un figlio che va per una strada piena di insidie. Quanti idoli mettiamo ancora tra noi e Dio?

"Sono io il Signore tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d'Egitto; APRI LA TUA BOCCA, LA VOGLIO RIEMPIRE"

Stupendo...non solo è Colui che ci ha liberato tante volte dal peccato, ma come una Madre vuole nutrirci del Suo Pane, riempire la nostra bocca! Come una rondine che nutre i suoi piccoli. Colmarci di ogni Bene, darci ogni nutrimento necessario al Santo Viaggio. Dobbiamo solo...aprirla questa bocca, togliere gli ostacoli al ricevimento della Sua Grazia. L'orgoglio, la voglia di farcela da soli, le distrazioni.

"Ma il MIO POPOLO non ha ascoltato la mia voce...... Se il MIO POPOLO mi ascoltasse, SUBITO piegherei i suoi nemici e contro i suoi avversari porterei la MIA mano.... Li nutrirei con fiore di frumento, li SAZIEREI con miele di roccia"

Il Suo popolo tradisce il Suo creatore. Segue altre voci. Ma se camminassimo nelle Sue Vie otterremmo SUBITO ogni Bene possibile: tutti i nemici dell'anima sarebbero sottomessi dalla mano stessa di Dio, e noi saremmo non solo nutriti con quanto di meglio si possa ricevere, ma saziati con la somma dolcezza della Sua Presenza. Cosa scelgo, cammino da solo nel buio, o volo nella Luce affidandomi a Dio?



ESERCIZIO DI CONTEMPLAZIONE CON VISUALIZZAZIONE

"LA NOSTRA ABBAZIA" (Tema lo Spirito Santo)

puoi pregare questo testo con il video:

https://youtu.be/M1STg8a88GY

(Leggere con sottofondo CD Arvo Part “ Da Pacem” n. 2 “Salve Regina”)



Resta in silenzio, respira con calma. Immaginati finito per caso in una folta foresta, un po' oscura, non ne vedi la fine, forse ti sei perso, hai un po' di ansia, ma tenace come sei, e curioso, vai avanti. Intorno a te qualche insetto fastidioso, qualche puntura. Attento a camminare, potresti inciampare su qualche radice. Il terreno è accidentato, qualche buca, qualche salita. Non girarci intorno tentando di evitare le asperità, attraversale, prudente ma deciso. Addentrati curioso di vedere dove porta il piccolissimo sentiero che stai seguendo…senti nella notte qualche ululato…non aver paura ma affretta il passo…non guardare a lato ma tieni gli occhi attenti allo stretto sentiero… Qualche stella in cielo, filtrando tra le fronde, ti fa luce, almeno per vedere dove posare il prossimo passo. Siamo a maggio, nei punti più bui appare accanto a te qualche minuscola lucciola, che sembra farti da guida…o solo darti coraggio…

Dopo aver camminato per un bel po', quando cominci a sentire la fatica, la fame, la sete, alla fine, sporco e lacero per i rovi del bosco, trovi una radura. Si apre all’improvviso alla tua vista. Un prato verde, fresco, soffice sotto i tuoi piedi stanchi, tante margherite piccole piccole, forse qualcuna di queste le hai fatte nascere tu nei giorni scorsi...sono i tuoi Frutti buoni…quelle più bianche sono le tue azioni più pure…inizia a sorgere il sole e ti accorgi che intorno ai fiori ci sono tante farfalle di ogni colore, sono le tue preghiere…mentre nelle immensità del cielo scorgi alcune aquile…sono le tue grida a Dio…nei tuoi giorni bui…al centro della radura vedi anche una bella fontana di marmo bianchissimo da cui zampilla acqua cristallina, fresca e limpidissima, inesauribile. Se sei stanco vai a bere, con calma. E' lì solo per te. E’ da qualche tempo che non mangi, oltre a dissetare è strano, ti toglie anche la fame, la paura, la stanchezza.

Ti bagni il viso e le mani con questa acqua e allora i tuoi occhi, lavati, ora possono vedere che oltre la fontana c'è una grande meravigliosa Abbazia, quella ideale che spesso hai sognato per poter ristorare lo Spirito. Immensa, maestosa, ma al contempo sembra che ti venga incontro come per un abbraccio…dalle grandi vetrate colorate intravedi una intensa luce all’interno. Ti avvicini. Sul grande portone chiuso trovi una chiave. Dunque chi è all'interno è chiuso lì. Solo tu puoi aprire con la chiave ed entrare. Senti in te un grande desiderio di entrare. Forse l’acqua ti ha reso più ardito. Decidi allora di vedere cosa c'è e apri con la chiave. Entri.

All'interno, meraviglioso, pieno di marmi, intarsi, tappeti e statue, tutto è Pace, silenzio, armonia. Una musica dolcissima viene da chissà dove. Una Luce intensa ma calda e riposante ti abbraccia, ti avvolge. Subito viene una Persona ad accoglierti. Alto, di età matura ma con lo sguardo vivo e penetrante, indescrivibile. Senti il suo profumo di terra bagnata, fertile. Ti guarda, amandoti, e ti invita a sederti con Lui.

Non vedi due sedie, solo il Suo trono, quindi senza indugio, diventato improvvisamente minuscolo e bambino, ad un Suo cenno corri sulle Sue ginocchia. Senti il cuore sciogliersi, ogni preoccupazione e timore si fa lontano lontano. Sei al sicuro. Ti senti a Casa come in nessun altro luogo. Ti accarezza i capelli e ti invita a restare sempre accanto a Lui. Nulla più ti turba, la Pace ha invaso il tuo cuore. Sei pieno di Amore per Lui che ti accolto così in casa sua, non ti ha fatto domande nè raccomandazioni. Non ha espresso giudizi né valutazioni di merito. Non ha guardato la pulizia del tuo abito, la tua fedina penale, nè se avevi regali per Lui.
Non aspettava che te. Da tanto tempo…Non vive che per te. Ha in mente solo te perché non desidera altro che vivere con te per sempre, ovunque tu sia. Resta quanto vuoi e puoi.
Nel silenzio. Nel Suo abbraccio. Fatti solo Amare. Guarire. Consolare. Riempire. Nutrire.
(Segue ancora CD “ Da Pacem” n. 2 “Salve Regina” )

Ora respira lentamente, muoviti un po', lentamente apri gli occhi. Non Gli hai disobbedito, ora Lui è con te un po' di più, e sai che non ti abbandona mai. Soltanto desidera darti consolazione quando la salita è dura, e desidera che tu ogni tanto lo vada a trovare nella Abbazia della Pace che è nel profondo del tuo cuore, nella verità del tuo Spirito.


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ESERCIZIO DI CONTEMPLAZIONE CON VISUALIZZAZIONE

"LA MENSA DEL CUORE"  (Tema la SS. Trinità)

puoi pregare questo testo con il video:

https://youtu.be/kmstlwbL3CQ


Resta in silenzio, respira con calma. Immaginati immerso nel buio, non vedi alcuna luce, non percepisci alcun suono, hai un po' di ansia, ma tenace come sei, resti immobile e in attesa. Inizi a sentire una lieve melodia, mentre una dolce e rassicurante Presenza si pone accanto a te, in silenzio. Maria ti sta prendendo per mano, ti accompagnerà in questo viaggio straordinario, non aver paura, sorridile………….
Lontana, una luce appena intuita si fa sempre più intensa, si avvicina sempre di più, quasi ti acceca. Anche la melodia ora si fa sentire sempre più forte, ti avvolge, sei tutt’uno con il coro glorioso degli Angeli: cherubini, serafini, troni, dominazioni, volando in cerchio attorno a te riempiono ogni spazio; al centro delle schiere angeliche ti appare, immersa nella luce più intensa che tu possa immaginare, una Immagine Vivente, ma la luce ti impedisce di fissarne di contorni.
Accanto al Vivente, generata da Lui stesso, appare la Sapienza, il Verbo di Dio. Per mezzo di Lui Dio ha creato, crea e creerà tutte le cose. Il loro sguardo reciproco di Amore irradia calore tutto intorno, arrivi a percepirne il fuoco, senti il tuo viso scaldarsi dall’irraggiamento di questo infinito Amore, più caldo della fiamma del fuoco; hai paura di bruciarti, ma vedi invece con stupore che il fuoco che ti sta sfiorando brucia solo i tuoi vestiti, non ti fa del male, ma ti trasforma in candela di luce. Ti senti più leggero, qualcuno ha tolto i pesi dalle tue spalle, ti sembra di poter volare, ti senti libero, senza catene, giudizi, paure, senti che stai bene con te stesso e con quello che hai intorno………………

Dallo sguardo d’Amore tra il Vivente e la Sapienza viene generata una Colomba immateriale, fatta di Luce bianca e avvolta dalla fiamma infuocata. I Tre, insieme, dal centro del coro degli Angeli iniziano a tracciare delle linee nello spazio infinito. Fissano i limiti dei cieli, destinano una zona alle nubi, negli abissi profondi disegnano le sorgenti, danno un limite alle acque del mare e ne proteggono le spiagge dorate. Come architetti, mentre si deliziano della loro presenza, del loro amore, disegnano la terra, plasmano come cera le forme dolci delle colline e le punte aspre delle montagne. Come un manto di velluto ricoprono le rocce di freschi boschi.

La Colomba aleggiando sulle acque, semina la Vita, luce e tenebra vengono separate nettamente, sono create innumerevoli luci sul manto delle tenebre e i tre amanti in perfetta unità di amore di volontà e di gloria si dilettano nel dare un nome ad ogni stella, poi appendono in altro i soli le lune, gli infiniti pianeti del firmamento, spolverano il cielo di innumerevoli Galassie, come zucchero di luce.
E così, in un gioco infinito, disegnano ogni tipo di erba, inventano i colori dei fiori, la forma delle farfalle, le infinite piccolezze degli insetti, trovando diletto nel creare in sé, impegnando lo stesso amore e la stessa sconfinata fantasia nel creare sia le cose visibili che quelle che forse occhio di uomo non arriverà mai a vedere, come le Costellazioni lontane milioni di anni luce o le creature marine degli abissi che probabilmente non arriveremo mai a scoprire interamente. Creano le armonie dei suoni e dei profumi, gli uccelli, gli alberi, i pesci. Alla fine, come accade in ogni unione d’Amore, il loro amarsi si apre al desiderio di generare ciò che più possa esser loro simile: “facciamo l’Uomo a nostra immagine e somiglianza”.
Diversamente dal resto del creato noi siamo il frutto più pieno del loro Amore, che si apre e nella misericordia crea l’essere umano, dotato delle caratteristiche trinitarie: destinato all’amore, alla relazione, l’unico essere creato capace di entrare in contatto con la Trinità creatrice. Li creano maschio e femmina perché, come il Padre e il Figlio, possano amarsi nella complementarietà, e nell’amore diventare una sola creatura, e in quell’amore generare nuova vita: di nuovo una struttura trinitaria.
La Felicità dell’Uomo, la sua realizzazione sarà l’Amore. Amare. Ora, ancora stordito dall’aver contemplato tanta bellezza, senti di nuovo la presenza di Maria, ti prende per mano e ti conduce in un giardino bellissimo, pieno di profumi e di fiori. Ti mostra un sentiero in dolce salita, lo percorri lentamente ammirando dall’alto il paesaggio, curioso di vedere dove arriverai. Finalmente sei in cima, su una terrazza erbosa e vedi un meraviglioso castello. Entri, e seguendo Maria vai al piano superiore.

Ti trovi in una confortevole sala da pranzo, c’è una luce gradevole, calore, una tavola è apparecchiata per il pasto. E’ preparata con cura, alla mensa ci sono sedute Tre Persone, un quarto posto è vuoto, ma apparecchiato, ti fanno cenno di sedere, è pronto per te, ti stanno aspettando da tempo, il loro desiderio più grande è stare a mensa con te, accoglierti nella loro Comunione d’Amore. Sei nella tua Casa, questo è il tuo posto preparato per te dall’inizio dei tempi, questa è la tua vera Famiglia, ti attende il Padre, di cui sei figlio nel Figlio, che ti guarda con infinita misericordia e ti ama per come sei; il Figlio, che ti ha ridato la vita offrendoti la Sua, che ti ha preparato questo Posto con il Suo Sangue; ti attende il loro vicendevole Amore, che ti accompagna nel pellegrinaggio terreno e ti aiuta a tener viva nel cuore l’esperienza dell’Amore trinitario e ti svela i segreti di Dio. Resta a Mensa con loro, entra nella loro Comunione, contempla il circolo di Amore di cu

i ora fai parte anche tu. Resta quanto vuoi e puoi. Nel silenzio. Fatti solo Amare. Guarire. Riempire. Nutrire. ………………………………………………

CD Arvo Part “A Tribute” n.12 ……………………………..
Ora respira lentamente, muoviti un po', lentamente apri gli occhi. Ora la tua Famiglia è con te un po' di più, e sai che non ti abbandona mai. Soltanto desidera darti Consolazione quando la salita è dura, e desidera che tu ogni tanto la vada a trovare nella sala del convito che è nel profondo del tuo cuore, nella verità del tuo Spirito.

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ESERCIZIO DI CONTEMPLAZIONE

Nel Ringraziamento dopo la Comunione

Dopo la Comunione resta in silenzio con gli occhi chiusi. Respira lentamente. Purificato dal Sacramento, riempito da Dio, immaginati piccolo e pieno di fiducia vedi te stesso inginocchiato davanti al Signore. Egli con infinito amore si avvicina a te, pone le Sue Mani sul tuo capo e ti dona la Sua Benedizione. Resta un poco in questo stato, senza pensare. Sentiti puro, rinnovato, pieno di Grazia. Ora puoi essere un altro se lo vuoi, tutto ti è possibile. Pieno di riconoscenza ringrazia il Signore ed esci dalla Chiesa pieno di Gioia.



LA MESSA E LE NOZZE

Dovremmo andare la Domenica alla Santa Messa con la Gioia della Sposa che corre alle Nozze. Dove è finita la nostra Gioia? Ogni Incontro Eucaristico è un Incontro nuziale con lo Sposo, Cristo sposa la Sua Chiesa e in essa ciascuno di noi. Se questo anelito del cuore si è affievolito o spento il nostro amore si è perso tra le preoccupazioni di tutti i giorni perchè abbiamo dimenticato di quale Amore siamo oggetto. Se sapessimo che sulla terra ci fosse qualcuno pronto a dare tutto per noi, anche la vita, qualcuno disposto ad amarci di fronte a qualsiasi bassezza e tradimento, lasceremmo ogni cosa ed ogni pensiero per correre tra le braccia di un tale amante. Riscopriamo allora, magari fermandoci un poco ad Adorare la presenza di Cristo nel tabernacolo questo immenso Amore che il Signore nutre per noi, facciamoci riempire da questo Amore, guardiamo con coraggio ed onestà la nostra piccolezza, e facciamoci sollevare dalla nostra polvere da Colui che ha dato se stesso per noi. Allora riscopriremo il Suo Amore e la Messa sarà un vero incontro nuziale...non saremo noi a mangiare il Suo Corpo, ma Lui in qualche modo misterioso mangerà noi, rendendoci più simili a Lui, cristificandoci.


PINOCCHIO

Chiediamo questa Grazia al Signore, durante il Ringraziamento, subito dopo aver ricevuto il Corpo di Gesù: ci venga sfilata dolcemente l'armatura che ci ricopre e ci nasconde, cerchiamo di vederla, come se da noi fosse tolto il burattino Pinocchio...vediamo poggiata sulla sedia la marionetta senza vita...facciamoci rivestire dagli Angeli solo di Cristo, indossiamo la veste bianca, più splendente del sole, riversiamo tutto il nostro essere soltanto in Lui, nell'unica sorgente di Luce


ESERCIZIO DI CONTEMPLAZIONE PER L’ESTATE

"Al sole"

La cosa più bella delle vacanze è avere il tempo per entrare "nel Suo Riposo". Come passeggiando nella natura la cosa più bella è contemplare nella creazione il Creatore, e come nella Basilica più maestosa e ricca di opere d'arte l'Opera più bella da cercare subito è il luogo del Tabernacolo, così nelle vacanze il riposo più bello è poter più facilmente entrare nel Suo Riposo, nella intimità con Lui. Ti proponiamo questo semplice e originale esercizio di contemplazione da fare durante le tue vacanze, sfruttando le abituali azioni estive, ma utilizzando i momenti di relax in piscina o in spiaggia per un fruttuoso Incontro: Sdraiato supino al sole, rilassa tutto il tuo corpo. Disteso alla luce goditi questo momento di benessere fisico come una lucertola esposta al primo sole. Respira lentamente, cerca di abbandonare ogni pensiero. Ora senti questo calore che entra anche dentro di te, percepisci la luce che entra all'interno ad illuminare gli angoli bui della mente e del cuore. Pian piano senti che tutto dentro di te è Luce, guarda con amore, con lo sguardo di Amore che usa Dio verso di te, anche i tuoi lati oscuri, il passato, il fallimento, la ferita. Il calore del Sole è sempre più forte e ti inizi ad identificare con Lui. Ora è impossibile distinguere ciò che in te prima era buio, ormai la Luce è in tutto e tu sei tutto Luce. Accogli in questa Luce, e attraverso questo Calore che ti sta abbracciando dolcemente, il soffio dello Spirito, sentilo nel profondo del cuore. Disteso supino sentiti come un Sacerdote o un monaco mentre prostrato a terra offre il suo niente a Dio per rivestirlo della Sua Potenza, senti anche nella tua posizione fisica l'atto liberatorio di gioiosa sottomissione della tua vita a Dio, perchè donandoti a Lui Egli possa donarsi tutto a te, realizzando nella Gioia il pieno compimento del tuo vero Essere. Resta un poco in questa consapevolezza, poi alzati lentamente e porta con te la Tua Luce, portala anche agli altri, sii Luce e Calore per coloro che ti camminano accanto, diventa Fonte inesauribile di Amore.


LA PAROLA DEL 10.02.2013 – VEDERE DIO


Cari Amici, un magnifico insegnamento ci viene donato, sulla vita di preghiera, dalla Parola di oggi, vediamola insieme:

I LETTURA -

Vibravano gli stipiti delle porte al risuonare di quella voce, mentre il
tempio si riempiva di fumo. E dissi: "Ohimè! Io sono perduto, perché un
uomo dalle labbra impure io sono e in mezzo a un popolo dalle labbra
impure io abito; eppure i miei occhi hanno visto il re, il Signore degli
eserciti".
Allora uno dei serafini volò verso di me; teneva in mano un carbone
ardente che aveva preso con le molle dall'altare. Egli mi toccò la bocca
e disse: "Ecco, questo ha toccato le tue labbra, perciò è scomparsa la
tua colpa e il tuo peccato è espiato".

II LETTURA 

Ultimo fra tutti apparve anche a me come a un aborto.
Io infatti sono il più piccolo tra gli apostoli e non sono degno di
essere chiamato apostolo perché ho perseguitato la Chiesa di Dio. Per
grazia di Dio, però, sono quello che sono, e la sua grazia in me non è
stata vana. Anzi, ho faticato più di tutti loro, non io però, ma la
grazia di Dio che è con me.

VANGELO -

Essi vennero e riempirono tutte e due le barche
fino a farle quasi affondare.
Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo:
«Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore».

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Un filo meraviglioso unisce le tre letture di oggi, presentandoci il modello perfetto della ordinaria vita di preghiera del cristiano. Ogni volta che facciamo l'esperienza ravvicinata di Dio insieme allo stupore ci paralizza subito la chiarissima visione della nostra essenza di peccatori. Vicino alla Luce, perfino la più piccola macchia appare con tutta evidenza. Satana spesso approfitta di questo e insinua il dubbio doloroso e agghiacciante che sei troppo peccatore per poter incontrare veramente Dio nel tempio del tuo cuore. Dunque ti stai illudendo, nessuno potrà veramente salvarti. Isaia si pone subito la domanda: sono un peccatore EPPURE ho visto Dio, nonostante sia sicuramente un peccatore Dio mi si è rivelato. Il cherubino non contraddice la sua affermazione, è peccatore, ma lo rende puro con i carboni santificati dal restare nel tempio alla presenza di Dio. Noi oggi abbiamo molto di più dei carboni santi: le nostre labbra possono essere purificate ogni giorno dal Pane di Vita, che ci rende capaci di operare in unione con Dio.
Anche Paolo fa questa dolorosa esperienza, all'ultimo Dio si è rivelato, al più indegno, e la Grazia di Dio in lui, che vi ha prontamente risposto, lo ha reso l'Apostolo delle Genti.
Infine Pietro: anche lui riconoscendo la divinità di Gesù si scopre per quello che è, un peccatore. E' l'incontro con la Verità che finalmente ci fa liberi verso la concezione che abbiamo di noi stessi. Finalmente siamo capaci di vedere il nulla che siamo. Ma Gesù (e lo fa e lo continua a fare anche oggi, ma solo dopo questa apertura dei nostri occhi) da quel momento lo promuove "pescatore di uomini" e insieme gli dice "NON TEMERE". Pietro, come Paolo e come Isaia, avrebbe tutti i motivi di temere, si è appena scoperto peccatore e allo stesso tempo l'aver visto Dio lo coinvolge in una Missione sconvolgente; ma Gesù gli dice: non temere, perchè coloro che mi hanno visto una volta, e sono passati all'altra riva della consapevolezza su di sè, continueranno ad avermi sempre alla presenza del cuore, vivranno, se lo vogliono, alla mia Presenza, ed agiranno sotto la Luce del mio Volto.
Come gli innamorati del Cantico dei Cantici: dopo la prima volta, è tutto un apparire e scomparire, ma dal primo incontro gli appuntamenti non finiranno mai, promessa e speranza delle Nozze eterne.


FANTASIE SPIRITUALI PER L’AVVENTO

Siamo ormai prossimi all'Avvento, che come la Quaresima è un tempo di Grazia, di riflessione, di analisi. Spesso però nel nostro iper-razionalismo occidentale (e perfezionismo pieno di orgoglio) non siamo tanto addolorati e umiliati per le nostre mancanze verso Dio, quanto piuttosto ossessionati dal nostro peccato e dal male che sentiamo chiaramente dentro di noi; possiamo arrivare a percepire e visualizzare gli spiriti del male come tanti ragni molesti che ci attanagliano da ogni parte.
A volte può capitare che confondiamo le tentazioni con il peccato vero e proprio. Come uscirne? Ci può essere di aiuto questa immagine: quando andiamo in macchina e guidiamo, o quando camminiamo, certamente cadremmo spesso se procedessimo guardando in basso sul terreno, sui nostri piedi...per procedere sicuri dobbiamo guardare bene la strada davanti a noi e tenere alti gli occhi...così allora camminiamo sicuri tenendo alto lo sguardo su Colui che è la sola Via, allora non inciamperemo, anzi riusciremo perfino a schiacciare gli orribili ragni senza accorgercene, sotto i piedi...a volte certi tipi di mali si vincono più che con la lotta diretta, con il non prestar loro troppa attenzione....così perderanno ogni forza e ogni potere su di noi. Non concentriamoci ossessivamente sul peccato, ma siamo altrettanto compulsivi nel cercare di piantare il Bene in ogni circostanza! La nostra Anima è come uno specchio, è fatta per riflettere la Luce di Dio; il peccato forma come un velo di ombra tra l'Anima e Dio e così basta anche un peccato piccolo per velare lo specchio interiore ed impedire il nostro riflettere la Luce divina. Questo velo non solo ci impedisce di irradiare questa Luce, ma impedisce anche alla Luce stessa di giungere a noi, di nutrirci e tenerci in vita, perchè...trova la porta chiusa!


Ecco io sto alla porta e busso...

Daniela